Brad Pitt: i 10 migliori film dell’ultimo divo di Hollywood
Viaggio dentro il meglio della cinematografia di un attore capace di rovesciare ogni pregiudizio e ogni cliché, un sex symbol trasformista che ha sempre saputo sorprenderci
C’è una costante nella carriera di Brad Pitt: la riluttanza a essere soltanto bellissimo. Per decenni la stampa pop e l'industria cinematografica hanno tentato di ingabbiarlo nella nicchia del teen idol, del bello e basta, del volto da copertina per il pubblico femminile. Hanno sempre fallito, perché fin dagli inizi della carriera, William Bradley Pitt ha sempre cercato di seguire la sua strada, di inseguire produzioni e ruoli di grande valore, mettendosi alla prova come pochi altri avrebbero osato. Considerato l'erede naturale dei grandi volti della Hollywood più memorabile, Brad Pitt ha avuto successo ed è diventato amatissimo per un semplice motivo: non è mai stato schiavo di quell’immagine riflessa allo specchio, ed ha sempre cercato di essere prima di tutto un attore e non una star.
Ora arriva in sala Heart of the Beast ( al cinema dal 24 settembre, ndr), diretto da David Ayer, altro tassello di una parabola artistica fuori dal comune. Ed allora, forse è il caso di riavvolgere il nastro, di cercare i suoi 10 film più importanti, quelli che più di tutti ci possono far comprendere il suo smisurato talento di interprete.
1. Seven (1995)
Il film che lo lanciò nel firmamento. David Fincher firma il miglior thriller degli anni ’90 e consegna a Brad Pitt il detective David Mills, giovane segugio istintivo, indomito e tragicamente ingenuo, destinato a diventare la pedina finale per un serial killer a cui Kevin Spacey regala una gelida malvagità diventata leggenda. Al fianco di Morgan Freeman, Pitt ci regalò un’interpretazione complessa, viscerale e umanissima. Ancora oggi quel finale sconvolgente e terribile ha il suo volto, la sua voce, la sua disperazione. Seven è il titolo che ha dimostrato a tutti che Brad Pitt era molto più di un bel faccino.
2. L'esercito delle 12 scimmie (1995)
Nello stesso anno di Seven, Pitt abbraccia in L’esercito delle 12 scimmie il suo ruolo più folle, estremo, antitetico rispetto alla patina di sex symbol hollywoodiano già allora limitante. Nel capolavoro di Terry Gilliam il suo Jeffrey Goines, ecoterrorista psicotico, che si muove con fare caotico, stralunato e imprevedibile, lasciò pubblico e critica a bocca aperta. Armato di tic nervosi, risata isterica e parlantina frenetica, Brad Pitt ruba la scena persino a un Bruce Willis al top della forma e si porta a casa la sua prima nomination agli Oscar.
3. Fight Club (1999)
La prima regola è che non si parla del Fight Club. La seconda è che il film di David Fincher, fischiatissimo a Venezia 1999, si è fissato nell'immaginario collettivo come l’opera simbolo della contro-cultura e della distruzione dell’ideale del modello di vita consumistico. Al fianco di un altrettanto bravo Edward Norton, Brad Pitt, con il suo Tyler Durden carismatico, nichilista e grottescamente seducente, forma una diade sontuosa per evoluzione e significati. Il film simbolo della nevrosi di vivere del XXI secolo, che renderà Pitt un idolo per il pubblico maschile.
4. Snatch (2000)
Quando Guy Ritchie in quel primo anno del nuovo millennio fa impazzire il mondo con il suo miglior film di sempre, un grossa fetta del merito va a Brad Pitt, al suo Mickey O’Neil, truffatore zingaro imprevedibile, scaltro e dal pugno d’acciaio. Mix perfetto tra pulp, crime e black comedy, Snatch contiene il Brad Pitt più divertente, irriverente, scatenato e fuori da ogni crisma hollywoodiano di sempre. Chapliniano, eccessivo, sempre sopra le righe, armato di uno slang da gipsy diventato leggenda, Brad Pitt osò ciò che pochissimi all’epoca ad Hollywood avrebbero osato: abbracciare il cinema di genere della Cool Britannia.
5. Troy (2004)
Brad Pitt ha odiato Troy, lo girò in realtà solo per obblighi contrattuali. Eppure, il fatto che dopo un ventennio tutti ci ricordiamo del suo Achille, è un’altra prova del suo talento, della sua capacità di convincerci in ogni ruolo, persino in un kolossal cartonato come fu il film di Wolfgang Petersen. Armato di una fisicità statuaria e un incidere felino e ferale, riporta in vita il guerriero per eccellenza, tratteggiandone però un ritratto umano tutt’altro che superficiale. Ancora oggi, il duello con l’Ettore di Eric Bana e il dialogo con il Priamo di un toccante Peter O’Toole rimangono tra i momenti di cinema più iconici di quei primi anni 2000.
6. L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007)
Diretto da Andrew Dominik, L’assassino di Jesse James per mano del codardo Robert Ford è forse il più grande western del XXI secolo e una delle migliori prove d’attore di Brad Pitt di sempre. Qui egli fu Jesse James, il fuorilegge più leggendario del West, in un film crepuscolare violento e bellissimo. La danza mortale tra questo capobanda paranoico, narcisista, e il Robert Ford di un Casey Affleck superlativo, distrugge i topoi del genere e della narrativa americane. Film incentrato sul peso della notorietà, sull'ossessione del mito e del successo nella società americana, gli frutterà la Coppa Volpi al Festival di Venezia di quell’anno.
7. Il curioso caso di Benjamin Button (2008)
Melodramma originale e toccante, Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher vide Pitt recitare per buona parte del film nascosto sotto strati di trucco prostetico e digitale. La storia dell'uomo che nasce vecchio e ringiovanisce col passare degli anni commuoverà il mondo, e la sua chimica con Cate Blanchett sarà la chiave del successo straordinario di questa favola struggente sull'amore e sulla perdita. Forse il suo lavoro più complesso e assieme misurato, in un iter esistenziale che lo porterà nuovamente ad un passo dall'Oscar come Miglior Attore. Probabilmente il film che rappresentò più di tutti la sua definitiva maturità artistica.
8. Bastardi senza gloria (2009)
Il Tenente Aldo "l'Apache" Raine, cacciatore di scalpi nazisti con un marcato accento del Tennessee, alla testa di una sporca dozzina fracassona, è forse la maschera grottesca più bella della carriera di Brad Pitt. Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino è un treno lanciato verso l’irriverenza, l’ucronia, la black comedy sanguinolenta e orgiastica. Brad Pitt, con il collo sfigurato, il cipiglio da tostissima canaglia, si lascia andare ad una performance da caratterista d’altri tempi. Il suo “Bawnjorno” è entrato di diritto nell’immaginario collettivo, in un film che gli ha permesso ancora una volta di sporcarsi giocosamente le mani.
9. C'era una volta a... Hollywood (2019)
Il ruolo che gli è valso l'Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Cliff Booth, stuntman e miglior amico della star in declino Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), gli permette di connettersi a ciò che furono Steve McQueen e Robert Redford, Charles Bronson e Paul Newman. C’era una volta a… Hollywood è l’abbraccio di Quentin Tarantino al mito californiano degli anni '60, è l’ucronia che azzera la tragedia nella vita reale. Tra cazzotti, battute al fulmicotone e ambiguità morale, è forse il ruolo in cui Brad Pitt ci offre la sua interpretazione più personale, quella in grado di comprendere tutte le altre.
10. Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio (2026)
Ancora David Ayer, e stavolta in un survival realistico, intenso e cupo. In Heart of the Beast Brad Pitt è James Belmont, un ex soldato delle Forze Speciali, disperso tra i ghiacci dell'Alaska insieme al suo cane da guerra, costretto a vedersela con il gelo, la natura ostile, gli animali selvaggi e il lato più oscuro della sua anima. Un ruolo legato molto più rispetto al passato ad una componente fisica, alla mimica, ed alla sua presenza scenica unica ed inimitabile. Un ulteriore tassello all’interno di un percorso artistico unico, che Brad Pitt ha sempre cercato di rendere indipendente dal lato peggiore della commercialità hollywoodiana.