Le 10 auto più belle di tutti i tempi: la classifica definitiva
Dieci sculture su ruote che hanno cambiato il nostro modo di guardare le auto, la velocità e il concetto stesso di bellezza
Ci sono auto che si guidano e altre che si contemplano: queste ultime sono capolavori di design che fondono ingegneria e arte.Le linee di un cofano, la curva di un passaruota e la proporzione fra vetri e lamiera sono dettagli che diventano icone, simboli capaci di resistere al tempo più di qualsiasi moda. In questa classifica delle 10 auto più belle di sempre abbiamo raccolto modelli che hanno ridefinito il concetto di fascino su quattro ruote.
Dieci leggende nate in epoche diverse accomunate da un elemento: ancora oggi fanno girare la testa come il primo giorno.
1° Alfa Romeo 33 Stradale
L’Alfa Romeo 33 Stradale sembra scolpita dal vento. Nata nel 1967 e prodotta in soli 18 esemplari, è la versione stradale della Tipo 33 da corsa. Le sue linee sinuose firmate da Franco Scaglione sono state riprese da altri modelli del Biscione: basta guardare la 8C Competizione o la 4C per riconoscerne l’eredità. È stata la prima auto al mondo con porte ad apertura a farfalla, verso l’alto e verso l’esterno: una soluzione scenografica vista su altri capolavori di stile come la Ferrari Enzo e la Mercedes SLR. Le griglie sui passaruota alleggeriscono la fiancata e aggiungono un tocco di teatralità. Lunga meno di quattro metri e bassissima, è una lezione di proporzioni. Sotto quella pelle perfetta c’è un 2.0 V8 da 230 CV montato in posizione posteriore-centrale, ma la sua vera potenza è estetica.
2° Jaguar E-Type
La Jaguar E-Type è l’auto che Enzo Ferrari definì “la più bella del mondo”. Nata nel 1961 e derivata dalla D-Type vincitrice di tre edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans, dimostra come dalla performance possa nascere la bellezza. Le sue linee curve e sinuose, prive di spigoli, sono un inno alla fluidità. Il parabrezza enorme (tanto da richiedere tre tergicristalli) e la coda corta e tondeggiante la rendono immediatamente riconoscibile. Scelta da Diabolik, sarebbe stata iconica anche senza i fumetti: ha portato lo stile britannico nel pantheon della bellezza automobilistica. I motori vanno dai sei cilindri in linea da 3,8 a 4,2 litri fino al 5.3 V12 dell’ultima evoluzione. Ma ciò che conta è ciò che li avvolge.
3° Bugatti Atlantic
La Bugatti Atlantic è una delle auto più rare e preziose al mondo, ma soprattutto una delle più affascinanti. Nata nel 1935 e prodotta in soli quattro esemplari, sembra uscita da un romanzo di fantascienza. Derivata dalla Type 57 SC, si distingue per la posizione di guida arretrata e per la celebre “pinna dorsale” che la attraversa longitudinalmente, separando parabrezza e lunotto. Spinta da un 3.3 a otto cilindri in linea con compressore volumetrico da 200 CV, è una scultura su ruote. Sembra muoversi anche da ferma: un esempio di stile radicale ma mai eccessivo. Ha forme morbide e futuristiche che raccontano un’epoca in cui l’automobile, per molti, era ancora un oggetto misterioso.
4° Lamborghini Miura
Con la Miura, Lamborghini ha inventato la supercar moderna. Nata nel 1966 e disegnata da Marcello Gandini, è un colpo di fulmine. Il fondatore della Casa di Sant’Agata Bolognese Ferruccio Lamborghini prediligeva le Gran Turismo eleganti; lei è una ribellione estetica, un’auto da corsa che può circolare su strada. Ogni dettaglio è iconico: i fari anteriori a sollevamento elettrico circondati da “ciglia” (sparite con la SV del 1971), il profilo che sembra tracciato con un solo gesto, la persiana che copre il motore. Ha cambiato la percezione della bellezza sportiva e il motore 3.9 V12 montato trasversalmente in posizione posteriore-centrale è parte della sua leggenda.
5° Ferrari 250 GTO
La 250 GTO è la Ferrari più desiderata di sempre. Nata nel 1962, pensata per le corse e prodotta in soli 36 esemplari, è l’incarnazione della bellezza funzionale. Il cofano lungo aumenta la stabilità alle alte velocità, i pannelli frontali aperti migliorano il raffreddamento e gli sfoghi d’aria dietro i passaruota anteriori sono pura poesia. La coda tronca, poi, è un colpo di genio. Realizzata da Giotto Bizzarrini prima e da Sergio Scaglietti poi, è un dialogo continuo tra tecnica e arte. Non voleva essere bella ma veloce ed è proprio questa sincerità a renderla irresistibile. Ultimo, ma non meno importante, il motore: un raffinato 3.0 V12 con sei carburatori da 300 CV. Anche le prestazioni sono una questione di stile.
6° Mercedes 300 SL
La Mercedes 300 SL è un’icona assoluta del design automobilistico. Nata nel 1954, porta la firma di Friedrich Geiger. Le sue porte ad ali di gabbiano non sono un vezzo: nascono dalla necessità di aggirare il telaio a traliccio che ingombrava le fiancate. Sono diventate un simbolo. Ogni dettaglio è studiato con cura: il frontale basso e aerodinamico, le prese d’aria sui parafanghi anteriori, le pieghe sui passaruota e sul cofano e la coda slanciata. Eleganza e sportività: il tutto arricchito da un motore 3.0 a sei cilindri in linea a inezione diretta da 243 CV.
7° Porsche 911
La Porsche 911 è la supercar più amata al mondo. Nata nel 1964 e ancora oggi in produzione, è un esempio di design evolutivo: cambia, si aggiorna ma resta sempre fedele a se stessa. Le forme della prima serie, realizzate da Ferdinand Alexander Porsche, sono un’evoluzione di quelle dell’antenata 356: muso lungo con fari tondi, profilo inimitabile e coda corta discendente. Coupé, targa con tettuccio asportabile o scoperta, la prima generazione è rimasta in commercio fino al 1989 con motori posteriori a sei cilindri contrapposti da 2 a 3,3 litri. Ha attraversato decenni senza perdere identità, dimostrando che la bellezza autentica può evolversi senza tradirsi.
8° Aston Martin DB5
L’Aston Martin DB5 ha insegnato al mondo il significato di “classe”. Nata nel 1963, è diventata immortale grazie a James Bond, anche se la sua eleganza non ha bisogno del cinema per essere riconosciuta. Una sportiva britannica disegnata da un italiano: Federico Formenti della Touring Superleggera. Esiste anche scoperta e persino shooting brake (familiare a tre porte), ma la silhouette che tutti ricordano è quella della coupé. È un oggetto culturale prima ancora che automobilistico. Ha definito l’idea di Gran Turismo per generazioni: lusso discreto, proporzioni perfette e presenza magnetica. Sotto il cofano c’è un 4.0 sei cilindri in linea con potenze fino a 329 CV. Ma la sua vera forza è l’understatement.
9° Ferrari F40
La Ferrari F40 ha popolato i sogni di chiunque sia cresciuto negli anni ’80 e ’90. Nata nel 1987, è l’ultima Rossa approvata personalmente da Enzo Ferrari. Le sue forme derivano da quelle della 288 GTO Evoluzione ma sono più pulite. Ha il telaio in kevlar, la carrozzeria in fibra di vetro e i finestrini in plexiglas: per l’epoca, pura modernità. Il 2.9 biturbo V8 da 478 CV montato in posizione posteriore-centrale la rende una leggenda a livello prestazionale. Lei, però, è anche un manifesto estetico: bassa, larga e cattiva con una coda che sembra l’ala di un jet.
10° Maserati MC12
La Maserati MC12 del 2004, disegnata da Frank Stephenson, sembra uscita da un circuito. Ed è così: si tratta infatti della versione stradale di una vettura impegnata con successo nel campionato FIA GT. Costruita in soli 50 esemplari, deriva dalla Ferrari Enzo ma è più larga, più estrema e più aerodinamica. Molti la credono una coupé ma è una targa: il tettuccio è asportabile. Il 6.0 V12 da 630 CV montato in posizione posteriore-centrale è parte della sua presenza scenica, ma ciò che colpisce davvero è la sua estetica da prototipo. Ogni dettaglio è pensato per la pista: la presa d’aria sopra il tetto, il fondo carenato, l’enorme ala posteriore in carbonio. E proprio per questo è irresistibile.