Gli atleti italiani di Milano–Cortina 2026: chi sono e perché conteranno
Dallo sci alpino al biathlon, i volti che incarnano le speranze italiane alle Olimpiadi invernali di casa. Storie di pressione, leadership e aspettative che vanno oltre lo sport
Le Olimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026 non saranno soltanto una competizione sportiva. Saranno uno dei momenti simbolici più forti per lo sport italiano degli ultimi decenni, anche per un dato che da solo racconta la portata dell’evento: l’Italia schiererà 196 atleti (103 uomini e 93 donne), la delegazione più ampia della sua storia ai Giochi invernali.
Gareggiare in casa significa esporsi, diventare riferimento pubblico, caricarsi di un’attenzione che va oltre la pista. Per alcuni atleti italiani, questi Giochi rappresenteranno il punto più alto di una carriera già segnata da successi, cadute e ritorni; per altri, l’occasione di entrare definitivamente nell’immaginario collettivo.
Tra le discipline della neve e del ghiaccio, ci sono nomi che oggi più di altri incarnano questa responsabilità. Atleti che non saranno osservati solo per i risultati, ma per ciò che racconteranno dell’Italia contemporanea.
Gli atleti italiani di Milano–Cortina 2026
Sofia Goggia

Sofia Goggia è il volto più riconoscibile dello sport invernale italiano contemporaneo. Le sue vittorie in discesa libera, l’oro olimpico e i numerosi successi in Coppa del Mondo raccontano solo una parte della sua storia. L’altra è fatta di infortuni seri, recuperi lampo e una capacità quasi ostinata di tornare sempre al massimo livello. Goggia è diventata un simbolo perché non ha mai abbassato l’asticella, nemmeno nei momenti più difficili. A Milano–Cortina sarà una delle figure più osservate, non solo per le medaglie, ma per ciò che rappresenta: il coraggio di non tirarsi indietro.
Federica Brignone

Federica Brignone incarna un’altra idea di eccellenza: quella della continuità. Prima italiana a vincere la Coppa del Mondo generale, ha costruito la sua carriera sulla completezza tecnica e su una solidità mentale rara. Brignone è una leader naturale, capace di reggere stagioni intere ai massimi livelli senza mai perdere lucidità. Gareggiare in casa, per lei, significherà affrontare l’etichetta di favorita e una pressione mediatica amplificata. È il tipo di sfida che distingue i grandi atleti da chi entra nella storia.
Dominik Paris

Dominik Paris rappresenta la forza silenziosa dello sci italiano. Specialista delle discipline veloci, è uno degli atleti più vincenti di sempre per l’Italia, pur mantenendo un profilo mediatico discreto. Poche parole, nessuna sovraesposizione, ma una presenza costante nelle gare che contano. In un’Olimpiade in casa, Paris sarà un punto fermo per la squadra maschile: non un personaggio da copertina, ma una certezza tecnica e mentale.
Lisa Vittozzi

Fuori dallo sci alpino, il nome di Lisa Vittozzi è centrale. Il biathlon è una disciplina che unisce resistenza fisica e controllo emotivo, e Vittozzi ne è una delle interpreti più complete a livello internazionale. Dopo stagioni complesse e momenti di difficoltà, ha saputo ritrovare equilibrio e risultati, dimostrando maturità sportiva e mentale. La sua presenza a Milano–Cortina allargherà il racconto olimpico italiano a sport meno mediatici, ma estremamente affascinanti per intensità e tensione narrativa.
Altri atleti italiani da seguire verso Milano–Cortina 2026
Accanto ai nomi più noti, il percorso verso Milano–Cortina 2026 coinvolge una generazione più ampia di atleti che potrebbero rivelarsi decisivi, o diventare protagonisti inattesi.
Nello sci alpino femminile, Marta Bassino resta una delle certezze tecniche della squadra azzurra, soprattutto nelle discipline tecniche, mentre Elena Curtoni rappresenta la solidità della velocità, spesso capace di inserirsi nelle gare che contano. Tra gli uomini, Alex Vinatzer è uno dei profili più interessanti per imprevedibilità e margini di crescita.
Nel biathlon, oltre a Vittozzi, il nome su cui si concentrano molte aspettative è Tommaso Giacomel, considerato il volto del futuro della disciplina maschile italiana, mentre Dorothea Wierer, se presente, porterà con sé un valore simbolico enorme per esperienza e leadership.
Tra gli sport di resistenza, Federico Pellegrino resta il fondista italiano più riconoscibile anche fuori dall’ambiente sportivo, mentre negli sport del ghiaccio Arianna Fontana continua a essere una delle figure più iconiche dello sport olimpico italiano, con Pietro Sighel a rappresentare il nuovo corso dello short track maschile.
Oltre i nomi, il peso di giocare in casa
Ciò che accomuna questi atleti non è solo il palmarès, ma la capacità di sostenere un ruolo pubblico. Milano–Cortina 2026 li trasformerà in simboli: volti su cui si concentreranno aspettative, proiezioni e orgoglio nazionale. Le Olimpiadi in casa non chiedono soltanto di vincere, ma di rappresentare un Paese davanti a se stesso.
Seguire il percorso di questi atleti significherà osservare non solo la preparazione sportiva, ma anche il modo in cui l’Italia costruisce i propri simboli contemporanei. Perché Milano–Cortina non sarà soltanto un’Olimpiade: sarà uno specchio. E questi atleti ne saranno i protagonisti più esposti.