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New York Pop: sulle orme di Andy Warhol

di Alessandra Mattanza - 6 aprile 2019

Alla scoperta dei posti più pop di New York

Da Jacqueline Kennedy Onassis - prima e dopo l'assassinio del Presidente JFK - a Marilyn Monroe, alle drag queens ispaniche e afro-americane degli anni '70. Passando per Liza Minelli e Gertrude Stein, ma non solo. 

A New York, dal 25 aprile fino al 15 giugno parte una nuova interessante mostra dedicata al grande Andy Warhol (con l'opening il 24 aprile) alla galleria nell'edificio Lévy Gorvy, 909 Madison Avenue.

Il suo nome? "Warhol Women", dedicata esclusivamente a ritratti di donne dagli anni '60 a quelli '80.

Una nuova occasione per scoprire il grande artista pop, che fa seguito alla precedente “Andy Warhol – From A to B and back again” del Whitney Museum of American Art che si è conclusa il 31 marzo con un successo incredibile.

Ma soprattutto una nuova occasione per organizzare un bel viaggio a New York, riscoprire angoli nuovi della Grande Mela e partecipare a eventi a tema. Per riscoprire lo spirito pop dell'artista che è diventato parte integrante del rifiorire primaverile di questa città.

Anche se originario di Pittsburg, Warhol aveva scelto New York come la sua città, fin da quando era giovanissimo e cominciò a muovere i prima passi nella scena artistica. Si trasferì nella City nel 1949, divenendo ben presto l'icona per eccellenza della Pop Art e dell'avanguardia.

Per chi vuole immergersi nei luoghi legati a Andy Warhol,

Uno dei suoi primi appartamenti era al secondo piano sopra la Hook and Ladder Company firehouse, una casa di pompieri sulla 159 East 87th Street.

Il suo studio era due isolati distante, al 1342 Lexington Ave. Vi visse dal 1962 al 1963, prima di fondare "The Factory" - cooperativa, o meglio "fenomeno", di artisti - che vagò per diverse location.

Un altro luogo leggendario era il Max's Kansas City, un club che per Warhol univa l'arte e il modo di vivere pop. Ha purtroppo chiuso nel 1981, ma potete farvi sommergere dai ricordi al 213 Park Avenue South.

Jefferson Market Garden

Questo "community garden", giardino da dividere con la comunità, dove spesso anche attori fanno giardinaggio come volontari, rappresenteva un po' un'ombra nei ricordi di Warhol, ma lui vi andava spesso per riflettere e pensare, soprattutto negli anni '80 prima della sua morte.

Fu costituito, infatti, sulla prigione, la Women's House of Detention, che custodiva Valerie Solanas, la femminista e artista che aveva tentato di uccidere Warhol, sparandogli tre volte, dopo essere entrata a The Factory.

Lui era sopravissuto, ma quell'esperienza, quel confronto con la morte, aveva da sempre segnato il suo percorso. 

Il Chelsea Hotel

Il Chelsea Hotel è ancora chiuso, ma si può ammirare l’edificio esterno. Ha ospitato, oltre a Andy Warhol, tantissimi artisti tra cui Mark Twain, Dylan Thomas, Tennessee Williams, Jack Kerouac, Stanley Kubrick, Jane Fonda, Uma Thurman e Ethan Hawke, Patti Smith, The Grateful Dead, Jim Morrison, Madonna, Bob Dylan,… Andy Warhol and Paul Morrissey vi diressero “Chelsea Girls”, un film sulla Factory di Warhol e sulla vita degli artisti che vivevano qui.

Studio 54

Studio 54 era un’icona della vita notturna di New York, frequentato da Warhol con tutti i suoi amici e da tutte le celebrity. Ha chiuso nel 1986 e ora ospita la Roundabout Theatre Company (dal 4 aprile al 23 giugno, Annette Bening vi reciterà in “All My Sons” di Arthur Miller).

Serendipity 3

Serendipity 3 è un posto davvero eclettico con arredo e oggettistica di ogni tipo, Warhol vi veniva spesso e si disse, in principio, pagasse i conti con i suoi disegni. E’ famoso anche per l’ottima cioccolata.

Se siete dei romantici, guardate anche film "Serendipity" con John Cusack e Kate Beckinsale. Diverse scene sono girate qui!

Il Four Seasons di Ty Warner

Il Four Seasons Hotel New York, 57 E. 57thSt., è di proprietà di Ty Warner, l’eccentrico miliardario, imprenditore e “mago” del giocattolo pop.  E’ proprietario di diverse linee, tra cui la Beanie Babies, con i cui profitti si dice che abbia acquistato anche questo grande albergo, da sempre mito del lusso nella City. I suoi giocattoli - i più piccoli da collezione a volte vengono quotati in borsa - si trovano nella boutique accanto alla lobby, mentre nelle suite di trovano proprio opere d’arte di Andy Warhol, come i suoi famosi, e tanto amati, fiori. Spettacolare è la Ty Warner Penthouse, una delle più lussuose di tutta Manhattan, ideata da Peter Marino e I.M. Pei, con una vista spettacolare sulla città e opere d’arte di famosi artisti internazionali. Comprende l’uso di una Rolls-Royce, di un personal trainer e trattamenti alla spa esclusiva L. Raphael. Il Ty Bar è molto animato dopo il lavoro, verso le 18, e propone cocktail spettacolari. Il ristorante The Garden, con grandi alberi artificiali, è amato per la “power breakfast” e per il pranzo da trader, uomini d’affari, finanzieri e tante celebrity. Ma, perfino, da artisti eccentrici che ricordano Warhol. 

Il nuovo Moxy Chelsea, pop italiano

A Midtwon, nel cosiddetto Flower District, il “quartiere dei fiori” il nuovo Moxy Chelsea Hotel riprende questo tema nel design, sposandolo a quello di un’oasi urbana contemporanea. Si sviluppa in dettagli speciali come installazioni di luce LED, con uno spirito che ispira al lavoro come alla voglia di divertirsi e giocare e che ricorda anche, per certi versi, certe opere dello stesso Warhol. Le stanze offrono una vista spettacolare su New York con pareti di vetro, sono dinamiche e funzionali. La gastronomia è curata dal TAO Group e da Francesca Panella. Il Feroce Caffè con porte nello stile dell’hangar di un aeroporto è una pasticceria di ispirazione romana, che serve autentico espresso e cappuccino. Il Feroce Ristorante serve piatti tipici italiani e moderne interpretazioni. The Fleur Room, bar e lounge sul tetto, offre un panorama incredibile e serve drink da favola.

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