Ferrari 250 GTO: la storia dell’auto che salvò Maranello
In piena “rivoluzione di palazzo”, travolto dalle critiche, il Drake calò l’asso: la vettura più desiderata di sempre. Grazie a un giovane ingegnere modenese, Mauro Forghieri. Quel mito rivive in un film
«La migliore Ferrari è la prossima»: è la celebre sentenza con cui Enzo Ferrari esaltava l’instancabile propensione del Cavallino verso il futuro e l’innovazione. Ma forse guardando la Ferrari 250 GTO, il Drake soffocò quella filosofia avveniristica in gola. Muso lungo filante, linee scultoree fatte per bruciare l’asfalto, a tutt’oggi è probabilmente la Ferrari migliore di sempre. Un trionfo di estetica e ingegneria che ha dominato le corse e troneggia nei sogni dei collezionisti. Oggi è la fiammante protagonista del film evento Ferrari 250 GTO - L'auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello.
Ferrari 250 GTO, un mito nato nella tempesta
Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film Ferrari 250 GTO - L'auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello sarà nelle sale cinematografiche solo il 7, 8 e 9 settembre distribuito da Adler Entertainment. A firmarlo è il documentarista Steve Hoover, che si fece notare nel 2013 con il suo lungometraggio d’esordio Blood Brother, Gran Premio della Giuria e Premio del Pubblico al Sundance Film Festival.
Ma perché la Ferrari 250 GTO salvò Maranello, come evoca il titolo? Icona assoluta dell’automobilismo e regina delle aste più faraoniche, la vettura vide la luce in un periodo particolarmente delicato per il futuro della Rossa.
Sulla scuderia gravava l’ombra del tragico incidente del 10 settembre 1961 all’autodromo di Monza. Allora il ferrarista Wolfgang von Trips, in lotta per il titolo mondiale di Formula 1, finì fuori pista, morendo sul colpo, con la monoposto che roteò oltre la rete di protezione uccidendo 14 spettatori. Si trattava del primo Gran Premio di F1 trasmesso in tv e si trasformò nella corsa più nefasta di sempre sotto gli occhi di tutti. Sul motorsport e su Enzo Ferrari calò una tempesta di attacchi.
La pressione sul Cavallino era alle stelle. Anche all’interno della Casa automobilistica alcuni degli uomini più fidati misero in discussione la leadership del fondatore. La sua reazione? Il 30 ottobre 1961 licenziò l’intero reparto ingegneria e corse e mise a capo dei due reparti Mauro Forghieri, ingegnere visionario e carismatico, giovane modenese dagli occhiali spessi come fondi di bottiglia. A soli 26 anni, contribuì a plasmare l’eredità della Ferrari e a realizzare l’automobile più famosa e desiderata di tutti i tempi, la Ferrari 250 GTO.
L’auto capolavoro da milioni di dollari
È sulle ceneri di quella che è ricordata come la “rivoluzione di palazzo” che nacque la Ferrari 250 GTO, autentica opera d’arte su ruote.
Derivata dalla Berlinetta a passo corto, la 250 GTO ebbe come padre spirituale e capo progetto Giotto Bizzarrini, ingegnere che ha fatto la storia delle supercar italiane. Ma quando anche lui fu epurato dal Commendatore, spettò al giovane Forghieri scolpire il destino della vettura, insieme al carrozziere Sergio Scaglietti, storico collaboratore di Maranello. «Era un po’ come giocare a poker», racconta un anziano Forghieri nel film.
Tra prime apparizioni e prototipi dalle forme sgraziate – tanto che inizialmente la vettura fu soprannominata “Mostro” – proprio in occasione dello sventurato GP di Monza fu testata in pista facendo registrare tempi da record. «Non si era mai vista una GT davanti alle monoposto», commentò lo stesso Ferrari.
La presentazione ufficiale scoccò nel febbraio 1962, all’apertura della stagione delle corse. La sigla GTO? Sta per Gran Turismo Omologata, ovvero omologata anche per l’uso stradale. Un’auto dalla doppia anima.
Le regole per l’omologazione richiedevano però una produzione di almeno 100 unità. Ma il Drake aggirò il diktat numerando i telai in modo non sequenziale. In tutto furono 39 i modelli realizzati, dettaglio che rende la Ferrari 250 GTO ancora più esclusiva.
L’esordio in gara fu subito fenomenale: primo posto alla 12 Ore di Sebring. Targa Florio: primo posto. 24 Ore di Le Mans: primo posto. Per tre anni, fino al 1964, l’auto messa a punto da Forghieri vinse praticamente tutto.
Nel 2018 una 250 GTO del 1963 fu venduta a 70 milioni di dollari: la Ferrari più costosa di sempre.
Un film sul talento di Mauro Forghieri
«Si stima che, nella storia dell’automobile, siano state prodotte circa due miliardi di vetture. Eppure, tra tutte, la Ferrari 250 GTO del 1962 è un caso unico. Ha attraversato il tempo, superato ogni automobile venuta prima e dopo di lei e si è impressa nell’immaginario collettivo come un’icona assoluta». Queste le parole del regista Steve Hoover.
Il suo documentario Ferrari 250 GTO - L'auto di Mauro Forghieri che salvò Maranello si concentra soprattutto sull’ingegnere che costruì il mito, uno degli uomini più significativi della storia della Ferrari, mancato nel 2022. La sua vicenda si è intrecciata per decenni con quella del Cavallino Rampante
Girato tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, il film alterna materiali d’archivio, testimonianze e riflessioni intime per restituire il ritratto di un outsider la cui visione ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’ingegneria e del motorsport, incluso la Formula 1 con 11 titoli mondiali. Forghieri ha progettato alcune delle più belle Ferrari della storia, fino alla morte del Commendatore.
«Quello che era iniziato come un film su un’automobile si è trasformato nel racconto di un uomo: Mauro Forghieri», spiega Hoover. «Ho avuto il privilegio di trascorrere del tempo con Mauro nell’ultimo anno della sua vita. Con il distacco di chi aveva ormai alle spalle i ventisette anni trascorsi in Ferrari, ripercorreva la sua carriera con grande umiltà, riconoscendone i successi, le difficoltà e tutto ciò che stava nel mezzo».
Tra i possessori della leggendaria Ferrari 250 GTO ci sono il batterista dei Pink Floyd Nick Mason e lo stilista Ralph Lauren, di cui nel film si rincorrono dichiarazioni. Arricchisce il racconto l’intervento dell'ingegnere della McLaren Gordon Murray e di esperti e protagonisti che hanno conosciuto e condiviso il percorso umano e professionale di Forghieri.
«Se un’anima c’è, è molto più probabile che ce l’abbia un motore piuttosto che un essere umano», diceva il Drake. Che anima bellissima che ha la Ferrari 250 GTO.