Hermès si prepara (senza fretta) al debutto nell’haute couture
Il colosso francese conferma i piani per l’ingresso nell’alta moda parigina. Un nuovo atelier a Pantin e una campagna di assunzioni per 20 artigiani d’élite gettano le basi per un lancio previsto tra il 2026 e il 2027, sotto la direzione creativa di Nadège Vanhée
Per chi è abituato ad aspettare mesi, se non anni, per entrare in possesso di una Birkin o una Kelly, la notizia non poteva che arrivare con i tempi giusti: con calma, quella stessa calma artigianale che da quasi due secoli guida il passo di Hermès. Dopo mesi, a dire il vero anni, di indiscrezioni, la maison ha messo a punto la strategia per il suo debutto nell’haute couture, il segmento più esclusivo e vertiginoso della moda, quello dei capi unici che richiedono centinaia di ore di lavoro e possono raggiungere prezzi a cinque o sei zeri.

L’alta moda by Hermès prende forma
A confermare l’avanzamento dei lavori è stato lo stesso CEO, Axel Dumas, in occasione della presentazione dei risultati annuali dello scorso febbraio. “Stiamo andando avanti“, ha dichiarato agli analisti, rivelando che la maison è già attivamente impegnata nel reclutamento di personale specializzato per un nuovo atelier couture a Parigi (punto focale di cui vi parleremo a breve).
La filosofia, tuttavia, resta quella di sempre: nessuna fretta, nessuna pressione. Il ben fatto richiede tempo. E se ci fossero ancora dubbi su questo approccio, basta vedere le parole di Dumas, “Saremo pronti quando saremo pronti“, ha infatti tagliato corto il CEO, suggellando un approccio che antepone la qualità artigianale alle scadenze di marketing. Come da sempre siamo stati abituati dalla maison.

L’ipotesi, già ventilata un anno fa, di un debutto tra il 2026 e il 2027 rimane la finestra più probabile ma non confermata. La tabella di marcia prevede la messa a punto di una struttura dedicata. Inizialmente, l’atelier couture troverà casa all’interno del quartier generale del gruppo a Pantin, un sobborgo a nord di Parigi che da decenni ospita i laboratori artigianali del marchio. L’obiettivo a regime è quello di impiegare una squadra di una ventina di couturier d’élite, artigiani di altissimo profilo capaci di padroneggiare le tecniche sartoriali più complesse. Molto probabilmente a guidare questa nuova avventura sarà Nadège Vanhée, direttrice artistica delle collezioni femminili dal 2014.
Cosa significa fare couture per un brand?
Per Hermès l’ingresso nell’alta moda rappresenterebbe un tassello fondamentale per consolidare il suo posizionamento nell’olimpo del lusso assoluto. Tuttavia l’entrata nel calendario ufficiale dell’alta moda non è automatico. Nemmeno per una maison di questo calibro. La couture parigina è regolata dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode, che stabilisce criteri precisi per l’ammissione dei brand nel calendario ufficiale. Essere un colosso del lusso non implica automaticamente lo status di maison di haute couture: servono atelier dedicati, personale altamente qualificato, presentazioni regolari a Parigi e il rispetto di parametri molto rigorosi.
Ed è qui che la notizia dell’atelier in costruzione assume improvvisamente un peso specifico. È la dimostrazione pratica che Hermès sta lavorando proprio sugli elementi richiesti dal sistema couture.
