L’arte racconta il caso Ilva. Tra ironia e sarcasmo


Due artisti pugliesi presentano Kitextra, una scatola magica – cinica – provocatoria, aperta sul polo siderurgico di Taranto

di Micol De Pas

Una scatola di ferro con un magnete nero per manico che riporta la scritta Sano/Sano. Dentro, tre fotografie montate a loro volta su ferro e una palla di vetro, di quelle che solitamente si riempiono di fiocchi di neve a capovolgerle, con dentro il souvenir di una ciminiera e le polveri rosse sottili che lentamente si depositano ai suoi piedi.

Si chiama Kitextra e racchiude un progetto - denuncia in forma artistica. Certo, va decifrato. Sano/Sano è il nome che il fotografo Dario Miale e il ceramista Giorgio Di Palma hanno scelto per rappresentare il loro sodalizio artistico. Il box di ferro racchiude il mondo dell'Ilva di Taranto, a partire dal trattamento ironico di quanto scrisse Antonio Cederna nel 1971 a proposito del polo siderurgico: "processo barbarico d’industrializzazione". Che sfocia poi nella commercializzazione della loro creazione (in tre diverse misure) attraverso un video che ricalca le gloriose orme delle tradizionali televendite. Ecco, la vita dei lavoratori (e delle loro famiglie) è in vendita, come lo sono il territorio e la salute pubblica.

Gli autori spiegano così il loro progetto:

"Trattando il tema dell’Ilva con ironia rischiamo di urtare la sensibilità di chi, vivendo nella zona di Taranto, affronta tragedie divenute consuetudini. Rischiamo di offendere un’intera popolazione che fa da comparsa in una commedia diretta altrove e di puntare i riflettori su una città diventata set cinematografico per paradossi incredibili, dove si lasciano i bambini a casa piuttosto che i colpevoli in galera. Vivendo in questa provincia sentiamo il dovere di intervenire ma anche il diritto di decidere come farlo. Ironicamente vi tele(s)vendiamo quello che è già stato svenduto (il territorio) impacchettandolo con qualcosa che non può essere comprato (la speranza)".

E Kitextra ha anche un significato dialettale. Nelle parole degli autori: "Kitextra letto tutto d’un fiato ricorda 'chitestra' una delle imprecazioni più forti che abbiamo nel nostro dialetto. Un’imprecazione contro i vivi per i morti, perché qui si è giocato fin troppo sulla vita e sulla morte. Sogniamo che un giorno la scatola arrugginisca, che le foto si stacchino e che la ciminiera anneghi nella palla di neve. Sogniamo che tutto questo finisca, che non ci sia bisogno dell’ironia, della ceramica, di foto e di televendite”.

Kitextra è disponibile in tre diverse misure: small, medium e large con una tiratura limitata rispettivamente di 10, 20 e 30 esemplari e gran parte del ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficienza. Tutte le informazioni cliccando qui