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Insonnia: come combatterla tra app e profili Instagram che aiutano a rilassarsi

di Eleonora Gionchi - 11 Maggio 2020

Studi condotti in tutto il mondo lo confermano: il lockdown ha scombussolato il ciclo sonno-veglia. Conseguenze? Si dorme meno, male e con incubi.

Negli ultimi due mesi lo stile di vita è cambiato e a dimostrarlo ci sono differenti studi. Tra gli effetti del lockdown prolungato c’è un aumento di peso, il 40% degli italiani è ingrassato, mentre 4 persone su 10 soffrono d’insonnia. Non solo ma sono in aumento anche gli incubi. Per questo potrebbe essere il momento di scaricare app che aiutano ad addormentarsi ma anche a seguire profili, soprattutto su Instagram, che aiutano a combattere l’ansia e a calmare la mente.

Uno nuovo stile di vita

I risultati degli studi condotti in tutto il mondo durante il periodo di quarantena parlano chiaro: secondo un’indagine condotta da Villa Miralago, centro per la cura dei disturbi del comportamento del cibo, e dalla School of Management del Politecnico di Milano le abitudini alimentari e del riposo sono cambiate. In particolare queste ultime evidenziano un vero e proprio squilibrio psicofisico: per 4 cittadini su 10 la qualità del sonno è peggiorata tanto da aver bisogno di ansiolitici, antidepressivi o prodotti naturali che aiutano a rilassare la mente. Risultati praticamente simili a uno studio condotto dal The Sleep Council, l’ente inglese che si occupa del sonno, che ha evidenziato la difficoltà d'addormentarsi del 43% degli intervistati e un sonno pessimo per il 75%. La causa? Come ha spiegato Colin Espie, professore di medicina del sonno all’università di Oxford intervistato dal The Independent, la causa è dovuta alle molte emozioni da pandemia che il cervello deve elaborare proprio durante la notte. Conseguenze? Sogni estremamente vividi, un sonno per nulla riposante proprio per il continuo lavoro che il cervello deve fare e lo sviluppo di incubi alimentati dalle ansie giornaliere.
Le soluzioni? Per gli esperti iniziare a stabilire degli orari fissi ovvero andare a letto e svegliarsi sempre allo stesso orario, così da normalizzare i sogni e regolare il riposo stesso, se possibile fare un sonnellino per regolare l’emotività durante il giorno, svolgere attività fisica e fare meditazione.

Le soluzioni tecnologiche

Davanti a questo panorama, viene incontro la tecnologia. Sono molte le app che aiutano a garantire sonni più tranquilli e riposanti; su tutte Sleep Better di Runstatic, considerata la migliore anche per la sua semplicità di impostazione. Rise Sleep Better è invece più “elaborata” perché prevede l’applicazione di 4 tecniche che conciliano il riposo, tra cui la meditazione consapevole e una serie di immagini rilassanti che portano quindi a un progressivo rilassamento muscolare. Per gli amanti dei classici suoni rilassanti, Relaxing Melodies è l’ideale con anche l’aggiunta di un timer di spegnimento. Sleep Cycle Alarm Clock aiuta invece a completare il proprio ciclo di sonno, ovvero una volta usciti dalla fase rem cioè quando si è completato il ciclo, l’app ci sveglia. E poi ci sono i profili su Instagram: i più seguiti sono quelli di insegnanti di yoga o di meditazione proprio per imparare a gestire lo stress ma anche di esperti che aiutano a ritrovare la pace interiore grazie a esercizi, come per esempio il profilo Il corpo e la mente di Silvia Pasqualini, psicoterapeuta bioenergetica.

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