Roma-Real Madrid, la notte in cui la Champions riaccende l’Olimpico
Il 14 ottobre la Roma sfida il Real Madrid di José Mourinho: sette anni dopo, la Champions League torna all’Olimpico in una notte tra calcio, città e cultura pop
«C’è un cuore che batte nel cuore di Roma», cantava Antonello Venditti. E quel cuore, il 14 ottobre, torna a battere forte. Sono passati 2.801 giorni dall’ultima partita di Champions League giocata dalla Roma all’Olimpico: era il 12 febbraio 2019 e contro il Porto finì 2-1, con due gol di un Nicolò Zaniolo appena diciannovenne. Era un’altra Roma e, in qualche modo, era un’altra città. C’erano le Polaroid di Carl Brave e Franco126, la Dark Polo Gang al suo apice, una città che viveva ancora di riferimenti molto più locali. E poi c’era quella Roma che, contro il Porto, riuscì a ribaltare il risultato dell’andata. Quella fu anche l’ultima partita di Champions di Daniele De Rossi con la maglia giallorossa, prima dell’addio nel maggio dello stesso anno. Dopo Francesco Totti, la Roma perdeva un altro dei suoi simboli. Due anni più tardi sarebbe arrivato José Mourinho.
Mourinho torna a Roma, ma stavolta con il Real Madrid
Lo Special One non è mai stato soltanto un allenatore per la Roma. È entrato nell’immaginario romanista anche attraverso il rapporto costruito con la città e con i suoi tifosi. L’ultima partita sulla panchina giallorossa risale al 7 gennaio 2024, contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Nove giorni dopo, il club annunciò il suo esonero. A Roma, però, Mourinho aveva già lasciato un segno: la vittoria della Conference League nel 2022 e, soprattutto, un rapporto con la tifoseria che andava oltre i risultati. Dopo l’esonero, Mourinho aveva comprato quattro biglietti per Roma-Verona, ma alla fine non era andato allo stadio. «L’ambiente che si vive a Roma è qualcosa di incredibile», aveva raccontato. Adesso torna. Solo che questa volta avrà addosso il bianco del Real Madrid.
La Roma che Mourinho ritrova all’Olimpico
Nel frattempo, molte cose sono cambiate anche dentro la squadra. Alcuni giocatori che avevano condiviso con lui lo spogliatoio sono ancora lì: Bryan Cristante, Gianluca Mancini, Lorenzo Pellegrini. E poi c’è Paulo Dybala, uno dei giocatori con cui Mourinho aveva costruito un rapporto particolarmente stretto. Mourinho lo aveva voluto alla Roma nell’estate del 2022 e Dybala, negli anni, ha raccontato più volte il legame con l’allenatore portoghese. «Esiste una Roma con Dybala e una senza», aveva detto Mourinho. E Dybala, dopo la vittoria dell’Argentina ai Mondiali, aveva raccontato di aver chiamato Mourinho prima ancora di sua madre. È uno dei fili che legano la Roma di oggi a quella che Mourinho aveva lasciato.
Una Roma diversa, dentro e fuori dallo stadio
Nel frattempo è cambiata anche Roma. La città continua a vivere del suo passato, ma negli ultimi anni ha rafforzato una dimensione più internazionale, tra cultura, turismo, grandi eventi e musica dal vivo. L’Olimpico non è più soltanto lo stadio del calcio: è diventato sempre più un luogo in cui si incrociano sport, concerti e cultura pop. Oasis e Harry Styles sono solo alcuni dei nomi che hanno portato grandi pubblici nella capitale. Anche il club, dal 2020 passato alla proprietà Friedkin, ha lavorato sulla crescita internazionale del proprio profilo, mentre il progetto del nuovo stadio rappresenta il segnale più concreto di questa trasformazione. La costruzione è attesa per il 2027. È dentro questa Roma, più internazionale e con un’identità sempre più legata anche all’intrattenimento, che torna la Champions League. E con il Real Madrid torna anche una partita capace di mettere la città sotto una luce diversa.
Roma-Real Madrid: i precedenti che hanno fatto la storia
Roma e Real Madrid si sono già incontrate più volte all’Olimpico e in Champions League. Uno dei precedenti più celebri è quello dell’11 settembre 2001, quando la Roma di Fabio Capello affrontò i Galácticos all’Olimpico. Il Real Madrid vinse 2-1, con i gol di Figo e Guti, mentre per la Roma segnò Montella. Un anno dopo, il 30 ottobre 2002, la Roma si prese la rivincita al Santiago Bernabéu: finì 0-1, con il gol di Francesco Totti. Era la notte delle t.A.T.u., dei Galácticos e di una Roma che provava a misurarsi con il club più internazionale del calcio europeo. Nel 2008, infine, la Roma eliminò il Real Madrid agli ottavi di Champions League, vincendo 2-1 al Bernabéu dopo il successo per 2-1 dell’andata all’Olimpico. In campo c’erano ancora Totti e De Rossi, dall’altra parte Iker Casillas, Raúl e Guti. Quella doppia sfida è rimasta una delle pagine più importanti della storia europea recente della Roma. È anche per questo che Roma-Real Madrid non è mai stata soltanto una partita, ma l’incontro tra due immaginari: Roma contro Madrid, il cuore di una città contro il mito di una maglia.