I 15 migliori hotel italiani secondo The 50 Best Hotels 2026

I 15 migliori hotel italiani secondo The 50 Best Hotels 2026

di Digital Team

Dal Lago di Como alla Sicilia, passando per Roma, Milano, Puglia e Dolomiti: sono 15 gli hotel italiani entrati nella classifica The 50 Best Hotels 2026. Sei sono nella top mondiale, con Passalacqua al quinto posto in assoluto

Il lusso italiano cambia indirizzo, ma non perde il suo tratto più riconoscibile: la capacità di dare un carattere preciso ai luoghi. La nuova edizione di The 50 Best Hotels 2026, presentata il 15 settembre a Parigi, porta 15 hotel italiani nella Top 100 mondiale, con sei strutture tra le prime 50.

È Passalacqua, sul Lago di Como, l’hotel italiano più alto in classifica: conquista il quinto posto assoluto e il titolo di Best Hotel in Europe 2026, oltre al Best Boutique Hotel Award. Seguono Four Seasons Firenze, Casa Maria Luigia, Bulgari Roma, Portrait Milano e, al numero 50, il San Domenico Palace di Taormina.

Ma la classifica racconta soprattutto quanto sia diventato ampio il vocabolario dell'hospitality italiana: grandi palazzi storici e ville private, tenute toscane e resort pugliesi, indirizzi sulla Costiera e retreat tra le Dolomiti. Quindici hotel, dal numero 5 al numero 95 della classifica mondiale, che disegnano una nuova geografia del lusso molto più ampia del solito.

Passalacqua, Lago di Como - #5

La vetta italiana. E' ancora una volta di Passalacqua. Sale al quinto posto della classifica mondiale e conquista il titolo di Best Hotel in Europe 2026, oltre al Best Boutique Hotel Award 2026. La villa settecentesca affacciata sul Lago di Como è stata trasformata dalla famiglia De Santis in un hotel di sole 24 camere, distribuite tra la villa principale, l'ex edificio delle scuderie e la Casa al Lago. Nessuna stanza sembra davvero uguale all'altra: l'idea è quella di entrare in una grande residenza privata, non in un hotel costruito secondo uno schema. Affreschi originali, ritratti del XIX secolo, specchi dorati, lampadari in vetro di Murano e arredi realizzati da artigiani italiani danno agli interni una dimensione teatrale, senza renderli museali. Fuori, i giardini terrazzati scendono verso il lago per circa sette acri, tra ulivi, rose e magnolie. Anche la cucina evita la formalità: lo chef Viviana Varese lavora su ingredienti locali e stagionali e porta la parte gastronomica dentro la vita quotidiana della proprietà. A Passalacqua si può mangiare, in sostanza, quasi ovunque.

Four Seasons Firenze - #12

Al numero 12 c'è Four Seasons Firenze, dove l'hospitality internazionale entra in uno dei grandi capitoli dell'architettura fiorentina. Il complesso riunisce Palazzo della Gherardesca e l'ex convento della villa, immersi in uno dei più grandi giardini privati del centro di Firenze. Affreschi, cortili, sculture e alberi secolari fanno da sfondo a camere e suite. La scala resta quella di una dimora storica, ma il servizio e gli spazi rispondono ai codici dell'hotel contemporaneo. E poi c'è Firenze. Basta attraversare il cancello per ritrovarsi a pochi minuti dal Duomo, da Ponte Vecchio e dalle principali istituzioni culturali della città.

Casa Maria Luigia, Modena - #18

La vera sorpresa italiana arriva dalla campagna modenese. Casa Maria Luigia, il progetto di Massimo Bottura e Lara Gilmore, entra direttamente al numero 18 e conquista il Lavazza Highest New Entry Award 2026, assegnato alla nuova entrata più alta della classifica. Qui il modello del grande hotel lascia spazio a qualcosa di più intimo: una casa di campagna contemporanea in cui ospitalità, cucina, arte e territorio convivono senza gerarchie. La gastronomia resta naturalmente al centro, ma non è l'unico motivo per cui si viene qui. Gli spazi comuni, il giardino, la piscina e gli oggetti d'arte costruiscono un'atmosfera domestica, quasi privata. È un indirizzo che racconta bene quanto sia cambiato il rapporto tra alta cucina e hospitality: non più due mondi separati, ma un'unica esperienza, con l'Emilia-Romagna come paesaggio e identità.

Bulgari Roma - #32

Roma entra nella Top 50 con Bulgari Roma, al numero 32. A pochi passi da via Condotti e Piazza di Spagna, l'hotel occupa un palazzo razionalista degli anni Trenta reinterpretato dallo studio ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel. Il progetto gioca sul terreno naturale della maison: mosaici in marmo realizzati a mano, vetri di Murano, vasi originali di Gio Ponti e una statua restaurata di Augusto costruiscono un dialogo tra la Roma archeologica e quella del design italiano. Le camere sono organizzate in quattro palette cromatiche, mentre nei bagni marmi rari e mosaici richiamano le pietre preziose della gioielleria Bulgari. La cucina porta la firma dello chef Niko Romito. La Bulgari Spa, invece, guarda alle antiche terme romane con piscina rivestita di mosaico, calidarium e cabine per trattamenti.

Portrait Milano - #39

Al numero 39 c'è Portrait Milano, uno degli indirizzi che hanno contribuito a cambiare il modo di intendere l'hotel nel centro della città. Il gruppo Lungarno Collection ha recuperato l'ex Seminario Arcivescovile di corso Venezia trasformandolo in un hotel contemporaneo senza cancellare la memoria dell'edificio. Il palazzo, nato come seminario nel XVI secolo, ha avuto nel tempo diverse vite prima di diventare uno dei nuovi indirizzi dell'ospitalità milanese. Il cuore del progetto è la grande piazza privata, spazio di passaggio e insieme nuova destinazione urbana, con boutique e ristorazione. Anche gli interni giocano sul contrasto tra memoria storica e design contemporaneo, con materiali nobili italiani e interventi più decisi. È una formula profondamente milanese: l'hotel non resta chiuso dentro le proprie mura, ma diventa un indirizzo della città, da frequentare anche senza avere una camera prenotata.

San Domenico Palace, Taormina - #50

A chiudere la Top 50 è il San Domenico Palace di Taormina, al numero 50. È una new entry nella classifica 2026. L'hotel occupa un antico convento domenicano e conserva il carattere storico dell'edificio all'interno di un progetto contemporaneo affacciato sul Mediterraneo. Il passato del complesso non è un semplice elemento decorativo: è parte dell'identità stessa dell'hotel. Le terrazze e i giardini guardano verso la costa siciliana e l'Etna, mentre la piscina diventa uno dei punti privilegiati da cui osservare il paesaggio. È proprio questo il suo elemento più forte: qui Taormina non è semplicemente la destinazione fuori dalla porta, ma entra dentro l'esperienza dell'hotel. A un certo punto è difficile capire dove finisca il San Domenico Palace e dove inizi il paesaggio siciliano.

Gli altri nove hotel italiani nella Top 100

La presenza italiana continua nella fascia 51-100, dove il Paese porta nove hotel, il numero più alto tra le nazioni europee presenti in questa parte della classifica. Cinque sono new entry: Il San Pietro di Positano, Castiglion del Bosco, Orient Express La Minerva, Forestis Dolomites e Villa Treville.

Hotel San Pietro Positano

Il San Pietro di Positano - #58

Al San Pietro di Positano il paesaggio non è una semplice vista dalla camera: è parte integrante del progetto. Costruito nella roccia sopra Positano, dispone di una spiaggia privata e di un molo raggiungibili attraverso un ascensore scavato nella scogliera. Le camere terrazzate, nelle tonalità del blu e del giallo, sono circondate dalle bouganville. E poi c'è il campo da tennis all'aperto, costruito accanto alla parete rocciosa. Una di quelle situazioni in cui anche una partita sembra diventare una scena da cartolina. Nel 2026 è una new entry e il primo hotel italiano della fascia 51-100.

Splendido, Portofino - #60

Al numero 60 c'è Splendido, lo storico indirizzo Belmond che domina Portofino. L'edificio nasce come monastero sulla collina e dal 1902 è diventato progressivamente uno degli hotel più celebri della Riviera italiana. Nel suo passato ci sono anche Elizabeth Taylor e Richard Burton, due nomi che hanno contribuito alla leggenda internazionale dell'indirizzo. Oggi l'atmosfera resta quella di una grande casa privata, con giardini terrazzati, piscina riscaldata e campo da tennis. Le camere evitano l'effetto standardizzato: mobili provenienti da aste e vendite di proprietà, insieme agli elementi più classici dell'interior, mantengono quel mix di eleganza e vissuto che è parte del carattere di Splendido. È un hotel che ha costruito la propria identità proprio sul rapporto tra storia, Riviera e glamour internazionale: più che un indirizzo stagionale, una vera icona di Portofino.

Castiglion del Bosco, Montalcino - #62

La Toscana entra nella classifica con Castiglion del Bosco, al numero 62 e tra le new entry del 2026. La tenuta si trova nella Val d'Orcia, tra cipressi e colline, all'interno di una proprietà del XVIII secolo. Qui ospitalità, vino e paesaggio fanno parte dello stesso racconto: camere con pavimenti in cotto e arredi d'epoca, spazi immersi nel verde e una tenuta che vive secondo i ritmi della campagna. Ci sono anche un campo da golf a 18 buche e le storiche cantine, dove scoprire la produzione vinicola della proprietà e degustarne i vini. Qui il lusso non ha bisogno di aggiungere molto: parte dal territorio e lascia che siano le colline della Val d'Orcia a fare il resto.

@Alexandre_Tabaste
Suita La Minerva

Orient Express La Minerva, Roma - #66

Al numero 66 debutta Orient Express La Minerva, nel cuore di Roma, a pochi passi dal Pantheon. Il primo hotel romano del marchio occupa un palazzo del XVII secolo e conserva soffitti affrescati e scalinate in marmo originali. Il progetto mette in scena il contrasto tra la storia dell'edificio e il nuovo immaginario estetico di Orient Express. Hammam e spa presidiano la parte wellness, mentre sul rooftop c'è Gigi Rigolatto Roma, ristorante che porta la cucina italiana in una dimensione contemporanea. È uno degli indirizzi che stanno ridisegnando la nuova geografia dell'hospitality romana, giocando sul rapporto tra patrimonio storico e nuova scena internazionale.

Forestis Dolomites - #68

Al numero 68 il paesaggio cambia radicalmente. Forestis Dolomites, new entry del 2026, porta nella classifica un'idea di lusso costruita su natura, silenzio e benessere. L'hotel si trova a 1.800 metri di altitudine, nel bosco sopra Bressanone. Larice e grandi superfici vetrate dominano le suite, mantenendo costante il rapporto visivo con le Dolomiti. La wellness è parte integrante dell'architettura: infinity pool panoramica e percorsi di idroterapia ispirati al metodo Kneipp trasformano il rapporto con l'ambiente in una vera esperienza fisica. Anche la sostenibilità è incorporata nel progetto: l'intera struttura funziona con energia rinnovabile, prodotta attraverso un sistema che combina una centrale elettrica dedicata e il riscaldamento a legna.

Borgo Sant' Andrea Amalfi

Borgo Santandrea, Amalfi - #84

Al numero 84 torna la Costiera con Borgo Santandrea, costruito sulla scogliera e quasi sospeso tra cielo e mare. Le camere e le suite giocano con maioliche dipinte a mano, librerie in noce dal pavimento al soffitto e grandi aperture sul Mediterraneo. Un ascensore porta alla spiaggia privata e alla piscina di acqua salata scavata nella roccia. La tradizione della Costiera è evidente, ma viene filtrata attraverso un linguaggio più contemporaneo, preciso e sofisticato.

Borgo Egnazia, Savelletri - #88

Al numero 88 c'è Borgo Egnazia, uno degli hotel che hanno contribuito a trasformare la Puglia in una destinazione globale del luxury travel. Il resort è stato costruito da zero per ricordare un antico borgo pugliese: pietra bianca, piccole piazze, cortili e terrazze sono studiati per creare l'illusione di un paese vero. Le camere hanno travi a vista, pavimenti in terracotta e terrazze private. Completano il progetto un campo da golf a 18 buche e il Vair Spa, ispirato alle antiche terme romane. La Puglia qui diventa quasi un mondo autonomo: architettura, gastronomia, wellness e rituali locali costruiscono un'esperienza volutamente fuori dal tempo.

Villa Treville, Positano - #91

Ancora Positano, al numero 91, con Villa Treville, new entry della classifica 2026. La proprietà è stata la residenza del regista e direttore d'opera Franco Zeffirelli e conserva ancora oggi qualcosa di profondamente domestico: non l'impressione di un resort, ma quella di una villa privata sospesa sopra il Tirreno. La Zeffirelli Suite è il punto più personale del progetto: piastrelle dipinte a mano, mobili originali intarsiati in madreperla, la biblioteca con i libri del regista e la sua scrivania. La proprietà conta appena 16 camere distribuite su due ettari di giardini, con una spa, il ristorante Maestro, Bianca Bar e la terrazza privata On the Rocks affacciata sul Tirreno.

Hotel Reschio
Hotel Reschio

Reschio, Lisciano Niccone - #95

Reschio chiude la presenza italiana al numero 95. Nelle campagne umbre, vicino al confine con la Toscana, è uno dei progetti più personali della classifica. Il recupero dell'antico complesso è durato 30 anni ed è stato guidato dal conte Antonio Bolza e dalla sua famiglia. Un'antica chiesa e un castello etrusco sono stati trasformati in un hotel di 36 camere, mantenendo gli elementi originali e inserendo interni realizzati su misura. Intorno ci sono vigneti, uliveti e una grande tenuta agricola. Il progetto comprende un centro equestre, attività legate alla vita rurale e una cucina farm-to-table. La spa, ricavata nell'antica cantina del vino, segue la stessa filosofia: meno spettacolo, più rapporto con il luogo.