Luca Guadagnino e Stefano Baisi portano il cinema dentro casa con Zara Home

Luca Guadagnino e Stefano Baisi portano il cinema dentro casa con Zara Home

di Digital Team

Oltre 200 pezzi tra arredi, illuminazione, tessili, profumi e moda: il duo creativo porta il proprio universo tra cinema, design e fashion nella vita quotidiana. Dal 26 settembre 2026 in tutto il mondo

Una casa può essere una scenografia. Un divano può diventare un personaggio. Una lampada, un profumo o una sedia possono raccontare molto più di quanto sembri. È da questa idea che nasce BAISI GUADAGNINO for Zara Home, il progetto che porta per la prima volta nell’universo domestico la visione creativa di Luca Guadagnino e Stefano Baisi. Un incontro tra cinema, architettura, design e moda che prende la forma di una collezione di oltre 200 pezzi, dal furniture all’illuminazione, dai tessili ai tappeti, dagli oggetti per la tavola alle candele profumate, fino al ready-to-wear.

Atlas of Desire: il mondo di Luca Guadagnino e Stefano Baisi

Il titolo scelto per il progetto è Atlas of Desire. Un atlante del desiderio nel quale gli oggetti diventano coordinate di un paesaggio mentale. Guadagnino e Baisi lavorano insieme da quasi un decennio tra cinema, architettura d’interni e moda. Qui trasferiscono quello stesso metodo nel quotidiano, costruendo una casa che non vuole essere rassicurante né prevedibile. Le ispirazioni arrivano da luoghi e momenti diversi della storia del design: la Secessione viennese, le curve dell’Art Déco francese, il Modernismo brasiliano e la sensualità del Design Radicale italiano. Ma niente viene riprodotto fedelmente. Le citazioni vengono filtrate, deformate, mescolate. Le forme si incurvano, si piegano, si gonfiano. Gli oggetti sembrano quasi avere un movimento proprio. E anche i nomi - Purkersdorf, Nape, Ophiuchi, Blinking, Sacred Spring - sembrano arrivare da un’altra dimensione. «Si tratta di piegare una struttura altrimenti rigida per creare qualcosa di sensuale», ha spiegato Guadagnino parlando della collaborazione con Zara Home. Una frase che sintetizza il metodo alla base di Atlas of Desire: non riprodurre i riferimenti del passato, ma piegarli, contaminarli e trasformarli in qualcosa di nuovo.

Quando il set diventa casa

Il cinema, inevitabilmente, resta al centro. A raccontare il progetto arriva infatti un cortometraggio diretto da Luca Guadagnino e scritto da Scott Z. Burns, sceneggiatore di ContagionThe Bourne Ultimatum e The Report. Nel cast ci sono Jamie Bell, Chase Sui Wonders, Michael Stuhlbarg e Patricia Arquette. Girato in Europa, il film accompagna il lancio della collezione, mentre la scenografia è curata da Stefano Baisi. Il rapporto tra i due, però, passa già da tempo attraverso il cinema e la costruzione degli spazi. Per Queer, il film di Guadagnino tratto dal romanzo di William S. Burroughs, Baisi ha curato la scenografia, costruendo insieme al regista gli ambienti del film negli studi di Cinecittà. Gli spazi diventano così una proiezione della mente e delle emozioni dei personaggi, attraverso architetture artificiali, simmetrie, riflessi e una continua contaminazione tra realtà e immaginazione.

È un passaggio importante per capire anche il progetto Zara Home: il set non è soltanto lo sfondo della storia, ma parte della storia stessa. E ora quello stesso approccio arriva negli oggetti e negli ambienti della vita quotidiana. Ma il processo non si ferma al film. Anche la presentazione della collezione negli store è stata progettata da Baisi Guadagnino. Non sono quindi soltanto gli oggetti a essere disegnati: è l’intero universo intorno agli oggetti a essere progettato, dal set alla scenografia fino allo spazio fisico nel quale la collezione viene presentata.

Un guardaroba oltre il maschile e il femminile

Poi c’è la moda. Il ready-to-wear parte dal guardaroba maschile e lo porta altrove: proporzioni più ampie, silhouette rilassate, tweed e fresco lana liberati dalla tradizionale formalità sartoriale. Il riferimento al menswear rimane, ma viene continuamente messo in discussione.

Da una parte il Belgio, con il suo rapporto irriverente con il colore. Dall’altra il Giappone, con l’intelligenza dei volumi. In mezzo, una visione che non vuole appartenere completamente a nessuno dei due mondi. Maschile e femminile smettono così di essere categorie rigide e diventano punti di partenza per costruire qualcosa di diverso. La definizione scelta per questo guardaroba è forse la più efficace: abiti per i cittadini di un luogo che ancora non esiste. Anche nella moda, dunque, l'idea non è quella di costruire un'immagine totalizzante, ma di lasciare spazio all'interpretazione individuale. È una logica che Guadagnino ha espresso anche parlando della collaborazione: «Come appassionato di moda, resisto alla tentazione del total look».

Milano, il primo atto

Il debutto sarà globale, ma il primo appuntamento sarà a Milano. La nuova collezione Zara Home di Luca Guadagnino e Stefano Baisi arriverà il 26 settembre 2026. Nello stesso weekend, durante la Milano Fashion Week, il progetto prenderà possesso della Pelota di via Palermo 10. Il 26 e 27 settembre, dalle 11 alle 21, il pubblico potrà entrare nel pop-up progettato all’interno di un’installazione site-specific firmata da Guadagnino e Baisi.