Cinque nuovi musei da visitare nel post-pandemia
Munchmuseet. Photo ©Adrià Goula

Cinque nuovi musei da visitare nel post-pandemia

di Digital Team

Los Angeles, Hong Kong, Oslo, Parigi e Zurigo: in viaggio in cinque città del mondo per raggiungere altrettanti nuovi musei che (finalmente!) aprono al pubblico

Con l'apertura della Bourse de Commerce-Pinault Collection di Parigi, inaugurata il 22 maggio 2021 nella capitale francese, inizia a prendere forma il processo che, entro la fine dell'anno, disegnerà una nuova geografia di spazi museali nel mondo. Dopo il rallentamento dei cantieri, avvenuto nel corso del 2020 in conseguenza della pandemia, sono infatti numerose le istituzioni culturali internazionali pronte a debuttare nei prossimi mesi, in sedi costruite ex novo o profondamente rinnovate nella loro identità architettonica. Una delle destinazioni da tenere d'occhio è Berlino: oltre alla riapertura della Neue Nationalgalerie, icona dell'architettura del Novecento progettata da Ludwig Mies van der Rohe negli anni Sessanta del secolo scorso, recentemente restaurata, il 2021 è anche l'anno dell'entrata in attività dell'Humboldt Forum: fra i più vasti e multiformi centri culturali d'Europa, è opera dell'architetto italiano Franco Stella.

M+, Hong Kong / Herzog & de Meuron

Reduce dal recupero di una ex stazione della polizia, divenuta sede del centro espositivo per le arti Tai Kwun – Centre for Heritage and Arts di Hong Kong, nella medesima metropoli asiatica lo studio di architettura svizzero guidato da Jacques Herzog e Pierre de Meuron ha completato la costruzione di uno dei musei più attesi e ambiziosi del decennio. Progettato con TFP Farrells e Ove Arup & Partners, M+ punta a ridefinire la concezione stessa di spazio museale, come sintetizzato dalla formula 'not just another museum' adottata dagli stessi architetti. In apertura entro la fine del 2021, doterà Hong Kong di un centro culturale per l'arte contemporanea, il design, l'architettura e l'immagine in movimento che punta dichiaratamente a diventare il punto di riferimento per queste discipline nell'intero quadrante asiatico. Oltre alle 33 gallerie espositive, ricavate in 65.000 metri quadrati, l'M+ include cinema, atelier, ambienti polivalenti e riconfigurabili, un centro di ricerca, un'area shopping e ristorazione, un roof garden. All'esterno, a identificarlo nello skyline di Hong Kong, sarà un enorme facciata LED che permetterà, anche a distanza, di conoscere le attività e i programmi in corso.

Academy Museum of Motion Picture, Los Angeles / Renzo Piano Workshop Building

Obiettivo 30 settembre 2021 per l'avvio delle visite all'interno dell'Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles, la più grande istituzione statunitense dedicata alle arti, alle scienze e agli artisti del cinema. Promosso dalla medesima realtà alla quale si deve l'annuale assegnazione degli Oscar, il museo è stata affidato alla progettazione dell'architetto italiano Renzo Piano, che nei setti piani della struttura ha previsto una pluralità di spazi, non solo con funzione espositive. Il museo, infatti, non si occuperà esclusivamente di ripercorrere l'avvicente (e in costante evoluzione) storia del cinema, puntando su collezioni di ineguagliabile rilievo e con uno sguardo dichiaratamente internazionale. Al proprio interno, infatti, si svolgeranno eventi speciali, proiezioni, retrospettive e iniziative anche a carattere formativo.

Kunsthaus Zürich / David Chipperfield Architects

Oltre a essersi occupato della ristrutturazione della Neue Nationalgalerie di Berlino, condotta nel rispetto dei principi compositivi e del linguaggio elaborato da Mies van der Rohe, lo studio di architettura David Chipperfield Architects quest'anno ha messo a segno anche un altro importante intervento a carattere museale. Aprirà i battenti a inizio ottobre (ma è già pronta) la rinnovata Kunsthaus Zürich, che grazie alla nuova estensione ha raddoppiato i propri spazi espositivi, divenendo il più grande museo d’arte della Svizzera. È la sobrietà dell'impianto a caratterizzare il nuovo edificio, che punta a una diretta connessione con il ritmo della città di Zurigo grazie alle generose vetrate poste in facciata, alternate a elementi verticali in pietra. Vasto e di grande pregio il patrimonio artistico esposto nelle sale interne, che include capolavori di Alberto Giacometti, la più cospicua collezione di opere di Munch al di fuori della Norvegia, opere di Picasso, Monet e Chagall, nonché lavori di autori svizzeri contemporanei, fra cui la videoartista Pipilotti Rist.

Bourse du Commerce, Parigi / Tadao Ando Architect & Associates

Si deve allo studio di architettura con sede a Tokyo Tadao Ando Architect & Associates la realizzazione del nuovo museo di arte contemporanea di Parigi. Dopo aver lavorato a Venezia, a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana, per l'imprenditore e mecenate François Pinault, per quest'ultimo Tadao Ando e il suo team si sono occupati anche del restauro e della rifunzionalizzazione, in chiave espositiva, della settecentesca Bourse de Commerce parigina. Tappa imperdibile, d'ora in poi, per tutti gli art lovers di passaggio nella capitale francese, il centro espositivo è esito di 'un progetto che concilia radicalità e semplicità in un unico gesto, rispettando scrupolosamente le esigenze storiche dell'edificio'. A dichiararlo è stato lo stesso Pinault, sottolineando di aver scelto, di nuovo, l'estetica minimalista di Ando poiché è uno 'dei pochi architetti al mondo che può stabilire un dialogo sottile tra forma e tempo, tra l'architettura e la sua epoca'. Ricorrendo, anche questa volta, a forme archetipe e pure come il volume cilindrico in cemento a faccia vista collocato all'interno della struttura esistente, a sua volta basata proprio su una forma circolare.

Munchmuseet, Oslo / Estudio Herreros

Non ha bisogno di particolari spiegazioni il legame fra il pittore Edvard Munch e la Norvegia, di cui resta saldamente fra gli artisti più conosciuti a livello globale. Destinato proprio alla conservazione ed esposizione dei suoi capolavori identitari, a partire dal celeberrimo L'Urlo, è il nuovo Munchmuseet di Oslo, la cui data di apertura sta per essere finalmente svelata (e coinciderebbe con il prossimo autunno). Progettato dagli spagnoli di Estudio Herreros, l'edificio museale si basa su un'impostazione funzionale in verticale. Il risultato è una torre di sessanta metri di altezza, rivestita con pannelli di alluminio riciclato e perforato, con diversi vari gradi di traslucenza, che nella sezione superiore subisce un'inclinazione. Gli spazi interni sono scanditi da frequenti variazioni nell'altezza e nelle dimensioni, così da facilitare l'allestimento di mostre ed eventi espositivi anche  temporanei.

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