Il Festival dei Due Mondi porta l’arte internazionale a Spoleto
Con un programma ricco di eventi che rende omaggio a un’importante tradizione, il Festival dei Due Mondi trasforma Spoleto in un palcoscenico internazionale. Musica, teatro, danza e arti visive, ecco il meglio dell’edizione 2026
Tra le vie di Spoleto, durante il Festival dei Due Mondi, hanno passeggiato figure grandiose come Luciano Pavarotti, la Regina Rania di Giordania o Mikhail Baryshnikov. Li ricorda Daniele Cipriani, tra i più importanti impresari e produttori di danza, oggi nuovo Direttore Artistico della storica rassegna, fondata dal compositore Gian Carlo Menotti, che si svolge ogni anno dal 1958 nella città umbra. La 69esima edizione (fino al 12 luglio) vanta cento eventi e spettacoli, di cui sette prime mondiali e nove produzioni originali, insieme a più di mille artisti provenienti da 28 paesi diversi.
Così la manifestazione dedicata a musica, teatro, danza e arti visive, riconferma la sua vocazione: far dialogare due mondi, l’Italia e gli Stati Uniti, dove il fondatore si trasferì nei primi anni Trenta e dove trovò il successo, ma anche gli artisti e l’intero pubblico, che siano appassionati, veri esperti o turisti curiosi, trasformando Spoleto in un palcoscenico internazionale. «È come un mondo ideale che concede la sua “cittadinanza”, incondizionatamente e senza distinzioni, a tutti coloro che qui accorrono. Una cittadinanza che segna la nostra comune appartenenza all’Arte», spiega Cipriani.
L'arte di Giuseppe Penone
“Radici” il tema scelto per il 2026, che invita a guardare al futuro ripartendo proprio dalle origini, per dare forma a un presente capace di contenerli entrambi. Per questo si riscoprono alcuni luoghi storici della kermesse. Oltre al Teatro Romano, Piazza Duomo, il Teatro Caio Melisso, l’arte anima anche il Giardino di Campello, il cortile della Rocca Albornoziana e la chiesa di San Salvatore, patrimonio UNESCO che riapre al pubblico dopo dieci anni. A sottolineare il messaggio, per il poster ufficiale di Spoleto 69 è stata scelta l’opera di Giuseppe Penone, “Le foglie delle radici”, che si può ammirare a Piazza Pianciani.
Nato nel 1947 a Garessio (Cuneo), l’artista riconosciuto a livello internazionale, si è distinto alla fine degli anni 60 nell’ambito dell’Arte Povera, riportando il rapporto tra uomo e natura al centro della ricerca artistica contemporanea. Le sue opere sono protagoniste di una mostra diffusa che comprende l’esposizione “Anafora”, a Palazzo Collicola, e l’installazione nell’Ex Battistero della Manna d’Oro con i sette video del ciclo “Epheměris”, presentata dalla Fondazione Carla Fendi.
Il magico concerto nella Piazza del Duomo di Spoleto
Uno degli spettacoli musicali più emozionanti è stato sicuramente il concerto di Yannick Nézet Séguin, direttore musicale del Metropolitan Opera di New York e della Philadelphia Orchestra, per la prima volta al Festival dei Due Mondi. Nella piazza del Duomo, ha diretto la London Symphony Orchestra e un’ospite d’onore, Beatrice Rana, celebre pianista italiana e anche consulente per la musica classica del festival.
Con la facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta illuminata dal tramonto sullo sfondo e il canto delle rondini come accompagnamento, Yannick Nézet Séguin ha portato in scena un programma dedicato all’opera del compositore Sergej Rachmaninov. Così ha preso vita un vero dialogo tra due mondi: la Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27, ancora profondamente radicata nella tradizione russa, ha incontrato la più tarda Rapsodia su tema di Paganini op. 23, di impronta americana. Un’interpretazione originale e suggestiva, che ha conquistato l’intero pubblico.
La maratona di danza al Teatro Romano
Uno degli appuntamenti più attesi dedicati alla danza, è stata la Maratona Internazionale di Danza al Teatro romano, ideata da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi. In linea con il tema dell’edizione, “Radici”, anche nel repertorio della maratona il Direttore artistico Daniele Cipriani porta una coreografia di Jerome Robbins, coreografo statunitense che ha avuto un ruolo fondamentale nelle prime edizioni del Festival dei Due Mondi di Spoleto, invitato proprio dal fondatore Menotti. Per la prima volta, un assolo che fu creato per Michail Baryšnikov, “A Suite of Dances”, è stato danzato dalla ballerina principale del New York City Ballet, Tiler Peck, che lo ha studiato proprio insieme al leggendario ballerino.
Sul palco, alcune delle più acclamate stelle della danza internazionale, Maia Makateli, Daniil Simkin, Iana Salenko, Alessandro Frola, Madison Young, Davide Dato, Roman Mejia, Timothy van Poucke, Rinaldo Venuti, che hanno portato in scena grandi classici come “Il corsaro”, “Don Chisciotte”, “La Esmeralda”, insieme a due anteprime esclusive. Una coreografia di Lar Lubovitch e una rilettura inedita del capolavoro di Igor Stravinskij “La Sagra della Primavera”, prima mondiale assoluta, con protagonista il re del balletto spagnolo Sergio Bernal, affiancato da un corpo di ballo di sedici danzatori.
Musica e danza si incontrano anche in “Seven Ages”, il progetto site specific con cui il compositore Kirill Richter e il coreografo Marco Goecke firmano una performance ispirata alle sette età dell’uomo secondo Shakespeare ambientata nel cortile della scenografica Rocca Albornoziana.
Al Teatro Romano prende vita anche l’epico poema d’amore e seduzione di Shakespeare, "Venus and Adonis", che rivive nell’innovativa rilettura della compagnia sudafricana Isango Ensemble. Venere, Dea dell’amore, si lascia affascinare dal potere della bellezza incarnata in Adone, dopo che suo figlio ribelle, Cupido, l’ha ferita. Interpretato in lingua xhosa, zulu, tswana e in inglese, lo spettacolo trasforma il mito classico in un racconto contemporaneo.
Tra gli eventi anche un omaggio a Franca Sozzani e alla sua visione capace di anticipare il dialogo tra universi creativi. Alla Sala Pegasus sono stati proiettati i documentari "Paving the Way – Franca’s Legacy" e "Chaos and Creation", mentre al Teatro Caio Melisso Carla Fendi, Carla Sozzani e Sara Sozzani Maino, con Paolo Roversi, moderati da Emanuele Coccia, hanno condiviso riflessioni e aneddoti, con il contributo di personalità di spicco del mondo della moda e della cultura.