Miami Vice è l’ispirazione (segreta) della moda
La celebre serie tv americana rivive nei completi morbidi che dominano le passerelle. E il suo immaginario continua, ancora oggi, a influenzare il guardaroba maschile
C'è un filo sottile che lega le passerelle contemporanee alla Miami degli anni Ottanta. Non è fatto di nostalgia dichiarata, né di citazioni esplicite. Ma di silhouette che si tingono di una precisa palette cromatiche e nascono da un'idea altrettanto specifica di eleganza rilassata. È il lascito di Miami Vice, la serie cult creata da Anthony Yerkovich e prodotta da Michael Mann che, tra il 1984 e il 1989, ha rivoluzionato il linguaggio della moda maschile. E possiamo dire, anche, quello della televisione.
La nuova vecchia ossessione della moda per Miami Vice
La serie americana cambiò completamente prospettiva. Don Johnson, nei panni di Sonny Crockett, trasformò il blazer destrutturato in un capo da indossare con naturalezza sopra una semplice T-shirt o una polo. I pantaloni si fecero morbidi, spesso a vita alta e con pinces, mentre le maniche della giacca venivano arrotolate con un gesto destinato a diventare "iconico". Era un modo nuovo di interpretare l'eleganza, perfettamente in sintonia con l'atmosfera luminosa e decadente della Miami degli anni Ottanta.
Non è un caso che la moda sembri guardare proprio a quell'estetica. Negli ultimi anni il tailoring ha progressivamente abbandonato costruzioni rigide e spalle eccessivamente marcate per lasciare spazio a completi più fluidi, realizzati in lino, seta, cotone leggero e lane impalpabili. Le giacche si allungano, i pantaloni si ampliano e il corpo torna a muoversi con libertà. Una trasformazione che deriva dal desiderio di reinterpretare un'idea di eleganza più spontanea.
Miami Vice vibes
Oggi che i completi ampi, destrutturati e fluidi sono tornati protagonisti delle collezioni, è difficile non riconoscere l'ombra di Sonny Crockett e Ricardo Tubbs dietro molte delle proposte viste in passerella. Da Celine by Michael Rider a Boss, fino a Versace by Dario Vitale e l'ultima collezione di Silvia Venturini Fendi per il marchio di famiglia. Tutto il menswear viene attraversato da una rilassatezza a tinte neutre, che però non esclude sprazzi di colori pop.
Tantomeno esclude giacche dai dettagli esasperati nelle forme, pantaloni avvitati, mocassini a tutte le ore e accessori che rubano la scena.
Cosa significa “moda uomo” oggi
Il vero lascito di Miami Vice, però, non riguarda soltanto i vestiti. La serie ha insegnato che l'eleganza maschile poteva essere rilassata senza perdere autorevolezza. Che una giacca poteva convivere con una T-shirt. Che un completo poteva essere morbido senza apparire trascurato. E che il lusso non aveva necessariamente bisogno di ostentazione.
È un concetto che oggi ritroviamo nel quiet luxury, nel tailoring contemporaneo, persino nella ricerca di un guardaroba versatile. Capace di adattarsi alla quotidianità senza rinunciare alla raffinatezza. E lo fa, perlomeno in passerella.