Back to office: ecco come vestirsi bene senza sembrare in tribunale
Le aziende richiamano tutti alla scrivania, i dress code tornano a farsi sentire. Ma tra il completo grigio e la felpa da smart working, c’è una zona franca: ecco come occuparla
Le mail con oggetto "Back to office" sono tornate a circolare. Dai colossi del tech alle maison della moda, gli uffici tornano a riempirsi. Passata l'estate, si rientra alla scrivania con la tintarella ancora addosso e la valigia mezza disfatta sul pavimento di casa. Chi invece è rimasto full remote continua a godersi qualche call fronte spiaggia, wifi permettendo: una minoranza sempre più esigua, e sempre più invidiata da chi il lunedì mattina lo passa in tangenziale.
E in molti se lo chiedono, immancabilmente, ogni fine agosto: come ci si veste al rientro dalle vacanze? Eh sì, perché dopo settimane tra beachwear e vestiti di lino, la voglia di ingessarsi in un abito è poca. Ma la verità è che tra il completo grigio e la felpa da smart working c'è un mondo.
Come costruire il look da "rientro in ufficio"
Il punto, va chiarito subito, è che "meno formale" non significa "meno curato". Per farla semplice, mettiamola così: si abbandona il rigore da consiglio d'amministrazione che rendeva la vita in ufficio un peso, ma non si sconfina nell'eccesso opposto; niente pantaloncini o infradito in sala riunioni, per dire. Personalità sì, coprifuoco della professionalità no. La creatività ha spazio, ma dentro un perimetro. E il perimetro, come sempre, è la parte difficile.
La soluzione più facile è adottare lo smart casual. Non più il jolly vago buono per giustificare qualunque accostamento, ma la categoria di dress code che cresce più veloce di tutte. La differenza con il vecchio business casual è sottile ma reale: quello chiedeva pantaloni sartoriali, camicia, maglioncino, giacca facoltativa; lo smart casual di oggi ammette denim pulito, sneaker essenziali, capi che raccontano qualcosa di chi li porta, a patto che sembrino scelti, non ripescati dal cesto della biancheria. È la differenza tra una t-shirt aderente sotto un blazer strutturato e una t-shirt sformata sopra un paio di joggers: stesso registro informale, esito completamente diverso.
Il cambiamento più netto riguarda la giacca. La sartorialità che torna in ufficio nel 2026 è morbida: spalla destrutturata, blazer in maglia, giacche in hopsack portate come un capospalla qualsiasi. Il completo dalle spalle rigide resta pure nell'armadio, ma per il matrimonio o per l'aula di tribunale, non per il martedì mattina in open space. Il denim è ormai promosso in quasi tutti i settori, quello slavato o strappato ancora bocciato. Eccezione fatta per contesti più creativi e rilassati. Mentre sui piedi, il mocassino sta silenziosamente scalzando la sneaker minimal bianca o nera. Chi lo sceglie vuole leggere "curato" senza dare l'impressione di essersi impegnato troppo.
Tre formule pronte all'uso, per chi la mattina non ha voglia di improvvisare
Vi semplifichiamo la vita con basi perfette per qualsiasi tipo di ritorno in ufficio.
- Lo spezzato 2.0: blazer morbido, anche oversize, t-shirt senza stampe o loghi, jeans morbido, mocassino o sneaker essenziale. Se vi sembra tutto troppo sobrio sobrio, contesto permettendo, si può sostituire la sneaker minimal con una nota di colore, tipo una Puma Speedcat o una Onitsuka Tiger. Ottima anche la variante opposta senza giacca, pantalone sartoriale da abbinare a una polo o, meglio ancora, una serafino shirt.
- Formale ammorbidito: un abito dai volumi ampi e avvolgenti, meglio se in lino (l'unica fibra che aiuta a bypassare il trauma dal costume da bagno alla scrivania) camicia essenziale, sì anche alla cravatta ma a fantasia o con un tocco di colore, mocassino a togliere peso all'insieme.
- Full casual: t-shirt e jeans. La combinazione che, nella maggior parte degli uffici che non richiedono particolare rigore, è sempre giusta. La personalità, qui, si gioca tutta sugli accessori: una maxi bag in pelle intrecciata e una sneaker dai volumi sottili ma che si fa notare. Il look è fatto.
In fondo, non è che il dress code sia tornato. È che nessuno lo scrive più su un foglio affisso in sala mensa: tocca decodificarselo da soli, capo per capo, ogni santa mattina. Il paradosso è servito. Per sembrare meno formali, oggi serve più calcolo di quanto ne servisse nel 2016, quando bastava un tailleur uguale per tutte le occasioni.