Gli skinny jeans tornano: le passerelle confermano il ritorno dello slim
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Gli skinny jeans tornano: le passerelle confermano il ritorno dello slim

di Tiziana Molinu

Da Celine a Prada, passando per Dior e Gucci: le passerelle spingono sul ritorno dei pantaloni aderenti. Ma questa e volta è diverso dagli anni Duemila

Dopo anni di gambe larghe e proporzioni oversize, il pendolo della moda torna a stringersi. Le sfilate Primavera/Estate 2027 (e non solo) di Parigi e Milano hanno messo in scena, con insistenza difficile da ignorare, il ritorno della silhouette skinny: pantaloni affusolati, denim aderente, giacche più vicine al corpo. Non è un episodio isolato né un vezzo di una singola maison: è una tendenza che attraversa più show e più città.

Da Celine a Prada: le passerelle più slim delle fashion week

Al suo secondo anno alla guida di Celine, Michael Rider ha riportato al centro della scena la silhouette skinny, con pantaloni sottilissimi, capri e denim strappato, bilanciati da giacche importanti e pantaloni a palloncino in netto contrasto. Il risultato non guarda alla skinny-jeans-era della fine anni Duemila, ma la reinterpreta con un piglio più aristocratico e rock. La collezione ha mescolato boho, corporate sleaze e gorpcore, con una palette dominata da bordeaux, rosso, rosa e bianco ottico, arricchita da stampe zebrate e frange.

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A Milano, il segnale più netto è arrivato da Prada. Miuccia Prada e Raf Simons hanno presentato jeans e giacche skinny più aderenti al corpo, per proporzioni più nette e controllate, in una collezione che ha preferito la precisione all'eccesso di tessuto. Le uscite includevano completi in denim giallo a tinta unita e abbinamenti giacca corta in pelle-pantalone slim, in quelle che sono state definite silhouette "a canna di stufa".

Il resto della settimana milanese ha seguito la stessa direzione: dalle collezioni analizzate emerge un filo comune, quello di un guardaroba maschile che si allontana dall'ampiezza oversize per tornare a un'idea di corpo più definita e presente.

Un movimento già annunciato nelle stagioni precedenti

Il ritorno dello skinny non nasce dal nulla. Già nelle sfilate Autunno/Inverno 2026 erano comparsi segnali evidenti: da Dior, Jonathan Anderson aveva proposto denim aderente abbinato a canotte luccicanti alla sfilata coed di Gucci, Demna aveva mandato in passerella pantaloni neri aderentissimi, portati bassi sui fianchi con camicie sbottonate. Da Seven For All Mankind, il neo direttore creativo Nicola Brognano (già artefice del revival Y2K da Blumarine) ha costruito una collezione dichiaratamente debitrice dell'estetica 2008, tra jeans strass e pelle aderente abbinata a camicie trasparenti.

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Courtesy Celine

Uno slim diverso da quello degli anni Duemila

Rispetto alla prima ondata skinny, quella dei tardi anni Novanta e Duemila, la versione aggiornata arriva con alcune correzioni. È uno skinny con più gusto. Le cifre ricorrenti, in passerella come nelle prime letture di settore, sono fondamentalmente due opposte tra loro. Da una parte, il contrasto di volumi: gamba slim sotto, capi ampi o strutturati sopra blazer oversize, maglioni voluminosi, giacche importanti a bilanciare la silhouette. Dall'altra, look total slim, puliti, a tratti ribelli, con pochi fronzoli e tanto carattere.

Resta da vedere quanto velocemente il trend scenderà dalla passerella allo street style: la Generazione Z, cresciuta a pantaloni baggy e wide leg, guarda oggi allo skinny anni Duemila con la stessa curiosità nostalgica con cui i millennial guardavano ai flare degli anni Settanta. Il ritorno, se confermato, non sarà un copia-incolla del passato, ma una sua rilettura.