Perché oggi i brand ambassador della moda contano più degli stilisti (e chi sono i più potenti)
I brand ambassador della moda contano più di quanto si possa credere. Perché la loro rilevanza supera i confini del settore, portando gente nuova nel fashion system
Può sembrare un’affermazione forte, ma le celebrità contribuiscono al successo dei brand e questo non si può negare. Se un abito entra nell’immaginario collettivo, se un accessorio diventa tendenza, se un’estetica viene amplificata dai social, è anche merito dei VIP. Ossia coloro che le case di moda nominano propri brand ambassador. Nel fashion system contemporaneo, dominato da immagini virali, red carpet globali e community digitali, il volto giusto può valere quanto — e talvolta più — di una collezione riuscita. Gli stilisti disegnano la visione, ma sono le star a trasformarla in desiderio collettivo.
I brand ambassador non sono più semplici testimonial: sono narratori viventi del marchio, generatori di contenuti, catalizzatori culturali. La loro influenza si misura in vendite, engagement, ricerche online e impatto mediatico. Ecco chi sono oggi i più rilevanti — e perché il loro peso strategico è diventato centrale.
Brand ambassador moda: i più importanti da conoscere subito
Zendaya — Louis Vuitton e Rolex
Zendaya non è solo un’attrice pluripremiata: è un fenomeno estetico e culturale. Ogni sua apparizione pubblica — costruita insieme allo stylist Law Roach — diventa evento mediatico. Per Louis Vuitton rappresenta l’equilibrio perfetto tra lusso heritage e nuova generazione: giovane, sofisticata, globale. Le campagne con lei generano immediata riconoscibilità e parlano a un pubblico trasversale, dal fashion insider alla Gen Z. Per Rolex, invece, Zendaya porta una modernizzazione controllata dell’immagine: talento, disciplina, successo precoce. È la prova che anche un brand simbolo di tradizione può dialogare con il presente senza perdere autorevolezza.

Jungkook — Calvin Klein
Quando Jungkook dei BTS è stato annunciato come volto Calvin Klein, le ricerche del brand sono esplose in poche ore. A conferma della potenza del suo fandom, fedele quanto organizzato. Lui è la scelta perfetta come brand ambassador perché incarna sensualità, fisicità e carisma — elementi chiave per la linea underwear e denim. Così Calvin Klein, che ha sempre costruito la propria immagine su corpi iconici e campagne provocatorie, con Jungkook aggiorna quel linguaggio all’era digitale, parlando direttamente a milioni di fan pronti a trasformare ogni uscita in sold out.

A$AP Rocky — Chanel
A$AP Rocky è uno dei rari artisti hip-hop pienamente legittimati nel mondo dell’alta moda. Per Chanel rappresenta un ponte strategico verso il menswear di lusso e verso la cultura street sofisticata. Infatti, la sua presenza rafforza l’idea di una Chanel più aperta, meno rigida, capace di dialogare con musica, arte e sottoculture urbane. Ogni sua apparizione con il brand genera conversazione — e oggi la conversazione è valore.

Robert Pattinson — Dior
Robert Pattinson è il caso emblematico di riposizionamento riuscito: da idolo teen a interprete d’autore. Dior lo ha scelto proprio per questa doppia anima. È volto storico delle fragranze maschili della maison e porta con sé un’eleganza irregolare, mai troppo costruita. Anzi, a volte, “sbavata”. Per Dior è l’uomo contemporaneo: sofisticato ma non distante, carismatico ma non patinato. La sua credibilità attoriale rafforza l’immagine di qualità e profondità del brand, anche adesso che è diretto creativamente da Jonathan Anderson.

Bad Bunny — Calvin Klein
Bad Bunny è uno degli artisti più influenti al mondo, capace di superare barriere linguistiche e culturali. Anche lui per Calvin Klein rappresenta inclusività, libertà espressiva e identità fluida. Le sue campagne hanno un impatto immediato sui social e parlano a un pubblico giovane. E non è solo una scelta musicale, piuttosto culturale. Difatti, Bad Bunny porta nel brand il linguaggio della nuova mascolinità latina.

Jacob Elordi — Bottega Veneta
Jacob Elordi è il volto dell’eleganza minimal firmata Louise Trotter. La sua immagine — pulita, controllata, magnetica — si allinea perfettamente con l’estetica silenziosa di Bottega Veneta. Il brand, noto per il lusso discreto e l’assenza di loghi vistosi, trova in lui un interprete ideale. Ed Elordi sa parlare alle nuove generazioni con l’aiuto della sua aura classica, perfetta per un marchio che vuole restare elitario ma rilevante.

Paul Mescal — Gucci
Paul Mescal porta a Gucci una mascolinità sensibile e intellettuale. Attore intenso e selettivo nei ruoli, è diventato un’icona di stile non costruita. Il marchio lo utilizza per rafforzare la propria narrativa culturale: moda come espressione artistica, oltre che estetica. La sua autenticità è il vero asset, portando il pubblico a credere alla sua adesione al brand.

Jennifer Lawrence — Dior
Jennifer Lawrence collabora con Dior da anni ed è uno dei volti più solidi della maison. Premio Oscar, presenza forte ma accessibile, incarna un lusso naturale e non artificiale. È la “normalità straordinaria” che Dior vuole raccontare: talento, indipendenza, carisma. Il suo valore è, però, la continuità tra riconoscibilità stabile e reputazione impeccabile.

Nicole Kidman — Chanel
Nicole Kidman è sinonimo di prestigio. Chanel la utilizza come simbolo di eleganza cinematografica e maturità sofisticata, visto il suo fascino. E la sua presenza che eleva immediatamente il posizionamento del maison verso un lusso classico e autorevole. I brand ambassador, infatti, non devono essere solo giovani e virali, ma devono essere coerenti con il DNA del marchio.

Colman Domingo — Valentino
Colman Domingo rappresenta una nuova idea di eleganza maschile: teatrale, colta, inclusiva. Soprattutto libera dai dettami della società. Valentino lo ha scelto perché incarna perfettamente la visione Couture moderna della casa di moda, che fa dell’espressività e della raffinatezza i propri valori fondanti. Porta diversità e profondità narrativa, oggi centrali nella comunicazione fashion.

V (Kim Taehyung dei BTS) — Celine
V è uno dei brand ambassador moda più potenti nel panorama globale. Per Celine è stato — e resta — un moltiplicatore di visibilità senza precedenti. Ogni sua apparizione genera copertura mediatica e traffico digitale enorme. La sua immagine elegante, artistica e magnetica combacia con l’estetica del brand, sempre più sulla bocca di tutti. È la prova definitiva che oggi l’influenza culturale può valere quanto una sfilata di successo.
