In conversazione con Luke Edward Hall

In conversazione con Luke Edward Hall

di Paolo Lavezzari

Il designer inglese firma Profumi Luchino, la nuova home fragrance collection Ginori 1735: cinque profumi che portano in un viaggio, tra immaginazione e realtà, nei luoghi più amati dall’artista

Formatosi alla prestigiosa Central Saint Martins di Londra, Luke Edward Hall sa fare tante cose insieme – è artista, designer, interior decorator, columnist del Financial Times – e, soprattutto, le fa tutte bene, anzi benissimo, tanto che, non da oggi, è una delle più ricercate personalità della scena creativa contemporanea. Bon vivant (lo racconta bene il Photo Journal nel suo sito), alla fatidica età di 33 anni e con la complicità di un aspetto disinvoltamente scarruffato – più un guardaroba assolutamente dandy – , Hall è “first of all” un “appassionato storyteller”, come lui ama definirsi, riassumendo così tutte le sue passioni. «Il mio lavoro», spiega, «ha molto a che fare con la narrazione, il mood, l’ambientazione». I “racconti” di Hall sono sempre colorati, spesso ispirati alla storia, filtrata attraverso la lente di un romanticismo molto brit, irriverente, ma non per questo privo, tutt’altro, di una sincera adesione. 

Total look Valentino

Campione di sprezzatura, cioè dell’arte di nascondere l’arte, il designer inglese ha nuovamente dispiegato il tocco leggero, coloratissimo – mai chiassoso – dei suoi pennelli per immaginare la sua seconda avventura con Ginori 1735 mischiando da par suo le più diverse ispirazioni – epoche, mitologie, ricordi, passioni personali – a una serie, ecco la novità, di inedite esperienze olfattive. «La nuova home collection Profumi Luchino si basa ancora molto sui miei disegni. Ma le ispirazioni, rispetto alla prima, sono diverse, più contemporanee». Se infatti i decori per le porcellane d’esordio, Il Viaggio di Nettuno, guardano al mare e a un’antichità in cui la storia greca e romana si fanno mitologia, Profumi Luchino – composta da candele profumate e collector’s item con decori di Hall – è un intrigante giro del mondo dei sensi. «Ho sempre amato le fragranze perché sono qualcosa di davvero potente», spiega. «Il profumo giusto può portarti all’istante non solo indietro nel tempo, ma ovunque. È uno strumento che può aiutare a raccontare una storia, a creare un’atmosfera. È stato importante per me immaginare delle storie intorno a ogni fragranza. Non volevo creare solo un’altra candela chic». 

Portacandela-scultura della serie Palazzo Centauro che raffigura una testa di Ganimede, collezione Profumi Luchino, Ginori 1735

Perché Profumi Luchino? Solo un gioco di parole sul suo nome? «Luchino è per me prima di tutto una parola davvero bella da pronunciare. A dire il vero, è stato il mio compagno a idearla, pensando alla collezione e a come si poteva realizzarla». Sono nate così Fox Thicket Folly, La Gazelle d’Or, Rajathra Palace, Rain Rock Creek e Palazzo Centauro, le cinque fragranze delle candele Profumi Luchino che celebrano alcuni dei luoghi amati da Luke: Cotswolds, Marrakech, Rajasthan, Big Sur, Venezia. «Ho cominciato sviluppando le idee alla base di ogni fragranza. Ho poi immaginato i luoghi, e per ognuno un edificio, come un palazzo, un piccolo rifugio o una baita. Per finire ho creato una storia intorno a ciascuno di questi luoghi immaginari, pensando agli abitanti, all’architettura e al paesaggio». Oltre ai viaggi, quali altre sono le sue fonti di ispirazione?«Sicuramente la letteratura. Inoltre, quando penso una storia, la penso sempre in modo cinematografico. Poi ci sono le persone, le loro storie. Per esempio, mentre creavo Venezia, pensavo alla marchesa Luisa Casati, a come la sua presenza fosse stata per Venezia una sorta di ispirazione».

Piatti Fox Thicket Folly e Palazzo Centauro, svuotatasche Rain Rock Creek, scatole con coperchio Rajathra Palace e La Gazelle d’Or, collezione Profumi Luchino, Ginori 1735.

Quanto c’è della sua passione per il design e l’architettura in questa collezione? «Molto. Amo la bella architettura e, lavorando su un edificio immaginario, mi diverto a evocarla. Ad esempio, mentre sognavo la storia di Big Sur, continuavo a ripensare a una settimana trascorsa lì, qualche anno fa, in un hotel che era una specie di gruppo di capanne di legno nel bosco». Sicuramente un sogno molto piacevole. «Non sono un architetto, ma è stato molto divertente pensare agli edifici di questi Paesi e trarne ispirazione per i miei immaginari».

Photos by Antonio Dicorato, styling by Edoardo Caniglia

Grooming: Franco Chessa @Freelancer. Styling assistant: Valentina Volpe. Location: Museo Crespi Bonsai (crespibonsai.com)