Agostino Bonalumi, la mostra antologica


La più grande esposizione dedicata all’artista milanese

di Micol De Pas

Pensare lo spazio. Racchiuderlo in un quadro che occupi spazio. Che lo trasformi, che lo manipoli e lo distorga. Magari con strane, sinuose flessioni verso l'osservatore. Come fossero proposte di dialogo, o di incontro. Ovvero, rendere il quadro una scultura. E poi, le sculture, a loro volta, renderle idagini sullo spazio e non concetti conclusi immessi nello spazio.

Il lavoro di Agostino Bonalumi si muove in questo universo, un paradigma artistico che ha condiviso agli esordi della sua carriera con Enrico Castellani e Piero Manzoni, sulla scia del maestro Lucio Fontana. E ora è in mostra per la più grande antologica a lui dedicata. Bonalumi 1958-2013 è un percorso cronologico, fatto di circa 120 opere. Incluse tre installazioni: Blu abitabile, un’opera di pittura-ambiente, realizzata per la mostra “Lo Spazio dell'Immagine” di Foligno nel 1967; Struttura modulare bianca  presentata per la prima volta nella sala personale alla XXXV Biennale d’Arte di Venezia del 1970; la parete di grande superficie, esposta nel 2003 all’Institut Mathildenhöhe, Darmstadt, in Germania.

Il Museo del Novecento di Milano, sempre dal 16 luglio al 30 settembre 2018, dedica a Bonalumi un focus dal titolo Agostino Bonalumi. Spazio, ambiente, progetto, suun aspetto meno conosciuto della sua ricerca, quello che tra il 1967 e la fine degli gli anni Settanta lo condusse a pensare, progettare e creare opere ambientali, di dimensioni spesso notevoli. Una serie di otto opere su carta, realizzate appena a ridosso di quelle ambientali, rivela l’accuratezza e la precisione di un pensiero costante sullo spazio.

Doppio appuntamento, da non perdere. A Milano, Palazzo Reale e Museo del Novecento, fino al 30 settembre