Apre a Milano Don’t Waste, primo negozio upcycling che vuole essere anche artistic community

Apre a Milano Don’t Waste, primo negozio upcycling che vuole essere anche artistic community

di Annalisa Testa

Investire nel passato, creare una nuova circolarità che fortifica la consapevolezza del consumo. È il principio su cui si basa il progetto di Dino Sabanovic, che pensa anche ai giovani

«Recuperare il passato per dar voce al futuro, ridargli vita, trasformandolo in una nuova opportunità. Il passato è fonte di ispirazione e linfa vitale anche per il mio lavoro di attore e regista. Mi piace l’idea che ricercando abiti, libri e accessori che sono appartenuti al passato possa promuovere un progetto di upcycling pensato per il futuro, ma che viva nel presente». Dino Longo Sabanovic, talento del cinema e della fotografia, guarda al passato con ammirazione e rispetto. 

Dino Longo Sabanovic, classe 1992. Attore, fotografo, regista e founder del progetto Don’t Waste, spazio creativo dove acquistare vintage che ha come obiettivo quello di creare una nuova upcycling community

A 18 anni si mette in spalla zaino e macchina fotografica e inizia a viaggiare. Da Sarajevo a Berlino, Parigi, Londra e Milano per poi trasferirsi a New York per studiare recitazione. «Comprare e rivendere il vintage, cercando minuziosamente nei mercatini delle città che visitavo, era una passione ma anche una necessità per sostenere gli studi. Ho imparato nel tempo a riconoscere la qualità, ho studiato, ho incontrato persone con cui ho costruito un network di altissimo valore». 

Da questa passione nasce l’idea di sviluppare un progetto unico. Don’t Waste è un luogo, in Ripa di Porta Ticinese a Milano, in cui trovare vintage. Ma anche uno spazio in cui assistere a concerti, mostre, talk. «Don’t Waste non è solo un negozio, non amo i negozi fini a se stessi, ma è un luogo con una storia da raccontare. Daremo voce ai giovani, seguiremo la policy green, e con i ricavi pianteremo alberi e investiremo in attività culturali in Italia e a Sarajevo, la mia città natale». Un progetto con una bella ambizione, «quella di diventare un franchising che possa avvicinare i giovani a questo lavoro».