Perché Michael B. Jordan è uno degli uomini meglio vestiti di oggi
Courtesy Getty Images

Perché Michael B. Jordan è uno degli uomini meglio vestiti di oggi

di Tiziana Molinu

Hollywood è piena di attori che spendono fortune per sembrare interessanti sul red carpet e ottengono un risultato da manuale, prevedibile, dimenticabile entro 48 ore. Jordan no. E ti spieghiamo il perché

Michael B. Jordan è uno dei pochissimi uomini al mondo in grado di far sembrare il menswear classico vivo e desiderabile. Senza mai, dico mai e nemmeno per un secondo, risultare noioso. L’attore fresco di Premio Oscar, classe 1987, 39 anni portati con la disinvoltura di chi ha smesso da tempo di chiedersi cosa indossare, è a pieno titolo uno degli uomini meglio vestiti degli ultimi tempi. E ci è riuscito senza mai strafare, senza mai sfiorare la volgarità o la banalità. Elegante persino mentre festeggia la sua vittoria agli Oscar 2026 come Miglior Attore Protagonista per Sinners – I peccatori in un fast food di Los Angeles. Sì perché dopo la cerimonia, per lui, non c’è stato un party esclusivo a Beverly Hills, ma un bancone di plastica e il profumo di patatine fritte.

Jordan, invece del solito after party, si è presentato da In-N-Out Burger con indosso il suo completo su misura Louis Vuitton d’ispirazione militare – giacca dal collo alto alla coreana, bottoni in onice nero come la notte degli Oscar, una catena d’argento che gli cadeva sulla tasca con la stessa nonchalance di chi non ha nulla da dimostrare. Un educato, elegantissimo “no” al tradizionale papillon e ai tradizionali festeggiamenti. Ecco, se riuscire a rendere cool anche una sosta al fast food non è la prova definitiva di uno stile impeccabile, allora non sappiamo più cosa lo sia. Scopriamo i segreti del suo stile.

Michael B. Jordan
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L’arte di non giocare in bianco e nero (ed essere comunque il più elegante di tutti)

L’ultima stagione dei premi è stata una passerella che avrebbe fatto impallidire qualsiasi sfilata milanese o parigina. Ai Golden Globes, Jordan si presenta con un completo Prada marrone caldo abbinato a una camicia giallo pastello. Sulla carta sembra il risultato di una scommessa persa. Sul red carpet è stata una delle visioni più naturalmente eleganti (senza cadere nell’ovvietà) che si siano viste negli ultimi anni. A completare il tutto una spilla a starburst e un bracciale di diamanti David Yurman.

Ai Critics’ Choice Awards, replica con un doppiopetto bordeaux Louis Vuitton, camicia rosa pallido e cravatta a quadri coordinata. Mentre tutti gli altri giocavano nel sicuro bianco e nero, lui ha vinto la partita con l’oxblood. E infine, il colpo da maestro alla grande notte del cinema, agli Oscar. L’attore ha sfoggiato per l’occasione una giacca Louis Vuitton dal taglio militare, impreziosita da una doppia catena applicata sulla tasca. Quella catena era un sottile, geniale richiamo al suo personaggio Stack in Sinners.

Michael B. Jordan
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Il tour promozionale che sembrava una sfilata

Il press tour di Sinners è stato un vero e proprio catalogo vivente del meglio del menswear contemporaneo. Loewe, Bottega Veneta, Dolce & Gabbana, Yohji Yamamoto: Jordan ha spaziato con la disinvoltura di un collezionista che sa cosa vuole.

Alla première newyorkese, ha indossato un bespoke Loewe blu e nero, rinunciando alla cravatta in favore di un pendente David Yurman. E ha fatto di più: ha cambiato abito per posare due volte accanto a sé stesso, rappresentando entrambi i gemelli che interpreta nel film. A Londra, invece, ha sfoggiato un Dolce & Gabbana blu con pin stripes rosse e revers ribaltati. La critica lo ha definito un “cattivo internazionale di Bond”, e non c’è modo migliore per descrivere l’audacia con cui ha riscritto le regole della giacca. Menzione d’onore al momento Yohji Yamamoto: un completo d’archivio del 2003, pescato chissà dove, indossato con la stessa naturalezza con cui altri mettono una t-shirt.

Michael B. Jordan Yohji Yamamoto
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Il mago dietro tutto questo è il suo stylist Jason Bolden, che lavora con Jordan dalla pandemia. I due insieme hanno costruito una narrazione stilistica coerente, dove si può essere eleganti con tanto di personalità riconoscibile. E mentre lo guardi, mentre lo invidi, mentre vorresti essere anche solo un decimo di quello che è quando indossa un doppiopetto bordeaux, ti rendi conto di una cosa: lui è l’unico uomo al mondo che potrebbe vincere un Oscar, mangiarsi un cheeseburger da In-N-Out con la giacca Louis Vuitton ancora addosso, e uscirne più elegante di prima. E questa, signore e signori, è aura.