La felicità degli altri, al cinema: anche Vincent Cassel può essere noioso

La felicità degli altri, al cinema: anche Vincent Cassel può essere noioso

di Simona Santoni

Altro che tenebroso e spregiudicato. Vincent Cassel è come non siamo abituati a vederlo, un marito un po’ stupido e limitato, nella commedia francese che esplora con ironia il lato oscuro del successo. «Mi piacciono i personaggi che obbligano a metterci a nudo, anche se per farlo serve esplorare sentimenti poco lusinghieri»

Vincent Cassel come non siamo abituati a vederlo. Altro che bel tenebroso, spregiudicato e affascinante. Nella commedia francese La felicità degli altri (dal 24 giugno al cinema) l’attore dal volto rapace e sguardo tagliente si mette addosso occhiali alla Woody Allen, aria discreta e tante esitazioni, e più che un sex symbolsembra un uomo medio noioso e limitato. «Quando ho letto questa sceneggiatura, anche se il personaggio di Marc non era naturalmente fatto per me, mi è sembrato interessante» ha detto Vincent Cassel. «Era di un registro diverso dal solito». A proporgli la parte è stato un caro amico, il regista sceneggiatore Daniel Cohen, che per La felicità degli altri (titolo originale Le bonheur des uns...) ha adattato per il cinema la sua stessa pièce teatrale L’île flottante, realizzando un film spiritoso, sottile e a volte crudele, come solo i francesi sanno fare, sull’onda di dialoghi scoppiettanti che ricordano l’altra riuscita commedia transalpina Cena tra amici del 2012. Tante le battute divertenti, così come le situazioni simpaticamente sciocche: la scena al ristorante, dove l’ordinazione di un dolce si trasforma in uno psicodramma, è la chicca.

Vicent Cassel e Berenice Bejo in una scena del film


Vincent interpreta Marc, che lo stesso Cassel ha definito «un marito un po’ stupido ma in fin dei conti molto umano». Un personaggio ben distante dal gangster spietato di Nemico pubblico N.1 o dal farabutto di Birthday girl, accanto a Nicole Kidman, o dal criminale capriccioso e instabile de La promessa dell’assassino. Lo charme da ribelle de L’odio o quello da dongiovanni maledetto di Mon roi - Il mio re? Vincent ora modula su di sé un’altra maschera, che fa bonariamente sorridere e ci mostra un nuovo lato.  Ne La felicità degli altri Cassel è un materialista dai bisogni primari: lavoro ben retribuito in azienda, bella casa, moglie graziosa a braccetto (nella sua ombra). Il classico maschio alfa, abituato a dominare, che viene poi sopraffatto dagli eventi. Un uomo semplice e un marito ottusamente geloso. È manager in una ditta specializzata in alluminio e ormai vive solo per l’alluminio, unico suo argomento di conversazione. Ha nel mirino la prossima promozione: sarebbe la sua realizzazione. Sua moglie Léa (l’amabile Bérénice Bejo di The Artist) non ha grosse ambizioni e fa la commessa in un negozio di abbigliamento, docile e serena. La realizzazione, secondo lei? Forse è essere felici in quello che si fa. Quando in maniera un po’ casuale Léa inizia a scrivere un romanzo, sollecitata dallo scrittore più famoso di Francia, Marc è colto in contropiede. Tra l’altro quel tizio lì, quel romanziere stra-celebre, lui non l’ha neanche mai sentito nominare, visto che il suo passatempo è guardare la tv e con libri e lettura non ha moltoa che fare.

 

Berenice Bejo in una scena del film

È colta in contropiede anche la loro coppia di amici, Karine(Florence Foresti) e Francis (François Damiens). Quando il libro di Léa diventa un bestseller e piovono premi letterari, richieste di autografi, migliaia di euro, né suo marito né i suoi amici sono in grado di gestire il suo successo. Léa non viene cambiata dallafama, ma loro sì. Invidia e senso di inferiorità prendono il sopravvento. In quel quartetto affiatato ognuno occupava il suo posto: Léa, la più pacata tra loro, cambia il suo e stravolge tutto. La verità è che ognuno giudica gli altri con se stesso nel mirino.Vincent Cassel ha provato su di sé cosa significa vedere le persone vicine tutt’altro che felici della sua affermazione: «Ho conosciuto entrambe le cose: ho visto alcune persone che non sopportavano il mio successo all’inizio della mia carriera e che si sono allontanate da me, e io stesso ho dovuto lavorare su di me per accettare il successo di alcuni miei amici e non sentirmi in pericolo. È un sentimento doppio, molto umano».Il suo personaggio non sopporta che sia Léa ora a guadagnare di più e a fargli regali costosi, che non sia più la mogliettina remissiva accanto a sé. È diventato il “marito di” e non lo accetta. «Mi piacciono i personaggi che ci obbligano a metterci a nudo, anche se per farlo serve esplorare sentimenti poco lusinghieri» commenta Cassel.Anche ne Il cigno nero lo avevamo visto sviscerare le sfumature più torbide del successo, allora senza ironia e con toni totalmente dark. Come direttore artistico ossessivo, che portava la prima ballerina Natalie Portman a scoprire il suo lato oscuro e al crollo psicologico, la esortava così: «L’unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te stessa. Perditi».

Vincent Cassel, Bérénice Bejo, Florence Floresti, François Damiens inuma scena del film

Oggi, guardando ai ruoli interpretati e a quelli rifiutati, Casselosserva: «Con il tempo i film che ho fatto raccontano molto sull’uomo che sono e il modo in cui ho vissuto questi ultimi anni. Film dopo film continuo a scoprirmi, spero che la fine sia ancora lontana, e so che ogni progetto accettato (o rifiutato) corrisponde a una domanda del momento, una paura, un’ambizione. Non mi volto indietro: vedo i miei film una volta sola e basta! Onestamente, faccio sempre più fatica a rivedermi sullo schermo, mi interessa sempre meno. Quello che mi piace è il momento in cui faccio il film». Per chi preferisce vederlo ancora con il suo volto più duro e sicuro di sé, basterà aspettare l’uscita della quarta stagione di Westworld- Dove tutto è concesso. Lì Cassel è il villain della serie tv, ovviamente, con quel ghigno malvagio per nulla noioso che gli conosciamo bene. In attesa di scoprirlo cavallerizzo e spadaccino, novello Athos di un nuovo adattamento cinematografico de I tre moschettieri dal super cast francese: accanto a lui, Eva Green, Romain Duris e Louis Garrel.