Style

Craig Green racconta la sua nuova collezione Moncler Genius 2020

di Valentina Lonati - 4 Agosto 2020

Lo stilista britannico torna a collaborare con Moncler per una collezione che spinge la funzionalità ai limiti dell’astratto.

Tridimensionale, materica, quasi scultorea, eppure anche ariosa ed evanescente. Per il progetto Moncler Genius, Craig Green ha materializzato le proprie visioni ultraterrene dando forma a capi che sembrano precipitare da altre dimensioni, dove il protagonista è il nylon micro rip-stop, tessuto leggerissimo ma robusto. Tema centrale della collezione è il concetto di trasparenza, ma anche di sicurezza e protezione, che si concretizza in uniformi – da sempre care allo stilista – che giocano con imbottiture e cerniere, con i colori e i volumi. Il piumino diventa argilla nelle mani di Green, che lo plasma e lo trasforma, ancora e ancora.

Abbiamo chiesto allo stilista di raccontarci questa nuova collezione, nei negozi a partire dal 5 agosto.

Cos'ha ispirato i nuovi capi?
Le mie precedenti collaborazioni con Moncler si concentravano sulla costruzione di diversi volumi sul corpo, mentre per questa collezione Moncler Genius 2020 l'attenzione si è focalizzata su come il corpo possa essere utilizzato per creare questi diversi volumi, e sul contrasto tra bidimensionalità e tridimensionalità. Volevo realizzare un capospalla che fosse il più leggero possibile e quindi si trattava di esplorare nuove costruzioni tecniche e materiali, come il nylon micro rip-stop, che sembra fragile e delicato, ma in realtà fornisce un alto livello di protezione. I simboli utilizzati in tutta la collezione sono interpretazioni grafiche dei motivi iconici Moncler.

Come hai tradotto la tua idea di funzionalità?
Protezione e funzionalità sono temi centrali per Moncler, e nel mio lavoro li esploro da sempre. Penso ci sia qualcosa di incredibilmente interessante nell'intendere l'abbigliamento come una sorta di protezione. Ho sempre ammirato quei marchi come Moncler che sono riusciti a creare un classico del guardaroba, dando forma a delle vere e proprie uniformi.

La tua ultima linea per Moncler era piuttosto buia, oscura. In cosa si differenzia questa nuova collezione? Ora hai aggiunto trasparenze, colori...
Il DNA del mio marchio ha sempre riguardato l'esplorazione dei contrasti. Sono sempre stato attratto da tutto ciò che ruota intorno alla fantasia, ma allo stesso tempo mi attraggono anche le cose reali, crude. Questo crea una conversazione costante in tutte le mie creazioni, e lo stesso vale per le mie collezioni con Moncler.

Piumino: come lo immagina nel futuro?
Come designer sento la responsabilità di provare a fare qualcosa di nuovo, costantemente. È emozionante lavorare con la competenza tecnica e l'ampio patrimonio di Moncler per sviluppare nuovi modi di interpretare il loro tradizionale piumino. La produzione di un piumino comporta diversi limiti ma anche infinite possibilità che, se combinate tra loro, rendono eccitante il processo di sviluppo di una collezione.

Leggi anche: la collezione del 2018 firmata da Craig Green per Moncler Genius

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