George Clooney riceverà il Leone d’Oro: i 10 suoi film più belli, dal peggiore al migliore
Dal sorriso sornione e con un carisma che non invecchia, l’attore avrà il riconoscimento alla carriera a Venezia. Perché dietro allo charme c’è lo spessore di un uomo di cinema totale. Da “Tra le nuvole” a “Le idi di marzo”, ecco il meglio di George
Divo assoluto dal fascino scanzonato, George Clooney riceverà il Leone d’oro alla carriera alla prossima Mostra del cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. Aspettando di vederlo al Lido in quel suo mix irresistibile di ironia ed eleganza, ripercorriamo qui i 10 suoi film più belli, dal peggiore al migliore.
C’è da scommettere che l’attore americano, assai incline alla battuta, ritirando il Leone d’oro scherzerà sul fatto di non essere poi così vecchio per un simile premio. 65 anni e una carriera schizzata in alto relativamente tardi, da ultratrentenne, grazie al ruolo del dottore belloccio nella serie tv E.R. - Medici in prima linea, Clooney è stato scelto dalla Biennale di Venezia perché «nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo».
Neanche a dirlo, la replica immediata di George è stata: «Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così».
Attore di forte charme, Clooney non ha la profondità drammatica di un Daniel Day-Lewis, tre volte premio Oscar, ma ci sa fare. Al suo piglio un po’ guascone da attore, ha aggiunto spessore e autorevolezza il suo passaggio dietro la macchina da presa, all’insegna del rigore e dell’impegno civile.
Ecco la classifica dei 10 film più belli di George Clooney, dal peggiore al migliore, secondo noi.
10) Out of sight (1998) di Steven Soderbergh
Chi non vorrebbe ritrovarsi chiuso in un bagagliaio con George Clooney (o con Jennifer Lopez)? Mix di noir, commedia e sensualità, Out of sight è il film che dà il la alla collaborazione con Soderbergh e che proietta il Dr. Doug Ross di E.R. - Medici in prima linea in un luminoso tragitto cinematografico, dopo il fiasco del cinecomic Batman & Robin (1997).
L’attore interpreta un rapinatore di banche ovviamente alquanto affascinante, che durante la sua fuga dal carcere deve condividere il baule dell’auto con la sceriffa grintosa incarnata da Lopez. Una storia spiritosa, dal costante e divertente tira e molla, che ha lanciato la carriera di George.
9) Confessioni di una mente pericolosa (2002) di George Clooney
È l’esordio dietro la macchina da presa per Clooney, che dimostra subito di avere stoffa. E anche di sapersi affidare a ottimi alleati, ovvero Charlie Kaufman alla sceneggiatura, che scrive sulla base dell’autobiografia di Chuck Barris, l’inventore de Il gioco delle coppie che rivelò di aver avuto una doppia vita, come autore televisivo e da spia e killer per la CIA.
Lo interpreta Sam Rockwell, che si è meritato un Orso d'argento per il miglior attore al Festival di Berlino. George Clooney confeziona un film biopic pop vivace ed elegante. E ovviamente si tiene anche una particina per sé, nei panni del misterioso agente della CIA che recluta Barris.
8) Fratello, dove sei? (2000) dei fratelli Coen
Prima ancora dell’Odissea di Nolan, Hollywood aveva già fatto la sua rilettura del poema omerico. Ma in chiave totalmente strampalata e comica, ambientata nell’America della Grande Depressione. Con Clooney che dimostra di saper fare bene anche lo scemo a ruota libera. È lui Ulisse, ma ha poco di epico. È un carcerato evaso, vanesio e ossessionato dalla brillantina.
In bilico tra la commedia grottesca demenziale che svetta in acume e quella che era “pazzesca” secondo Fantozzi a proposito de La corazzata Kotiomkin, i fratelli Coen giocano e si divertono. Di sicuro si diverte anche George. Nei giorni giusti e senza razionalità sull’attenti ci divertiamo anche noi.
7) Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001) di Steven Soderbergh
Come rapinatore elegante e carismatico Clooney aveva già preso confidenza con Out of sight, ma qui alza la posta e lo charme. Nel remake di Colpo grosso del 1960 eredita il ruolo che fu di Frank Sinatra. È il leader che ha nel furto il suo gioco preferito ma possiede anche regole d’onore da vero gentleman. È anche il caposquadra di un cast faraonico che conta Brad Pitt, Matt Damon, Casey Affleck, Andy García, Julia Roberts…
Ocean's Eleven è puro intrattenimento, sì, ma intrattiene bene e con stile. È anche il primo film che vede George Clooney e Brad Pitt accanto, uniti da una chimica giocosa magnetica che abbiamo appena ritrovato in Wolfs - Lupi solitari (2024).
6) Paradiso amaro (2011) di Alexander Payne
Non il capolavoro che molti hanno descritto ma un film ricco di umanità, con quella commistione di drammaticità e sottile leggerezza che calza così bene al nostro George. In un’Hawaii insolita, lontana da quella delle cartoline, Clooney è un padre in difficoltà. Da tempo assorbito dal lavoro, si ritrova a gestire le due figlie, che ormai poco conosce, e la tragedia occorsa alla moglie, in coma in seguito a un incidente. Con la primogenita (Shailene Woodley) ribelle che spesso si rivela più matura di lui.
Una storia che fluisce con ritmo naturale, tenendosi alla larga da facili sentimentalismi (Oscar alla migliore sceneggiatura non originale). Il divo dal sorriso sornione qui lavora in sottrazione, puntando sul suo lato più “ordinario” e lasciando a vista le fragilità.
5) Michael Clayton (2007) di Tony Gilroy
Michael Clayton ebbe la sua anteprima internazionale alla Mostra del cinema di Venezia, in seno a un rapporto consolidato nel tempo con il festival lagunare. George Clooney offre una delle sue prestazioni più sfumate, nei panni di un avvocato newyorchese che gestisce il lavoro sporco del suo studio. La sceneggiatura scritta dallo stesso Gilroy evoca i classici thriller paranoici degli anni ’70.
La villain che non ti aspetti? Una Tilda Swinton avvocatessa nevrotica e insicura ma pronta a tutto per ambizione. Memorabile il loro confronto finale, con George schiacciante, che inchioda con sguardo e parole, e Tilda che cade in ginocchio, sotto il peso delle sue azioni. Per lei primo e unico premio Oscar, come migliore attrice non protagonista.
4) Syriana (2006) di Stephen Gaghan
Quando sceglie i progetti da produrre George Clooney sembra diventare un novello Noam Chomsky del cinema d'impegno. Tratto dal libro di memorie See No Evil dell’ex agente CIA Robert Baer, Syriana si avventura tra geopolitica, economia globale e guerre di petrolio, senza paura di cadere. Con guizzi da thriller politico che tolgono rigidità. Ne esce un film complesso, a volte sin troppo, ma che si ha voglia di esplorare fino in fondo. E che ha regalato il primo e unico Oscar da attore – non protagonista – a George. L’altro Oscar vinto è da produttori, appunto, per Argo, altro film di intelligence e trame internazionali.
In un mosaico di storie che si compone, Clooney interpreta l’agente Baer, impegnato a combattere il terrorismo in Medio Oriente, finché si rende conto, dopo una vita a eseguire ordini, di essere una pedina sacrificabile in giochi di potere molto più grandi di lui.
3) Le idi di marzo (2011) di George Clooney
Oh come ama immergersi nei guazzabugli della politica George Clooney! Per Le idi di marzo produce, co-sceneggia, dirige e recita, anche se puntando le luci principali su Ryan Gosling, giovane e ambizioso addetto stampa della campagna elettorale per le primarie democratiche del governatore della Pennsylvania, un uomo carismatico e apparentemente di indubbia superiorità morale che ovviamente nasconde delle ombre. E sì, quel tizio belloccio e ambiguo ha il volto di George.
Una regia dalla lucida presa guida un film cinico e purtroppo così realistico. Merito anche di un cast eccezionale che conta anche Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood e Marisa Tomei.
2) Tra le nuvole (2009) di Jason Reitman
Una commedia dolceamara dove a far la differenza è il carisma di Clooney, su tutti, e delle sue compagne di set, Vera Farmiga e Anna Kendrick. Reitman junior dirige e sceneggia con dialoghi piacevoli e quel giusto mix di umorismo ed emozioni. Golden Globe per lo script.
George interpreta un tagliatore di teste. Ed è estremamente affascinante, certo. Assorto dalla ritualità confortante del suo lavoro e orgogliosamente single, gira il mondo in aereo per aiutare le aziende a licenziare. Ma viaggiare, a volte, equivale a stare fermi. Un dramma con il sorriso, sicuramente mainstream ma intelligente, per riflettere un po’ su cosa conta davvero. E prendere poi il prossimo volo.
1) Good Night, and Good Luck (2005) di George Clooney
L’educazione civica diventa film con George Clooney che si toglie dal centro e sceglie David Strathairn (Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia) come attore principale per il suo Edward R. Murrow, giornalista americano coraggioso noto per la sua integrità. Dagli studi della CBS lanciò una dura battaglia contro il senatore McCarthy e le sue liste di proscrizione contro i “comunisti”. Un film incisivo e senza facili moralismi, percorso da un efficace realismo documentaristico e da un coinvolgente bianco e nero vecchia Hollywood.
Per sé George si ritaglia un ruolo minore ma importante, quello del produttore Fred Friendly che difese Strathairn da minacce e gli garantì libertà da censure. L’abilità del Leone d’oro alla carriera di Venezia 2026? Pur essendo solo alla sua opera seconda, trova il giusto registro e scrive anche lo script, insieme a Grant Heslov. Per loro dal Lido pure Osella d'oro per la sceneggiatura.