Ferrari 296 GT Modificata, la nuova supercar che non può andare in strada
Alla scoperta dell’ultimo gioiello del Cavallino: una variante della sua coupé a sei cilindri libera dai vincoli dei regolamenti delle corse e destinata a facoltosi clienti che vogliono scatenarsi. Rigorosamente in circuito…
In occasione dei Ferrari Days andati in scena a Budapest lo scorso weekend la Casa di Maranello ha svelato in forma digitale la 296 GT Modificata, nuova versione da corsa della sua supercar. Un modello che raccoglie l’eredità della 488 GT Modificata, presentata nel 2020.
La vettura è destinata al Club Competizioni GT, il programma del Cavallino che permette ai proprietari di auto da gara idonee di scendere in pista in un contesto protetto e organizzato. Il calendario 2027 prevede sette tappe: Jerez de la Frontera in Spagna, Misano Adriatico, Fuji in Giappone, Indianapolis negli USA, Paul Ricard in Francia, Spa-Francorchamps in Belgio più le Finali Mondiali, la cui sede deve ancora essere annunciata.
Sotto la pelle la Ferrari 296 GT Modificata deriva dalla GT3 Evo ma, essendo rivolta a una clientela privata, non deve sottostare ai severi regolamenti della Federazione. Il motore è un 3.0 V6 turbo benzina con una potenza di 730 CV a 7.500 giri (contro i 600 dell’unità di base) mentre la coppia raggiunge gli 800 Nm a 5.000 giri, anziché 710 Nm a 5.500 giri.
Per arrivare a questi numeri sono stati rivisti l’imbiellaggio, gli assi a camme, le linee d’aria, gli intercooler e il turbo, mentre l’impianto di alimentazione ha guadagnato una pompa a bassa pressione aggiuntiva e i terminali di scarico sono stati completamente ridisegnati. Il cambio resta sequenziale a sei rapporti, abbinato però a una frizione in carbonio, e i dischi freno anteriori sono in acciaio.
Dal punto di vista estetico la coupé emiliana si riconosce per lo Slotted Slipper anteriore (pensato per migliorare il flusso d’aria verso il fondo), per il cofano dedicato e per le due prese d’aria supplementari destinate a smaltire il calore generato dai freni. Dietro spicca invece un’ala del tutto nuova, con bandelle laterali ispirate alla 499P vincitrice alla 24 Ore di Le Mans che si uniscono in un unico pilone centrale. Completa il quadro un Gurney Flap (cioè un’appendice angolata applicata al bordo di uscita alare con il compito di aumentare la deportanza) maggiorato da 5 mm.
L’abitacolo è biposto mentre sulla GT3 Evo è monoposto: una scelta che consente al proprietario di affrontare i track day affiancato da un pilota istruttore. Il sedile del passeggero è inoltre dotato di un poggiapiedi dedicato e di un interfono che permette la comunicazione diretta con chi è al volante.
Rispetto alla versione da gara, la dotazione di serie si arricchisce di diversi accessori interessanti: il Data Acquisition System Step 1&2 (che integra sensori aggiuntivi come i tubi di Pitot per la misurazione della velocità dell’aria, i potenziometri sugli ammortizzatori e i rilevatori di temperatura dei freni. A bordo trovano posto anche il VideoBox Premium, che riprende il pilota durante le sessioni per un lavoro di analisi con il proprio coach, una telecamera posteriore, l’IRTPMS Step 2 per il controllo di pressione e temperatura delle gomme, le cinture di sicurezza professionali e una ventola aggiuntiva per migliorare il raffreddamento dell’abitacolo.
Chi desidera spingersi oltre può contare su due optional: il radar posteriore, che segnala l’arrivo di vetture più veloci, e la possibilità di personalizzare la livrea con una verniciatura dedicata.