Biennale di Venezia 2026: quando arte e moda si incontrano
In occasione della Biennale d’arte di Venezia, anche la moda conquista la città con una serie di mostre e progetti speciali che celebrano artisti internazionali e ci invitano a riflettere sul presente
Se l’arte contemporanea ha sempre ispirato stilisti e maison, durante la 61. Esposizione internazionale d’arte di Venezia – dal 9 maggio al 22 novembre 2026 – la moda torna in Laguna da vera protagonista. I grandi brand del lusso non solo hanno il ruolo di mecenati, ma sostengono e dialogano con gli artisti, dando spazio a mostre ed installazioni che raccontano una visione comune. Ecco, quindi, alcuni dei progetti che celebrano il legame tra arte e moda in questa Biennale di Venezia.
L’eredità veneziana di Bottega Veneta
Fondata a Vicenza nel 1966, Bottega Veneta ha da sempre un legame profondo con Venezia. Il suo artigianato, la sua architettura, l’arte hanno ispirato molte delle creazioni della maison, che continua a sostenere progetti ospitati nello spazio pubblico di Venezia e nelle sue principali istituzioni culturali. In occasione di questa Biennale d’Arte, il brand, sotto la Direzione Creativa di Louise Trotter, supporta la mostra “Lorna Simpson. Third Person” presso Punta della Dogana, a cura di Emma Lavigne, Direttrice Generale e Curatrice Generale della Pinault Collection.

Questa personale rappresenta la più significativa presentazione del lavoro dell’arista, celebre per la sua attenta analisi delle dinamiche della rappresentazione. Nata nel 1960 negli Stati Uniti, Lorna Simpson ha dato un contributo innovativo alla cultura visiva, invitandoci a relazionarci con le immagini che ci circondano con tempo, attenzione e consapevolezza. Articolata in tre grandi nuclei, la mostra copre oltre vent’anni di pratica artistica riunendo circa 50 opere, tra dipinti, collage, sculture, installazioni e film, comprese alcune delle serie più emblematiche “Ice, Special Characters” ed “Earth and Sky”.

Quest’anno, Bottega Veneta sostiene inoltre “If All Time Is Eternally Present”, una mostra di opere video di Tai Shani, Kandis Williams, Meriem Bennani e Orian Barki, presentata dalla Fondazione Pier Luigi Nervi a Campo Manin. Allestita nella piazza pubblica della città, l’esposizione presenta opere video delle quattro artiste, che verranno proiettate sulla facciata di Palazzo Nervi Scattolin ogni sera dal 9 maggio al 7 giugno.

Golden Goose collabora con PLAYLAB, INC.
Alle porte di Venezia, a Marghera, è iniziata l’avventura di Golden Goose più di 25 anni fa. Ed è proprio qui, nella sede dell’azienda – ribattezzata HAUS nel 2024 per diventare un vero e proprio hub creativo – che il marchio italiano inaugura la Biennale d’Arte 2026 con “The Forest For The Trees”, un’installazione artistica interattiva firmata PLAYLAB, INC. Lo studio multidisciplinare di Los Angeles fondato da Archie Lee Coates IV e Jeff Franklin, riconosciuto per le collaborazioni che spaziano tra moda, cinema e design, ha trasformato ogni ambiente di HAUS in una sequenza di esperienze che fanno riscoprire il potenziale dell’immaginazione.

Tra gioco, scoperta e partecipazione collettiva, la performance inizia nella piazza con la fontana centrale, avviata da un gesto del visitatore. Poi si procede verso l’Academy, il luogo in cui vengono formate le nuove generazioni, dove si dipingono alberi in miniatura che verranno posizionati all’interno di un diorama collettivo. L’esperienza prosegue in un tunnel sensoriale per culminare nell’Hangar, originariamente una fonderia, dove i due fondatori di Golden Goose, Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, hanno creato la loro azienda nel 2000.

In questo spazio industriale che conserva la struttura dell’epoca, la foresta diventa una monumentale installazione con scenografie teatrali dipinte a mano da artigiani italiani. Ed è proprio qui che, per l’inaugurazione di “The Forest For The Trees”, Golden Goose ha invitato ospiti e amici per una cena stellata firmata dal ristorante Da Gorini.

Louis Vuitton presenta DOKU The Illusion
Quest’anno si celebra il 20° anniversario degli Espaces Louis Vuitton, spazi espositivi che la maison dedica all’arte contemporanea nel cuore delle principali città. Quello di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco, in parallelo con la Biennale d’Arte ospita “DOKU The Illusion”, una mostra dedicata all’artista cinese Lu Yang, celebre per i suoi mondi virtuali presentati come installazioni video immersive. Manga, videogiochi e anime sono gli strumenti usati per dare vita a entità ibride che fanno riflettere su cosa significhi essere umani nel XXI secolo, indagando il rapporto tra realtà e digitale.

Per la sua esposizione all’Espace Louis Vuitton Venezia, Lu Yang ha realizzato un’installazione che presenta delle sculture originali e un’opera video incentrata sul suo nuovo film “DOKU The Illusion”, il quarto capitolo di un progetto narrativo iniziato dall’artista nel 2019. DOKU è un personaggio virtuale basato sulla digitalizzazione del volto dell’artista stesso. La serie racconta le avventure solitarie di questo avatar poliedrico, attraverso il quale Lu Yang trascende i limiti del corpo fisico ed esplora nuove forme di libertà attraverso la reincarnazione digitale.
