A Courmayeur con Napapijri e il mitico Alberto Tomba per una serata (innevata) sul Monte Bianco
La boutique di Napapijri, una baita innevata e la leggenda dello sci alpino Alberto Tomba. Ovvero la formula per la serata perfetta, anche in occasione della campagna Autunno/Inverno 2025 del brand che ha elevato la moda outdoor
Metti una sera a cena sul Monte Bianco, e nella boutique di Napapijri a Courmayeur, un gruppo di persone capitanato dalla leggenda dello sci Alberto Tomba e otterrai qualcosa di memorabile. È quanto successo in occasione della campagna Autunno/Inverno 2025 firmata dal celebre brand italiano che porta un nome finlandese ed è associato alla bandiera norvegese. Ad essere protagonista, però, è sempre stato l’abbigliamento outdoor rigorosamente indossato da Tomba e da chi l’ha seguito in montagna.
La liaison tra Napapijri e Alberto Tomba
Partiamo dal presupposto che la liaison tra Napapijri e Alberto Tomba è nata per caso nel 1987, quando il brand è stato fondato proprio a Courmayeur e Alberto ha conquistato la sua prima vittoria in Coppa del Mondo a Sestriere, in Piemonte. Da lì, poi, è storia: su binari paralleli, destinati a incontrarsi oggi, entrambi continueranno a crescere nei rispettivi settori.
Napapijri spaziando dalle borse da viaggio – realizzate con Cotone Pronto Intervento e ispirate al mito delle esplorazioni polari – ai capispalla sdoganati persino in città. E Tomba collezionando meriti su meriti: 5 medaglie olimpiche (3 ori e 2 argenti), 4 medaglie mondiali (2 ori e 2 bronzi), 50 vittorie in Coppa del Mondo, 8 Coppe di specialità e 1 Coppa del Mondo generale.
Il mito di Alberto Tomba: quella volta a Sanremo e alle Olimpiadi
Esemplificativa del mito di Alberto Tomba è quella volta che Sanremo, nel 1988, si collegò con le Olimpiadi di Calgary mentre “Tomba la Bomba” vinceva una delle sue due medaglia d’oro nello slalom (gigante e speciale). Unica volta in cui il Festival ha interrotto la competizione per trasmettere un altro spettacolo, lontano dal mare e ambientato in un luogo totalmente innevato.
Ma ad Icon ha confidato: «Non mi ritengo un’icona, credo debbano dirlo gli altri. Sono semplicemente me stesso, in pista e nel mio stile personale. Con Napapijiri riesco ad esserlo».

Alberto Tomba e la campagna AI 25-26 di Napapijri
Infatti, lo stile di questa leggenda va a braccetto con la trasversalità del marchio. «Nel quotidiano ho bisogno di essere comodo, non amo le cose che mi costringono, quindi prediligo uno stile informale e casual», dice. «Se invece l’occasione lo richiede, mi piace essere più elegante. Per me eleganza significa essere sempre adeguato all’occasione e alle persone che incontro, mai sopra le righe».
Una collaborazione, la loro, destinata a concretizzarsi prima o poi. Non a caso, le loro storie si sono incontrate nella campagna AI 25-26 di Napapijri che celebra il movimento e l’evoluzione. Proprio come Alberto Tomba è partito da Bologna per conquistare le vette più alte, Napapijri ha abbracciato la versatilità sin dalle sue origini. Indossando una selezione curata di capi tecnici e funzionali, pensati per il quotidiano e ispirati alla sua personalità dinamica, Alberto Tomba è protagonista di un hero video che racconta il suo viaggio simbolico attraverso paesaggi e ricordi, dalla città alle montagne.
Della campagna pubblicitaria, il campione porta con sé un bel ricordo. Perché è stata scattata dalle parti di Madonna di Campiglio, «dove alle gare di Coppa del Mondo, sulla pista 3Tre, c’erano 40.000 persone. Bloccarono tutto: strade ferme e viabilità modificata. Un delirio», solo per lui.

Una serata a Courmayeur con Napapijri e Alberto Tomba
Questa narrativa si è estesa oltre gli schermi in una serie di eventi per connettere le comunità e celebrare la partnership e l’eredità di Napapijri e Alberto Tomba. Tra cui la serata trascorsa sul Monte Bianco, innevato come non accadeva da giorni a Courmayeur. Proprio qui, nel luogo che ha dato i natali al brand, la leggenda dello sci ha prima firmato libri, indumenti e accessori nella boutique Napapijri dal fascino montanaro e, poi, partecipato alla cena organizzata in suo onore nell’accogliente baita Chiecco.
Gli ospiti l’hanno raggiunta prendendo una funivia, seguita da appositi gatti delle nevi dotati di svolazzanti bandiere norvegesi e guidati da ragazzi che non potevano non sfoggiare giacche a vento rosse sgargianti. La meta era un luogo caldo, che ha ospitato scisti e appassionati, diventato rifugio nella serata celebrativa dell’unione tra due icone. Inimitabili, a modo loro.


