Oscar Piastri: chi è il pilota che rappresenta il nuovo volto della Formula 1
Dopo aver sfiorato il titolo, il talento australiano affronta l’anno della verità in McLaren. Tra difficoltà tecniche e voci di mercato, lui conquista tutti con la sua eleganza imperturbabile
«Diventerà campione del mondo». L’investitura a Oscar Piastri è arrivata da uno che se ne intende e lo conosce bene, Lando Norris, compagno (e rivale) di scuderia e campione del mondo in carica.
Faccia pulita e modello di controllo e posatezza in pista e fuori dalla monoposto, il venticinquenne australiano è uno dei piloti più talentuosi della Formula 1.
Al quarto anno nel Circus, ha già provato la vertigine della vetta come pure dell’inattesa caduta. Saprà disegnare quel futuro vincente che gli altri hanno già scritto per lui?
L’anno della verità per Oscar Piastri
Mica facile per Oscar Piastri riprendersi dalla delusione del 2025. È una sfida da cuori forti. A metà della scorsa stagione il pilota della McLaren si era trovato in testa con un comodo vantaggio di 34 punti proprio su Norris e un distacco gigante su Max Verstappen. Tra cali vistosi di prestazione e scelte discutibili del team “Papaya”, apparentemente tese a favorire l’inglese compagno di squadra, Piastri è precipitato al terzo posto.
«C’è un po’ di delusione, ovviamente, ma sono molto orgoglioso della stagione che ho disputato», disse alla fine, con incrollabile senso di realismo. «È solo il mio terzo anno in F1. Spero di avere ancora molto da fare, ma le lezioni che ho imparato quest’anno dentro e fuori dalla pista non faranno altro che rendermi più forte».
Solido e franco, mai con una parola fuori posto, il pilota australiano colpisce per questo atteggiamento composto, quasi imperturbabile. Con una grinta sommessa che non trapela in emozioni urlate o in punta di cinismo. Compassato e riflessivo, ha un’eleganza disciplinata quasi alla… Jannik Sinner.
Ma il 2026 ora è l’anno della verità: i regolamenti radicalmente cambiati in Formula 1 hanno bruciato il vantaggio ingegneristico raggiunto dalla McLaren. E adesso i risultati latitano. Dopo l’undicesima posizione a Silverstone, il ragazzo di Melbourne ha ammesso che la sua vettura è «molto difficile da guidare». Una prova dentro la prova. Mica facile riscattarsi dal tonfo passato, con un’auto in evidente affanno.
Dall’Australia all’Inghilterra con un sogno
Ma Oscar Piastri ha già dimostrato di avere la stoffa del campione. Ora sta a lui trovare la continuità che gli è mancata e alla McLaren centrare il feeling con i nuovi assetti. Del resto non capita spesso di vincere la Formula 3 e poi la Formula 2, consecutivamente, da rookie, per essere chiamato ai primi test in Formula 1 ancora da teenager, sotto l’ala della Renault Sport Academy.
Introdotto alle auto RC dal padre Chris a cinque anni, a otto vinceva il campionato australiano. Da lì il passaggio ai kart. A 14 anni era già dall’altra parte dell’oceano, in Inghilterra, per coltivare il sogno della Formula 1. In bacheca ha 9 gran premi vinti, un bottino mica male: basti pensare che è lo stesso numero di successi racimolato da Charles Leclerc, che battaglia da cinque anni in più di Piastri.
E non è così scontato affermarsi per un pilota nato in Australia, terra dalla scarsa tradizione di F1: di 782 piloti che hanno provato l’adrenalina di questo sport, dalla prima stagione ufficiale nel 1950 a oggi, solo 20 provenivano dall’Australia. Di questi, solo cinque hanno vinto un gran premio e due sono stati campioni del mondo. L’ultima volta 46 anni fa con Alan Jones. Mark Webber e Daniel Ricciardo sono riusciti a impilare diverse vittorie, ma senza mai cogliere il titolo iridato.
«Oscar sta lavorando sodo ed comunque è soltanto all’inizio della sua carriera», ha rasserenato l’ambiente a fine 2025 proprio Webber, che è suo manager e l’ha notato ai tempi dei kart. «Lottare per il titolo mondiale così all’inizio di carriera è una cosa piuttosto senza precedenti. Credo che prima di lui ci sia stato soltanto Lewis Hamilton, non molti ci sono riusciti così presto». Ancora non aveva visto l’exploit incredibile di Kimi Antonelli.
Il pilota più composto del Circus
Se non fosse stato pilota di Formula 1, probabilmente oggi vedremmo Oscar Piastri tra campi d’erba, mazze e guanti a giocare a… cricket. È infatti un grandissimo appassionato di questo sport di antiche tradizioni. Durante la pausa invernale, ne approfitta per volare in Australia e godersi i Test delle Ashes al Melbourne Cricket Ground. Disciplina da gentleman d’altri tempi, che unisce strategia a intuizione, ha molto dello spirito di Oscar in pista.
Dallo stile di guida pulito ed efficace, con traiettorie al millimetro, il giovane australiano è amato per il suo mood rilassato. Come a bordo della sua McLaren ha la capacità di arrivare al limite, senza superarlo, anche davanti ai microfoni mostra una sincerità controllata che non sborda in aggressività gratuita.
Gli anni nel Regno Unito hanno probabilmente forgiato il suo apprezzato umorismo, da battute sottili di stampo British. Al GP di Silverstone, nel corso del Q3, Arvid Lindblad con la sua Racing Bulls gli è piombato davanti all’uscita dei box mentre stava sopraggiungendo, rischiando l’urto. Al team radio Oscar ha riferito: «Per fortuna ho le mutande nere e non bianche».
Quel cognome, Piastri, rivela evidenti origini italiane: il suo trisavolo si trasferì in Australia partendo dalla Lunigiana, in Toscana. Intanto si vocifera insistentemente di uno scambio di piloti nel 2027: Piastri alla Red Bull, Verstappen alla McLaren. Con il suo consueto aplomb, Oscar fa spallucce: «Mi è stato detto più volte che sono contenti di me, e mi fido di loro (McLaren, ndr)». E ancora: «Max ha un talento incredibile. Ma io sono molto contento di chi sono». La classe che si fonde alla sicurezza di sé.