Wimbledon 2026: quando gioca Sinner, il tabellone e perché non può fallire
Jannik sull’erba londinese contro i fantasmi e per scolpire nuovi record. Con il principale avversario Carlos Alcaraz ancora out, l’altoatesino è chiamato al riscatto
Così forte e “ingiocabile”, eppure così fragile. Che Jannik Sinner vedremo a Wimbledon 2026? Le due facce del fuoriclasse, che torna sull’erba londinese da campione in carica, senza la pressione del rivale di sempre, Carlos Alcaraz, ma con tutti gli occhi addosso. Saprà spazzar via le mille perplessità rimaste nell’aria torrida, dopo il blackout di Parigi?
Ecco tutto quello che c’è da sapere su Wimbledon 2026, all’edizione numero 139: quando si gioca, dove vedere il torneo in tv, i tennisti italiani al via e perché Jannik Sinner non può fallire.
Quando inizia Wimbledon 2026
Wimbledon, la competizione di tennis più antica e prestigiosa, si svolge dal 29 giugno al 12 luglio 2026 all’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Londra.
È il terzo torneo dell’anno del Grande Slam e chiude la stagione sull’erba. La finalissima del singolare maschile è in programma per domenica pomeriggio 12 luglio sul Centre Court.
Dopo l’introduzione nel 2025 dei giudici di linea elettronici automatizzati (l’electronic line calling), l’innovazione di quest’anno è che ci sarà anche il sistema di video review. Come già avviene agli Australian Open e agli US Open, i giocatori potranno contestare alcune decisioni prese dal giudice di sedia o chiedere un controllo al termine di uno scambio.

Dove vedere le partite di Wimbledon 2026
È possibile seguire Wimbledon 2026 su Sky, ai canali Sky Sport Tennis e Sky Sport Uno, e in streaming su Sky Go e Now.
Al momento non ci sono accordi per vedere alcune partite in chiaro.
Quando gioca Sinner a Wimbledon 2026
Il tabellone di Wimbledon sarà svelato venerdì 26 giugno a partire dalle 11 ora italiana.
Da una parte del main draw c’è Jannik Sinner, testa di serie numero 1, dall’altra Alexander Zverev, testa di serie numero 2 e fresco vincitore del Roland Garros, il suo primo Slam.
Perché Sinner non può fallire a Wimbledon 2026
Nel 2025 Jannik Sinner è diventato il primo italiano nella storia del tennis a trionfare a Wimbledon, sconfiggendo Carlos Alcaraz in quattro set.
Oggi l’altoatesino si ripresenta all’All England Club con un imperativo non palesato ma nella mente di tutti: con il murciano out per infortunio, non può non vincere. Abbiamo però ancora negli occhi il crollo scioccante al Roland Garros, nel solleone del Court Philippe-Chatrier. Era avanti 6-3, 6-2, 5-2 su Juan Manuel Cerúndolo, in pieno controllo e a un game dalla vittoria, poi i crampi, il vomito e un blackout totale l’ha portato alla clamorosa eliminazione al secondo turno. Proprio lì, sul campo centrale, troneggia la scritta: “La vittoria appartiene ai più tenaci”.
Sinner nei giorni successivi si è concesso necessario riposo e diversi esami medici. Il caldo e la tenuta sui cinque set sono la sua kryptonite?
Se la vetta da numero 1 non trema, in gioco a Wimbledon c’è altro: c’è la sua aura da “imbattibile”. C’è una superiorità da difendere, agli occhi dei rivali e ai suoi. Perché il suo 2026, se finora è stato straordinario a livello di record e trofei (ben 5 i titoli vinti, tutti Masters 1000), non ha visto sollevare nessuno Slam. E questo sa di beffa.

A gennaio agli Australian Open – e anche lì era detentore del titolo – Sinner si è imbattuto in semifinale in un Djokovic alla terza giovinezza. Al Roland Garros, poche settimane fa, l’imponderabile al secondo turno. E proprio a Parigi, così come oggi a Wimbledon, tutti davano per scontata la vittoria di Sinner.
Con il successo avrebbe anche centrato un’ennesima impresa, il Career Grand Slam, ovvero la vittoria di tutti e quattro i tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) almeno una volta in carriera. Un traguardo già raggiunto da Alcaraz.
Di bianco vestito, con il suo garbo inappuntabile, Jannik Sinner a Londra non giocherà solo per il titolo, ma contro i fantasmi. È troppo importante adesso ricordare a tutti che è lui il numero 1. Un segnale da lanciare ad Alcaraz, che è più vicino al ritorno, a Zverev campione per fato, ai diciannovenni sfrontati Rafael Jódar e João Fonseca che corrono velocissimo. Un segnale da lanciare soprattutto a se stesso.
I tennisti più attesi a Wimbledon 2026
Carlos Alcaraz purtroppo non ci sarà sul prato britannico. È da metà aprile che lo spagnolo è fuori per un infortunio al polso. Si ipotizza un suo rientro per fine luglio (forse all’Atp 250 di Los Cabos o all’Atp 500 di Washington) o a inizio agosto (al Masters 1000 di Montreal).
Murciano a parte, sull’erba più ambita sono attesi i tennisti migliori. Alexander Zverev, numero 3 dell’Atp e ancora carico della vittoria del suo primo Slam, vorrà tentare il bis ma a Wimbledon finora non è mai andato oltre i quarti di finale.
Anche il canadese Félix Auger-Aliassime non è mai andato oltre i quarti, ma è fresco numero 4, al suo miglior ranking, ed è pronto a cogliere le occasioni. Giocatore universale dal servizio di fulmine, il numero 5 Ben Shelton a Stoccarda ha appena vinto il suo primo titolo sull’erba. Terzo trofeo stagionale per lo statunitense e occhi puntati sul podio. Daniil Medvedev non ha certo nell’erba la sua superficie preferita, ma è sempre un osso duro di temperamento e agonismo.

Occhi puntati sul sempiterno Novak Djokovic, ormai lontano dalle prime posizioni del seeding ma capace di sorprendenti guizzi (tipo il trionfo su Sinner in semifinale a Melbourne). È l’unico dei contendenti, oltre a Sinner, ad aver già vinto Wimbledon. C’è riuscito ben sei volte, l’ultima nel 2022. Ma non è suo il record assoluto di titoli londinesi in campo maschile, che appartiene a Roger Federer: 8 le sue vittorie nell’era Open.
Tante le speranze per Flavio Cobolli. Dopo l’exploit di Parigi, finalista a un passo dall’impresa, il romano si presenta a Wimbledon da tennista da top ten. Il suo esordio sull’erba, ad Halle, ha corrisposto però a un’eliminazione repentina.
Gli italiani al via all’All England Club
Non solo Sinner e Cobolli. Sono in tutto sette gli italiani in entry list. Ci sono Luciano Darderi, Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci e Matteo Arnaldi, memore del glorioso percorso all’Open di Parigi.
E poi c’è Matteo Berrettini, che entra in tabellone grazie all’amaro forfait di Lorenzo Musetti, ancora out a causa dell’infortunio rimediato agli Internazionali d’Italia.