Il Museo Alfa Romeo di Arese celebra 50 anni
Un percorso alla scoperta della storia di Alfa Romeo. Dalle grandi corse d’anteguerra ai sessant’anni della Spider, ad Arese il museo del marchio custodisce 116 anni di creatività, velocità, bellezza.
Alle porte di Milano c’è un luogo che racconta uno dei capitoli fondamentali della storia dei motori. Un luogo imperdibile per gli appassionati di auto di tutto il mondo, ma non solo. Si tratta del Museo Alfa Romeo di Arese, inaugurato nel 1976 e poi ristrutturato nel 2015 per diventare il cuore del patrimonio del marchio, grazie a una preziosa collezione di vetture, oggetti e documenti che ripercorrono 116 anni di creatività, velocità, bellezza.
Quest'anno il museo festeggia il suo 50esimo anniversario, ma in realtà le sue radici sono molto più profonde. L’idea arrivò addirittura vent’anni prima, nel 1956, quando si iniziò a pensare a un nuovo stabilimento. Il principale era quello di Milano, al Portello, ma dopo la Seconda guerra mondiale c’era la necessità di aprirne uno molto più grande per implementare la produzione, che sarebbe stato quello di Arese. «Nel progetto, di fronte al Centro Direzionale era prevista la costruzione di un vero e proprio museo», ci spiega il curatore Lorenzo Ardizio. «Una scelta che possiamo definire azzardata per l’epoca, considerando che in quegli anni, in Italia, non esistevano collezionisti, non esistevano club, non esisteva dibattito sull’auto storica, non esistevano riviste specializzate. Ma la spiegazione va ricercata in una profonda trasformazione che l’azienda stava vivendo, evolvendosi da fabbrica a grande industria».
L'evoluzione di Alfa Romeo
Sono anni di grande fermento, nascono Giulietta, poi Giulia, e si crea un nuovo volto del marchio, che è quello che conosciamo oggi. Il museo doveva spiegare proprio questo: Alfa Romeo aveva e avrebbe continuato ad avere una grande tradizione, ma si stava preparando a nuove idee, nuovi progetti, nuove sfide.
Nel 1966 viene dato l’incarico agli architetti Vito e Gustavo Latis – che avevano contribuito a ricostruire Milano nell’immediato dopoguerra – di progettare un museo a tutti gli effetti, non solo uno spazio adatto a ospitare le automobili. «La volontà del primo curatore Luigi Fusi (ex progettista Alfa Romeo e storico della marca, ndr) era di creare una ricostruzione visuale di tutta quella che era stata la tradizione, i prodotti e le imprese dell’Alfa Romeo», prosegue Ardizio.
Inaugurato nel 1976, il museo non viene mai aperto al pubblico, resta una collezione visitabile quasi esclusivamente ai dipendenti, per la formazione di tecnici e ingegneri. Fino al 2015, quando, dopo la ristrutturazione, rinasce con una nuova visione. Un museo permanente, aperto a tutti, capace di accogliere 100.000 visitatori all’anno provenienti da tutti i paesi del mondo.
Un percorso alla scoperta della storia di Alfa Romeo
Oggi l’esposizione ospita oltre 300 modelli ed è divisa in tre aree che rispecchiano i valori del marchio. «La continuità storica dà origine alla prima sezione. Poi, c’è il rapporto di Alfa Romeo con la bellezza, quindi il suo ruolo nella società, il legame con il design, il cinema e altre forme di cultura. Infine, c'è il concetto di velocità, che significa tecnologia, piacere di guida e tutta la tradizione del motorsport. Questi pilastri permettono di raccontare a tutti cosa rappresenta davvero Alfa Romeo».
Iniziando con la storia del logo e la nascita dell’azienda, il percorso si concentra, poi, sui modelli più importanti dell’intera produzione. Ogni vettura, disposta seguendo una timeline, rispecchia l’epoca in cui è stata prodotta, mostrando come Alfa Romeo abbia saputo interpretare e rendersi protagonista di una società in continua trasformazione.
La seconda sezione approfondisce, invece, il ruolo fondamentale dello stile, il mondo dei carrozzieri e del car design, raccontando come la forma dell’automobile si sia evoluta negli anni. Ricerca estetica, tecnologia e artigianalità sono le parole chiave di un’epoca in cui le vetture primeggiano nelle corse come nei concorsi di eleganza. Poi il cinema, la pubblicità negli anni della Dolce Vita e le due auto iconiche del dopoguerra, “Giulietta fidanzata d’Italia” e “Giulia l’ha disegnata il vento”, che hanno definito la dimensione industriale dell’Alfa Romeo.
L’itinerario espositivo si conclude con il “cuore sportivo” di Alfa Romeo. Il periodo leggendario e le grandi corse d’anteguerra, quando il marchio è diventato riferimento assoluto a livello mondiale, con modelli e piloti entrati nella storia. I primi due titoli di Formula1 conquistati nel 1950 e 1951 da Farina e Fangio su “Alfetta”, ma anche i prototipi meno noti e più significativi, e un racconto in video di alcune fra le vittorie più celebri.
I 60 anni dell'iconica Spider
L’anniversario del museo, quest’anno, coincide con un altro anniversario significativo, quello dei 60 anni della Spider, soprannominata "Duetto", a cui oggi è dedicata una mostra all’interno dello spazio. Presentata nel 1966, è diventata una delle vetture chiave dell’Alfa Romeo, sia dal punto di vista del mercato sia dal punto di vista storico. «Era la metà degli anni 60, l’azienda stava vivendo il suo periodo d’oro, e si stava imponendo nel mondo delle corse, del costume, del cinema. Il Duetto è stato prodotto fino al 1994 in quattro serie che sono state lo specchio di quello che accadeva in tutto il resto del mondo in quelle quattro decadi». Ad esempio, sono decine i film in cui compare questa icona, cominciando da Il Laureato (1967), con la celebre scena finale in cui Dustin Hoffman guida a tutta velocità la sua Alfa Romeo Spider 1600 “Duetto” rossa.
La collezione e l'archivio
E se tutto questo non dovesse soddisfare la vostra curiosità, vivono altri due “livelli” di accesso alla storia Alfa Romeo. In un’area separata, c’è la Collezione, ovvero i depositi visitabili: «Li abbiamo aperti nel 2020 e basta prenotare una visita per poter ammirare altre 200 automobili, e poi motori, trofei, modelli, attrezzature e interni dedicati ai veri appassionati».
E poi il Centro Documentazione, anch’esso ristrutturato e ampliato: «un archivio che nasce insieme al museo negli anni 60, e che oggi raccoglie circa 6000 metri lineari di documenti, disegni, immagini, corrispondenze, dal 1906 fino ad arrivare ai giorni nostri. 6 km di fogli di carta, per essere precisi 270 tonnellate. Rispondiamo ogni anno a circa 10.000 richieste che arrivano da tutto il mondo. Ci sono i colleghi del Centro stile ma anche i collezionisti che vogliono scoprire qualcosa sulla loro vettura per restaurarla, i ricercatori, i giornalisti, gli studenti». Insomma, un vero tesoro inestimabile.