João Fonseca, chi è il fenomeno brasiliano che sogna di diventare il numero 1
Aggressivo e impavido, il ragazzino brasiliano è il predestinato che spezzerà il dominio di Sinner e Alcaraz? Addosso ha grande pressione e un tifo sperticato. Ma lui sorride e punta alla vetta
Al Roland Garros ha confermato tutto il bene che si dice di lui. E ora João Fonseca è determinato a prendersi il futuro che molti già gli vedono davanti.
Sarà davvero il diciannovenne brasiliano a spezzare il duopolio governato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz? Mentre il pubblico carioca trasforma ogni campo da tennis in uno stadio, in un tripudio di tifo verdeoro, il ragazzo di Rio de Janeiro non ha dubbi: «Voglio diventare il numero 1 al mondo».
João Fonseca sarà il futuro Djokovic?
A inizio 2025 João Fonseca gravitava ancora fuori dai primi 100 del ranking Atp e tra tornei Challenger. Oggi è 27°, con occhi sognanti verso la vetta. Il giovane impara in fretta: ora alla sua seconda partecipazione a Wimbledon, ha affrontato l’erba con quella sfrontatezza leggera che concede la sua bella età, pur eliminato a sorpresa dal russo Roman Safiullin. «So che ho delle cose da migliorare, ma è stata una settimana positiva, in cui ho provato a dare il meglio di me e che mi motiva ancora di più per il resto della stagione»: il suo post affidato ai social dopo l'uscita al terzo turno.
Ha da poco messo alle spalle il suo risultato migliore di sempre nei tornei del Grande Slam: i quarti di finale al Roland Garros 2026 e, soprattutto, due vittorie memorabili, contro Casper Ruud e Novak Djokovic, che di Major ne ha conquistati 24. «Il livello di tennis che gli abbiamo visto oggi spiega perfettamente tutto l'entusiasmo che c'è attorno a lui», ha detto Nole dopo la sconfitta patita pur essendo stato in vantaggio di due set. «Ha talento, ha potenza, ha un intero Paese alle spalle che lo sostiene. C'è grande entusiasmo ed è meritato».
Un’investitura mica da poco. E, con quell’ironia che piace molto al caso, è arrivata proprio dal tennista a cui molti lo paragonano, Nole. «Sarai sicuramente il prossimo Djokovic a battere Alcaraz e Jannik», gli ha vaticinato l’ottobre scorso lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, sconfitto in finale all’Atp 500 di Basilea. Per Fonseca era il secondo titolo Atp. Uno tra i tanti a venire?
Rick Macci, ex allenatore di Serena Williams, non ha dubbi: «Il "bombardiere brasiliano" (Fonseca) è un talento generazionale e un giorno sarà lì a giocarsela alla pari con il "lanciafiamme Italiano" (Sinner) e il "mago spagnolo" (Alcaraz)».
La storia del Brasile da riscrivere
Molti sono convinti che sarà João Fonseca, come fu Djokovic con Federer e Nadal, a spezzare l’egemonia di Jannik e Carlos. Altri invece lo vedono in un nuovo duopolio del domani, insieme Rafael Jódar, coetaneo spagnolo anche lui tra i migliori Next Gen.
Il brasiliano intanto guarda al presente, con piedi per terra e una maturità non scontata per un teenager, pur non avendo mai fatto segreto delle sue ambizioni. «Il mio sogno è diventare il numero 1 al mondo, vincere titoli del Grande Slam e fare la storia del Brasile», ha dichiarato al Guardian.
Agile e scattante sulle gambe, Fonseca ha un dritto devastante da fondo campo, di potenza pura. Ma quello che più sorprende è la naturalezza con cui colpisce la pallina, con una flessibilità rara di braccio a tutto vantaggio dell’imprevedibilità. E ha ancora un grande potenziale da esplorare.
In patria è già idolatrato e sugli spalti del circuito Atp i suoi fan sono sempre così numerosi e rumorosi. Inevitabili i paragoni con Gustavo Kuerten, suo connazionale ex numero 1 e vincitore di tre Roland Garros. Come Guga, carismatico e solare in campo, anche Fonseca sfodera sorrisi, con una levità di gioco e di porsi che sembra non risentire delle gigantesche aspettative.
Lo conferma nelle interviste. «Lo sento, lo leggo: “Sarà il prossimo Sinner o Alcaraz?”. Non conosciamo il futuro. È imprevedibile. Ma sto lavorando duramente per costruirmelo e penso solo a ciò che devo fare per riuscirci».
Federer il suo idolo, Nadal a ispirarlo
Classe 2006 come Jódar, João Fonseca compirà 20 anni il 21 agosto. Dopo aver raggiunto i quarti di finale del Rio Open 2024, ha rinunciato all’Università della Virginia per concentrarsi sul tennis e passare al professionismo. Vincitore delle Next Gen Atp Finals 2024, nel 2025 ha messo in bacheca l’Atp 250 Argentina Open e l’Atp 500 di Basilea. Quest’anno al Masters 1000 di Montecarlo ha raggiunto i quarti, battuto da Zverev. Il suo approccio a ogni sfida? Impavido e impetuoso. Con un'aggressività senza posa.
Il suo idolo è Federer. È proprio merito di King Roger se João ha cominciato a costruire un legame più viscerale con il tennis. Da giovanissimo, infatti, era piuttosto impaziente, sia dentro che fuori dal campo, alla ricerca immediata del colpo decisivo e poco interessato a guardare i match da spettatore. Finché non vide l’epica finale di Wimbledon 2019 tra lo svizzero e Djokovic: una partita da alieni, la finale più lunga di sempre nel Major londinese. Da allora è scattato qualcosa.
Dei Big Three, però, è stato Nadal a orientarlo verso la dedizione. «Mi ha ispirato vedere come il talento possa combinarsi al duro lavoro», ha rivelato. «Nadal è un giocatore incredibilmente talentuoso, ma a volte la gente ricorda solo il suo duro lavoro, lo spirito combattivo e la capacità di dare tutto se stesso».
La superstar del futuro sa che i sogni si conquistano sudando, ma anche che è necessaria fiducia nei propri mezzi. E João Fonseca ne ha da vendere. Con un anelito costante alla vetta. «Ho ancora molta strada da fare», con pragmatico realismo. «Ma credo che sia possibile». Le torcidas brasiliane esplodono già in festa.