Il fade è finito? I nuovi tagli uomo che stanno sostituendo il re dei barber shop
Le nuove tendenze premiano texture naturali, lunghezze morbide e styling meno costruiti. E il fade, per la prima volta, deve condividere il trono
Per quasi un decennio il fade ha dominato incontrastato l’universo dell’hairstyling maschile. Dai barber shop di quartiere alle passerelle, passando per i profili social dei calciatori e delle star della musica, la sfumatura impeccabile è diventata il simbolo di un’estetica facilmente riconoscibile (e amatissima in modo davvero trasversale). Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Il taglio che sembrava destinato a restare il riferimento assoluto per la cura dei capelli maschili – un po’ come lo è il mullet – mostra i primi segni di stanchezza e, nel frattempo, nuovi trend si impongono sulla scena in nome di una naturalezza che il taglio fade non considerava se non marginalmente.
Oltre il fade: i look amati dalla GenZ
Ovviamente il fade continua a essere ancora richiesto e apprezzato, ma non rappresenta più l’unica opzione desiderabile quando si entra in salone. Lo sa bene la genZ che sembra orientarsi verso look meno rigidi e più versatili, capaci di valorizzare la texture naturale del capello senza l’obbligo di manutenzioni frequenti – che erano davvero un problema per chi sceglieva il fade cut.
Il textured crop come alternativa al fade
Tra i protagonisti di questa evoluzione c’è il textured crop, un taglio corto ma ricco di movimento che gioca con ciocche irregolari e volumi controllati. Brad Pitt lo ha spesso sfoggiato in versioni molto moderne, puntando su una texture naturale e su una finitura volutamente poco costruita. Il risultato è un look raffinato ma decisamente rilassato, molto distante dalla precisione quasi chirurgica delle sfumature tradizionali.

Il modern shag, il flow haircut e il curtain cut per i capelli medi
Anche il modern shag sta vivendo un momento d’oro. Ispirato alle icone rock del passato, è reinterpretato con linee più pulite e pensato per essere gestito con facilità. Portabandiera di questo hair look già in tempi non sospetti è Timothée Chalamet che nella sua carriera ha scelto lunghezze morbide e stratificate, in grado di dare movimento e carattere senza apparire mai eccessive.

Tra le alternative più richieste emerge poi il flow haircut, caratterizzato da capelli medi che seguono naturalmente la direzione della chioma. Una celeb su tutte: Austin Butler che lo ha reso uno dei suoi segni distintivi, dimostrando come un look apparentemente semplice possa essere anche elegante quando serve.

Il ritorno delle lunghezze medie è evidente anche nel successo del curtain cut. Jacob Elordi ne offre una delle interpretazioni più contemporanee, con una riga centrale morbida e ciocche che incorniciano il volto. Un approccio simile è stato scelto più volte anche da Charles Leclerc, che alterna versioni più ordinate a interpretazioni dal gusto casual, confermando la versatilità di questo taglio.

L’ultimo trend dopo il fade: il bro flow
Sta guadagnando terreno anche il cosiddetto bro flow, una variante più lunga e fluida che valorizza il movimento naturale dei capelli. Hudson Williams ne è forse l’esempio più celebre: le sue lunghezze morbide hanno contribuito a riportare in auge un’estetica maschile meno rigida e più espressiva.

Il side part moderno
Un’altra tendenza in crescita è rappresentata dal side part moderno, l’evoluzione contemporanea della classica riga laterale. Ryan Gosling ne propone spesso una versione elegante e morbida, con lati meno corti rispetto ai canoni del fade e una parte superiore più piena. Anche David Beckham, da sempre considerato un punto di riferimento in fatto di grooming maschile, ha progressivamente abbandonato le sfumature più marcate in favore di tagli dall’aspetto più naturale.

Più che decretare la fine del fade, dunque, sarebbe corretto parlare della fine del suo monopolio. Il re dei barber shop continua a occupare un posto importante, ma oggi deve condividere la scena con textured crop, shag moderni, flow haircut, curtain cut, bro flow e side part. La nuova parola d’ordine è individualità. I tagli più apprezzati non sono necessariamente quelli più perfetti, ma quelli che riescono a valorizzare la personalità di chi li porta.