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Serie tv e doc: il meglio (su piattaforma) di luglio

di Andrea Giordano - 6 Luglio 2020

Torna l’appuntamento di ICON con le migliori serie tv del mese, ma non solo.

Serie tv, documentari e film, da Netflix ad Amazon Prime Video. Ecco cosa vedere a luglio, da 'Gangs of London' (su Sky) fino a 'The Old Guard', recuperando la ricostruzione sul caso legato a Jeffrey Epstein e il collettivo d'autore 'Homemade'.

GANGS OF LONDON (dal 6 luglio su Sky Atlantic e NOW TV)

Reduce dagli ascolti record in Inghilterra, seconda solo, come debutto, a Chernobyl, ora arriva anche in Italia una delle serie tv del mese, capace, in soli nove episodi, di mettere insieme atmosfere diverse, da Gomorra a Tarantino, fino a Il padrino di Coppola. L’epopea è quella degli Wallace, famiglia criminale “vecchio stampo”, che controlla i traffici e assicura la “pace” fra le gang di Londra. Da più di 20 anni, il suo patriarca, Finn (interpretato da Colm Meaney), è la figura di spicco della città, basando il proprio potere sull’alleanza di bande criminali da ogni angolo del mondo che contrabbandano qualsiasi cosa, facendo circolare miliardi di sterline. Quando, però, viene ucciso, nessuno ne conosce il mandante e sarà allora il figlio Sean a subentrare, per cercare vendetta e ricostituire l’organizzazione, pronto a mettere in discussione quel patto stipulato tempo prima. Un crime thriller, crudo e pieno d’adrenalina, in grado di rinverdire la tradizione del gangster movie, con protagonista Joe Cole (già visto in Peaky Blinders) e alla regia il trio Gareth Evans, Corin Hardy e Xavier Gens.

THE OLD GUARD (dal 10 luglio su Netflix)

Da secoli il mondo dei mortali è protetto da un gruppo clandestino guidato da una guerriera di nome Andy (interpretata da Charlize Theron). Al suo interno ci sono mercenari molto uniti tra loro e che stranamente non possono morire. Durante una missione urgente, le straordinarie capacità dei componenti della squadra diventano improvvisamente pubbliche. Toccherà alla stessa Andy, e all'ultima arrivata Nile (KiKi Layne) aiutare il team a scongiurare il pericolo rappresentato da chi, a qualsiasi prezzo, intende replicare e sfruttare economicamente questo dono. Tratta dal celebre fumetto di Greg Rucka, diretto da Gina Prince-Bythewood, la pellicola racconta una storia ancorata alla realtà e piena d'azione, ma che dimostra come vivere per sempre non sia poi una faccenda così semplice. Nel cast Matthias Schoenaerts, e attenzione al “debutto” seriale, ed internazionale, di Luca Marinelli.

HOMEMADE (in onda su Netflix)

Un atlante globale per raccontare l’esperienza personale (e collettiva) del recente lockdown, visto da diciassette sguardi d’autore. Il progetto antologico è Homemade, una collezione di cortometraggi, creati appositamente da registi, attrici, tecnici, confinati a casa per la pandemia, ma in grado di riflettere lo stesso su ciò che li circondava. Scorrono così memorie, paesaggi, contemplazione, vecchie fiamme, umorismo, autoritratti, lettere ai figli, vita quotidiana, pensando al presente-futuro del mondo, dei cambiamenti climatici, tutti raccontati attraverso il linguaggio delle immagini, a volte dei silenzi, dei primi piani, dell’essenza delle parole, esorcizzando la solitudine. Privi di strumentazione tecnica, se non degli iPhone o piccole telecamerine, il viaggio comincia in Francia, a Clichy Montfermeil, grazie a Ladj Ly, narrando i conflitti delle banlieu, per poi saltare nel Vermont di Maggie Gyllenhall, protagonista il marito – l'attore Peter Sarsgaard - immergendoci in una natura minimalista, poetica. C’è la Los Angeles uggiosa e sfuocata di Kristen Stewart, circoscritta nel suo habitat, di Rachel Morrison (la prima donna a ricevere la nomination nella categoria montaggio, per Mudbound), nel (ri)definire, in The Lucky Ones le sue priorità, e quella lontana dal caos di Ana Lily Amirpour. Dall’America a Santiago del Cile con Pablo Larraín, e il suo Last Call, o Sebastián Lelio, passando in Giappone, a Nara (Naomi Kawase), nel Messico, in Libano, a Beirut, nell’appartamento di Nadine Labaki e Khaled Mouzanar. Non manca ovviamente l’Europa: Berlino, Lisbona Glasgow, una Londra inedita, fino al gioiello (il migliore) realizzato da Paolo Sorrentino. Lì, a dialogare, ci sono due pupazzi di cera rappresentanti Papa Francesco e la Regina Elisabetta II, bloccata in un ipotetico Vaticano: si contendono il telecomando “meglio The Two Popes che The Crown”, per dire, infine, “siamo solo dei simboli, per questo non sappiamo fare niente”. E nel frattempo il tramonto su Roma svela una città bellissima e sola.

JEFFREY EPSTEIN: SOLDI, POTERE E PERVERSIONE (in onda su Netflix)

Un manipolatore, narcisista, facoltoso e accecato dal lusso, una sorta di Gatsby moderno, di cui non si sapeva nulla. Il Charles Foster Kane della finanza, quello che gestiva (e rubava) ingenti somme per i super ricchi, a sua volta è diventato così un magnate, amico di ex, e futuri, presidenti, Trump, Clinton, produttori, tipo Harvey Weinstein.., o del Principe Andrea d’Inghilterra. Il caso di Jeffrey Epstein, morto (apparentemente) suicida in carcere la mattina del 10 agosto 2019, viene ora nuovamente alla luce attraverso l’ottima docu-serie diretta da Lisa Bryant. Il sottotesto non ammette repliche, “soldi, potere e perversione” di un personaggio, e riguardo le sue folli ossessioni. La vicenda parte dall’inchiesta della giornalista Vicky Ward, incaricata di scrivere il cosiddetto articolo di costume, e, che, invece, prende una piega diversa quando alcune fonti la portano ad intervistare due sorelle, Maria e Annie Farmer (minorenne all’epoca dei fatti), le prime sopravvissute ad esporsi, raccontando di essere state abusate da lui più volte. È l’inizio del racconto, fatto di luoghi, date, abitudini, di un self made man, dietro alla cui figura, si celava qualcosa di seriale, torbido, maniacale, un bugiardo incallito, sociopatico, capace di farla franca, aggirando le regole grazie al denaro, comprando il silenzio delle proprie vittime, sfruttando le loro fragilità. Il tutto condiviso, coperto, dall’allora, complice – fidanzata, Ghislaine Maxwell, arrestata proprio qualche giorno fa, il tramite nell’adescare, anche, ragazze dai 12 ai 17 anni, promettendo, insieme a lui, tranquillità e sostegno finanziario.

JIM GAFFIGAN: THE PALE TOURIST (dal 24 luglio su Amazon Prime Video)

Sulla scia del successo dell’omonimo tour mondiale di stand-up comedy, Jim Gaffigan: The Pale Tourist, arriva su piattaforma lo special diviso in due parti, con un protagonista assoluto, proprio lui, Jim Gaffigan, comico e attore statunitense, incluso fra i best selling authors dal New York Times. Qui è alle prese con una prova apparentemente impossibile: visitare un paese senza alcuna esperienza e preparazione sugli usi e costumi del luogo, per poi scrivere del nuovo materiale e recitarlo, un’avventura, pare, dove nessun si era mai spinto. Due ore ricche di humour, in cui girando il mondo, ha incontrato persone, assaggiato il cibo locale, imparando qualcosa della storia di ciascun paese, per poi trasformare, appunto, in un nuovo set di stand-up comedy per le persone del posto, e non solo. Tutto prima di dirigersi verso una nuova destinazione e ricominciare da capo.

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