Cole Palmer è il nuovo David Beckham? Perché tutti parlano di lui
Dallo shock per l’esclusione ai Mondiali alla voglia di riscatto. Il talento glaciale del Chelsea unisce genialità, calma e lo stile dei grandi. Pronto a infiammare di nuovo lo Stamford Bridge
Dopo essere stato l’eroe inglese di Euro 2024 e aver portato il Chelsea sul tetto del mondo, Cole Palmer ha vissuto i Mondiali come non si aspettava: da spettatore. Con shock di molti.
Un momento non facile per il calciatore di ghiaccio, che ha reagito come fanno i campioni: «Se ti dicono che non sei abbastanza bravo, allora vorrai dimostrare che si sbagliano». C’è da scommettere che la prossima stagione sarà la gioia dello Stamford Bridge e di chi ama l’arte che si fa calcio. Palmer vede passaggi e tiri che altri giocatori non possono neanche immaginare, con una visione di gioco che è dono per pochi. È lui il nuovo David Beckham?
L’esclusione e la voglia di riscatto
Quella alle spalle, per Cole Palmer, è probabilmente la stagione più difficile della sua giovane carriera. Il ventiquattrenne ha avuto un infortunio all’inguine che l’ha tenuto fuori a lungo dal campo di gioco, faticando poi a ritrovare la sua condizione migliore. Da qui la scioccante decisione di Thomas Tuchel, allenatore tedesco dalle idee forti, che l’ha escluso dalla rosa dell’Inghilterra. «So cosa avrei potuto offrire, qualcosa di diverso», ha detto il centrocampista del Chelsea una volta elaborata l’amarezza. Ma con classe ha aggiunto: «Spero che i ragazzi arrivino fino in fondo».
Ci sono Nazionali che devono andare a rintracciare calciatori con doppia cittadinanza dall’altra parte del mondo (leggi: Retegui), saltando i Mondiali per la terza volta di fila, e ce ne sono altre che si privano del loro miglior calciatore arrivando in semifinale. Chissà se il destino degli inglesi sarebbe stato diverso, contro l’Argentina di Messi, con Cole in campo.
Xabi Alonso, nuovo tecnico del Chelsea, intanto se lo coccola: «Abbiamo già fatto qualche allenamento e fin dal primo giorno si vede che è un giocatore speciale. Non è facile averne uno così. Si nota la sua qualità, la sua capacità di prendere la decisione giusta al momento giusto. Non vedo l'ora di vedere il meglio da lui».
La creatività secondo Cole Palmer
In un’epoca del calcio in cui il culto dell’atletismo spazza via la poesia, Cole Palmer è un giocatore che si distingue anche in questo. Dal fisico “ordinario”, privo di quadricipiti strabordanti e con i calzettoni tirati su oltre il ginocchio, lui brilla in leggerezza e creatività. Sul campo non è mai nervoso, sembra percorso sempre da una calma serafica. Più che negli strappi di potenza, stupisce per l’agilità nel controllo palla e nella rapidità di pensiero ed esecuzione. Con mente da fantasista del centrocampo, abilità di dribbling da ala e presenza in area da attaccante moderno. Il suo sinistro? Micidiale.
Oltremanica lo adorano. È dai tempi di Paul Gascoigne che non si vedeva un talento così puro, secondo alcuni. Classe 2002, originario di Wythenshawe, quartiere di Manchester da cui in pochi emergono, Cole Palmer è cresciuto nelle giovanili del City. La sua bacheca dei trofei? È come la maggior parte dei calciatori al mondo può solo sognare. Con i Citizens era in prima squadra sotto Pep Guardiola, in uno dei cicli più vincenti della storia del club: ha conquistato due scudetti, una Coppa d’Inghilterra, una Champions League e una Supercoppa Uefa.
Ma è con il Chelsea che Cole Palmer ha trovato la sua rotta, godendo di più spazio in rosa, da numero 10. Si è eretto a leader tecnico dei Blues ed è arrivata la consacrazione europea. Nel 2024 ha chiuso la sua prima stagione a Londra al secondo posto della classifica dei marcatori: davanti a lui un certo Erling Haaland, che fa un’altra professione. In ogni senso.
Sulla scia di Frank Lampard e David Beckham
Campione d'Europa nel 2023 con l'Inghilterra Under 21, Cole Palmer ha sfiorato l’impresa nel magnifico percorso dei Tre Leoni a Euro 2024: è suo il gol che ha fatto fa sognare – ma solo per poco - gli inglesi contro la Spagna. «Penso che sia il migliore calciatore di Premier League», è l’investitura dell’ex leggenda del Liverpool Jamie Carragher.
Quell’anno ha vinto anche il premio come Player of the Year della Nazionale: il ristretto gruppo di giocatori ad aver alzato lo stesso riconoscimento include icone come Wayne Rooney, Ashley Cole, Frank Lampard, Harry Kane e… David Beckham.
Anche la sua seconda stagione coi Blues è stata autentica delizia. C’è il suo fiuto per l’assist dietro la vittoria della Conference League nel 2025. Nel trionfo a sorpresa al Mondiale per Club, la scorsa estate contro il Paris Saint-Germain pigliatutto, ha dispiegato una prestazione da fenomeno con tanto di doppietta. E dopo ogni gol, la sua esultanza tipica da “Cold Palmer”, incrociando le braccia sul petto e strofinando le mani mimando la sensazione di freddo. Glaciale e letale. Il gesto ora spopola tra i ragazzini sui campetti da calcio.
«Ha visione, sicurezza e una calma che non si può insegnare»: queste le parole del suo allenatore di allora Enzo Maresca. «Cole è speciale. E ha appena iniziato». Lo Stamford Bridge lo sa ed è pronto a godersi lo spettacolo.