Il Met Gala si avvicina. Ecco cosa c’è da sapere sull’edizione di quest’anno 
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Il Met Gala si avvicina. Ecco cosa c’è da sapere sull’edizione di quest’anno 

di Tiziana Molinu

Dieci anni dopo l’ultima volta, Beyoncé torna sulle scale del Met. E con lei anche Jeff e Lauren Sánchez Bezos tra sponsor, patrocinio d’onore e inevitabili polemiche. Il tema? “Costume Art”. Il dress code? “Fashion is Art”. Adesso ti spieghiamo tutto

Manca ormai poco all’evento più atteso e stravagante del calendario della moda. Il primo lunedì di maggio, come da tradizione, le scale del Metropolitan Museum of Art di New York si trasformeranno nel red carpet più esclusivo e fotografato del mondo. Il Met Gala 2026 si preannuncia come un’edizione destinata a fare storia, non solo per il tema ambizioso e per i co-host d’eccezione, ma anche per le novità che coinvolgono il museo e le polemiche che già ne circondano la realizzazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Tema e dress-code del Met Gala 2026

Segnate dunque la data sul calendario: lunedì 4 maggio 2026. Come ogni anno, il gala si terrà al Metropolitan Museum of Art di New York, che per l’occasione apre le sue porte (previa esclusivissimo invito) alle più grandi star del cinema, della musica, dello sport e della moda.

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Il tema dell’esposizione primaverile del Costume Institute, che il gala celebra, è “Costume Art” (L’arte del costume). L’idea, come spiegato dal curatore Andrew Bolton, è quella di esplorare “la centralità del corpo vestito” all’interno dell’immensa collezione del museo. L’esposizione metterà in dialogo quasi 400 oggetti, tra cui abiti storici e contemporanei provenienti dal Costume Institute, affiancati a dipinti, sculture e altre opere d’arte provenienti da tutto il museo. L’obiettivo sarà dimostrare come la moda non sia solo un abito, ma una forma d’arte a tutti gli effetti, in costante dialogo con la pittura e la scultura attraverso i secoli.

Se il tema della mostra è “Costume Art”, il dress code per il red carpet è “Fashion is Art” (La moda è arte). Tre parole apparentemente semplici, ma che lasciano un margine di interpretazione enorme agli stilisti e alle celebrità. L’indicazione, annunciata a fine febbraio, invita gli ospiti a “esprimere il proprio rapporto con la moda come forma d’arte incarnata” e a celebrare le “innumerevoli rappresentazioni del corpo vestito nella storia dell’arte” . Possiamo aspettarci di tutto, da abiti che citano direttamente capolavori della pittura (da Monet a Picasso) a vere e proprie sculture indossabili, passando per illusioni ottiche e performance artistiche sul tappeto rosso.

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I co-host e il comitato d’onore

Al fianco di Anna Wintour, che del Met Gala è l’architetta invisibile ma onnipresente, quest’anno salgono in cattedra tre nomi pesantissimi: Beyoncé (a dieci anni dall’ultima volta), Nicole Kidman e Venus Williams. Tre donne che di arte, moda e potere ne sanno qualcosa.

A completare il quadro, Jeff Bezos e Lauren Sánchez Bezos che ricopriranno il ruolo di co-chair onorari. Sì, Mr. e Mrs. Bezos non solo mettono i soldi in quanto main sponsor della serata e della mostra, ma avranno un ruolo ufficiale nella serata. Sui social, ovviamente, è già partito il boicottaggio digitale con tanto di accuse di “comprare cultura”. Ma tant’è: il Met Gala senza polemiche non è Met Gala.

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Il comitato degli ospiti, presieduto da Anthony Vaccarello (direttore creativo di Saint Laurent) e Zoë Kravitz, è un carnet da festival: Sabrina Carpenter, Doja Cat, Gwendoline Christie, Lisa dei Blackpink, Sam Smith, Angela Bassett, Adut Akech, A’ja Wilson. Una miscela ben calibrata tra moda, musica, sport e quella certa Hollywood che ancora crede nell’importanza di un abito ben riuscito.