Il Fotografo del mese: Simone Moscarella


Il valore dell’immagine nella comunicazione attraverso l’interpretazione di un giovane autore

di Paola Corapi

Il progetto di Simone Moscarella, “#this_is_not_my_hashtag”, racconta un aspetto della subcultura americana: Carefree. Questo neologismo nasce nel 2013 quando Zeba Blay inizia a usare i social network per parlare degli stereotipi sulle persone di colore coniando l'hashtag “#Carefreeblackgirls”.

Simone Moscarella in questo caso lavora in formato video, con un racconto in tre tempi. Il primo, più intimo, si svolge all'interno della casa del protagonista che definisce se stesso e il suo modo di vestire in una serie di post-it appiccicati sull'armadio.

Il secondo tempo descrive una realtà degradata e carica di giudizi, raccontata dagli ambienti stessi: sotto un ponte, in un hangar abbandonato, in un parchetto non curato.

Nel terzo, invece, il cambio di location lontano dalla città diventa fondamentale. Rimanda a un luogo sconfinato come simbolo di libertà.

Che arriverà con la decisione da parte del protagonista di cambiare vita attraverso un bagno ristoratore. L’acqua rappresenta un momento di passaggio dal mondo dell’immaginario collettivo a quello soggettivo. Così il protagonista sceglie di diventare chi desidera.

Un lavoro contro i pregiudizi e sull'importanza di compiere scelte individuali e personali, anche ai tempi dei social network.

Attraverso questo progetto ho tentato di comunicare, di raccontare, di esprimere me stesso. Per uscire dalla gabbia e sentirsi liberi bisogna vivere la propria personalità senza freni, bisogna essere carefree.

Simone Moscarella nasce a Ferrara il 10 ottobre del 1995. Scopre la fotografia da bambino e finita la scuola superiore decide di trasferirsi a Milano con l'obiettivo di diventare fotografo di moda.

“Arriva il mio primo shooting con la prima modella vera: una catastrofe. Non mi avvilisco, ma continuo a lavorare sodo, deciso a raggiungere il mio traguardo”.

In dicembre 2017 si laurea allo IED di Milano.