Le 5 sneakers che non passano mai di moda (e continuano a vendere)
Courtesy Adidas

Le 5 sneakers che non passano mai di moda (e continuano a vendere)

di Tiziana Molinu

Da Vans a Nike, scopri con noi quali sono i modelli che anche a distanza di decenni dalla loro uscita continuano a vendere in volumi impressionanti. Queste sono le vere scarpe che non passano mai di moda

Ogni stagione l’industria delle sneakers prova a convincerci che la scarpa “definitiva” sia appena uscita. È un piccolo, divertente inganno nel mondo delle moda: ci fanno credere che tutto cambi, che ogni stagione porti con sé il modello “must-have” senza il quale il nostro guardaroba è nudo, e che inseguire l’ultima uscita sia quasi un dovere morale. Poi, però, esci di casa e guardi i piedi della gente. E scopri la verità.

Scopri che mentre noi rincorriamo hype, collaborazioni a tempo e rilanci nostalgici, lì fuori c’è un esercito di persone che continua a comprare esattamente le stesse 5 scarpe da decenni. Le comprano i ragazzini, i loro padri e, in qualche caso, anche i nonni. Le comprano a Milano come a Tokyo, a New York come in un paesino della provincia italiana. Modelli che continuano a vendere, anno dopo anno, in volumi che l’ennesima limited edition può solo sognare.

Questo articolo parla di loro. Di quei 5 modelli che non hanno mai avuto bisogno di tornare di moda, semplicemente perché non se ne sono mai andati. E lo faremo con cognizione di causa, con numeri alla mano, tra continuità e impatto culturale

Nike Air Force 1

nike air force 1
Courtesy Getty Images

Quando si parla di numeri, si deve partire da lei. Le Nike Air Force 1 non sono solo una scarpa, sono un fenomeno statistico. Nata nel 1982 dalla mente del designer Bruce Kilgore, fu la prima scarpa da basket a introdurre la tecnologia Air, un’ammortizzazione rivoluzionaria per l’epoca. Pensata per il parquet, ha conquistato l’asfalto e non lo ha più lasciato. Oggi è, per definizione, la “scarpa predefinita”, soprattutto nella sua versione total white. L’abbiamo vista abbinata ad abiti sartoriali così come ai jeans e alla tuta. Questa versatilità è il suo potere. Nike stessa la considera di gran lunga la sua sneaker più venduta di sempre. Le stime parlano di oltre 10 milioni di paia all’anno, un volume che la rende una macchina da guerra commerciale.

Converse Chuck Taylor All Star

converse all star
Courtesy Converse

Se le Air Force 1 sono il presente, le Converse Chuck Taylor All Star sono la storia. Nata nel 1917 come scarpa da basket con il nome “Non-Skids”, è stata la prima calzatura sportiva a diventare un simbolo culturale. Dal 1923 porta il nome del giocatore Chuck Taylor, che ne suggerì i miglioramenti e la promosse in lungo e in largo, diventando di fatto uno dei primi testimonial della storia. Nel corso del Novecento le All Star dominano i parquet, si diffondono tra studenti, musicisti e subculture e diventano un simbolo culturale. La Chuck Taylor è l’anti-sneaker per eccellenz,eEppure, i numeri sono da capogiro. Le stime parlano di oltre 600 milioni di paia vendute entro il 2000, e secondo alcune fonti si sarebbe addirittura superato il miliardo. È la prova vivente che la semplicità, se autentica, diventa eterna.

Adidas Stan Smith

stan smith adidas
Courtesy Adidas

Il successo delle Adidas Stan Smith risiede nella loro essenzialità quasi anonima, quel “normcore” ante-litteram che le rende inossidabili. Nata negli anni ’60 come scarpa da tennis per il francese Robert Haillet, solo nel 1978 prese il nome del tennista americano Stan Smith, e da lì iniziò la sua ascesa. La sua storia insegna anche quanto sia potente la nostalgia. All’inizio dello scorso decennio Adidas ne decise il ritiro dal mercato, ma le proteste dei fan sui social furono così forti da costringere l’azienda a rilanciarle nel 2014  Fu un trionfo. Il picco arrivò nel 2015 con 8 milioni di paia vendute, portando il totale complessivo in quattro decenni a superare i 50 milioni. Una scarpa che ha dovuto “morire” per dimostrare di essere immortale.

Adidas Superstar

adidas superstar
Courtesy Adidas

Ancora Adidas, ma stavolta con le Superstar. Un’altra icona del brand tedesco, nata nel 1970 per il basket, con la sua inconfondibile punta in gomma a conchiglia (“shell toe”), è stata la scarpa che ha dominato i campi da gioco. Al suo apice, il 75% dei giocatori NBA la indossava. Ma il suo destino è cambiato quando è scesa in strada. Negli anni ’80, il gruppo hip hop Run-DMC la trasformò in un simbolo. La loro canzone “My Adidas” e la successiva collaborazione con il brand sancirono per sempre il legame tra sneaker e cultura di strada. Le Superstar non sono mai più uscite dal giro. Nel 2015, Adidas ne ha vendute la bellezza di 15 milioni di paia, e oggi continuano comunque a vendere.

Vans Old Skool

sneaker vans old skool
Courtesy Vans

Chiudiamo in bellezza con la Vans Old Skool. Una scarpa che ha saputo cavalcare tutte le onde culturali senza mai chiedere permesso. Nata nel 1977 con il nome “Style 36”, fu il primo modello del brand a introdurre la celebre “jazz stripe”, quella striscia laterale sinuosa nata per dare maggiore resistenza e diventata poi il simbolo dell’intero marchio. Dalla California degli skater, le Old Skool hanno invaso il mondo del punk, dell’hip hop e infine della moda. Sono la scarpa della Generazione Z, ma anche dei loro idoli, da Kanye West a Tyler, the Creator. La loro forza è la democraticità: costano poco, durano tanto e stanno bene con tutto. Lo confermano i dati: nel 2019 erano tra le tre scarpe più vendute in Spagna, e la crescita del brand durante la pandemia ha dimostrato la loro resistenza anche ai momenti più bui