Perché gli uomini hanno (ri)cominciato a vestirsi bene per andare in ufficio
Un’analisi del nuovo guardaroba professionale dopo anni di smart working. Il completo non è tornato identico a prima: è più morbido, meno formale, spesso abbinato a sneaker, mocassini o T-shirt
Non è il ritorno della cravatta, e nemmeno una nostalgia per l’ufficio di qualche anno fa. Dopo la rivoluzione dello smart working, il guardaroba professionale maschile sta cambiando di nuovo. Il completo è tornato, ma non è più quello che ricordavamo. Perché ha perso rigidità, si è fatto più morbido e viene indossato con sneaker, mocassini, T-shirt e maglieria semplice. Perché oggi vestirsi bene per lavorare significa soprattutto scegliere come presentarsi.
Cosa significa oggi vestirsi in ufficio
La pandemia aveva fatto saltare una delle poche regole rimaste abbastanza solide nel guardaroba maschile: per lavorare bastava essere presentabili dalla vita in su. La camicia poteva convivere con un pantalone della tuta, il blazer con una felpa e, in molti casi, nessuno avrebbe mai saputo cosa ci fosse sotto la scrivania. Poi è arrivata la fase successiva. Prima il ritorno in ufficio a giorni alterni, dopo le riunioni dal vivo, gli eventi, gli incontri con i clienti e quella necessità, forse mai del tutto scomparsa, di distinguere il lavoro dal resto della giornata.
Ed è qui che qualcosa ha cominciato a cambiare. Il nuovo guardaroba da ufficio non cerca infatti di ricostruire quello precedente alla pandemia. La silhouette si è rilassata, i tessuti sono diventati più morbidi e le combinazioni più personali. Un completo può essere indossato con una T-shirt, una camicia senza cravatta o un paio di sneaker. Il mocassino ha preso il posto della scarpa stringata in molte occasioni, mentre la maglieria è diventata una vera alternativa alla camicia.
Il nuovo dress code da ufficio
È una trasformazione che racconta anche quanto sia cambiato il significato stesso dell’abbigliamento professionale. Prima vestirsi per l’ufficio significava rispettare un codice. Oggi significa interpretarlo. La differenza può sembrare sottile, ma cambia tutto. Se il completo tradizionale comunicava soprattutto appartenenza, quello contemporaneo sembra voler raccontare qualcosa di più personale. Il vestito rimane, ma viene scomposto e ricomposto secondo il proprio stile.
Anche la moda se n’è accorta. Nelle ultime stagioni le passerelle maschili hanno riportato al centro giacche, pantaloni sartoriali, cappotti e completi, ma quasi mai nella loro versione più tradizionale. Le proporzioni sono ampie, le spalle decisamente meno costruite, i pantaloni morbidi. La sartoria convive con elementi presi dal guardaroba casual e sportivo, in un continuo scambio tra ciò che un tempo apparteneva all’ufficio e ciò che, fino a poco tempo fa, avremmo indossato soltanto nel tempo libero.
Look da ufficio per uomo
In questo senso, il ritorno in ufficio, invece di rendere gli uomini più formali, li ha resi più consapevoli di quello che indossano. Dopo aver trascorso mesi, e in alcuni casi anni, lavorando in abiti scelti soprattutto per la comodità, tornare a vestirsi è diventato un gesto volontario. Indossare una giacca è una scelta, e proprio perché tale, può essere interpretata in molti modi.
La nuova eleganza maschile nasce così da un compromesso. Conserva la comodità conquistata durante gli anni dello smart working, ma recupera il piacere di un guardaroba pensato per uscire di casa. La cravatta, quando compare, è quindi solo una parte della storia. Il vero cambiamento riguarda il modo in cui gli uomini guardano al proprio guardaroba professionale.