Cult

La “politica del disastro” di Arahmaiani in mostra al PAV di Torino

di Valentina Lonati - 28 Settembre 2020

Fino al 28 febbraio 2021, il PAV Parco Arte Vivente di Torino ospita la prima personale italiana dell’artista indonesiana Arahmaiani. Un’incursione nel suo coraggioso (e dissacrante) attivismo politico.

Arahmaiani è una delle artiste più trasgressive e scomode dell'Indonesia. Nata nel 1961 a Bandung, ha orientato la sua ricerca verso tematiche quali lo sfruttamento ambientale, l'oppressione delle minoranze, il fanatismo religioso, la giustizia sociale, le donne. Temi scomodi, per l'appunto, soprattutto nel quadro della società patriarcale e conservativa indonesiana. Oggi, il PAV Parco Arte Vivente di Torino porta finalmente in Italia, nella prima personale a lei dedicata, un racconto della sua carriera artistica (e politica) con la mostra Politics of Disaster. Gender, Environment, Religion, a cura di Marco Scotini.

La mostra si apre con uno degli ultimi progetti dell'artista - The Tibet Project (2010 – ongoing), realizzato insieme alla comunità locale in difesa della conservazione naturale dell'altopiano tibetano – per poi muoversi a ritroso, spaziando tra le sue performance più clamorose. Come Independence Day (1983), con cui venne arrestata dal regime militare, oppure Sex, Religion and Coca Cola (1994), o ancora Etalase (Display Case), una vetrina che conteneva una statuetta di Budda, una Coca-Cola, il Corano e una confezione di preservativi, che provocò nel ’94 l’ira dei fondamentalisti islamici tanto da costringerla a lasciare il paese. Lontana dal femminismo di stampo occidentale, orientato all'affermazione della donna, Arahmaiani segue un approccio filo-marxista, dove la lotta per la liberazione della donna non può che essere una lotta di classe. In His-Story (2000), Arahmaiani invitava il pubblico a scrivere sul suo corpo, ribellandosi al divieto di toccare in pubblico le donne. Considerata blasfema, radicale e trasgressiva, Arahmaiani enfatizza gli eventi storici della nostra epoca fino a trasformarli in 'disastri' ecologici, sociali, politici.

Le sue opere sono state esposte in musei e biennali di tutto il mondo, dall’Asia agli Stati Uniti, in Australia e in Europa. Politics of Disaster. Gender, Environment, Religion è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e della Città di Torino.

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