Luigi & Iango: «La perfezione? Un fiume senza corrente»

Luigi & Iango: «La perfezione? Un fiume senza corrente»

di Paolo Briscese

Da Madonna a Rihanna, da Cate Blanchett a Naomi Campbell: Luigi & Iango hanno fotografato alcune delle icone più riconoscibili del nostro tempo. Il duo italo-svizzero arriva a Roma con Corpi speciali, una mostra che mette al centro il corpo, l’identità e la trasformazione

La prima cosa che colpisce, parlando con Luigi & Iango, è che dietro immagini così riconoscibili non c’è mai un solo sguardo. C’è una conversazione. Tra loro, con la persona che hanno davanti, con la luce, con il corpo e con tutto quello che accade nei pochi istanti che precedono uno scatto. Forse è anche per questo che le loro fotografie hanno una qualità difficile da definire. Sono sofisticate, ma mai fredde; costruite, ma sempre aperte all’imprevisto. E soprattutto interessate alla persona prima ancora che al personaggio.

Da Madonna a Rihanna, da Naomi Campbell a Cate Blanchett, fino a Dua Lipa e Penélope Cruz, hanno fotografato alcune delle icone più celebri della cultura pop contemporanea, firmando oltre 300 copertine per le principali riviste internazionali. Il loro lavoro è poi entrato nei musei e negli spazi dell’arte contemporanea. Ora arriva a Roma con Corpi speciali, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, tra immagini iconiche e opere inedite. Li abbiamo incontrati.

Partiamo da voi due. Quando siete davanti a una persona, cosa succede per prima? Arriva un’idea, un’immagine, una sensazione? E nasce da uno di voi o da quello che succede tra voi?

LUIGI & IANGO: «Siamo l’idea e il suo opposto. Possiamo lasciarci ispirare da cose completamente diverse: un brano musicale, un film, un look, uno stile, un dipinto o persino un ottimo pasto. L’ispirazione può arrivare anche da esperienze difficili o, semplicemente, da qualcosa che non ci piace. Amiamo le sfide e le avventure, ma soprattutto tutto ciò che è intelligente e riesce a coinvolgerci emotivamente. È questo che, per noi, fa davvero la differenza».

Le vostre immagini sono molto costruite, ma hanno sempre qualcosa che sfugge. Quanto controllo serve per poter poi lasciare spazio all’imprevisto?

LUIGI & IANGO: «Il nostro modo di lavorare è molto strutturato. Prepariamo ogni shooting con grande attenzione e non arriviamo mai sul set impreparati. Cerchiamo di conoscere e capire il più possibile le persone con cui lavoreremo e diamo indicazioni precise ai nostri team, così che tutto sia organizzato al meglio. Per noi, prepararsi significa anche avere rispetto per tutte le persone coinvolte e creare le condizioni perché, sul set, il lavoro possa essere più semplice, preciso e fluido».

Una volta arrivati sul set, però, qualcosa cambia. Cosa succede quando iniziate davvero a lavorare con la persona che avete davanti?

LUIGI & IANGO: «Il giorno dello shooting succede la magia. Essendo coinvolti in tutto il processo di preparazione – dai capelli al make-up, dallo styling all’illuminazione – possiamo lasciare che le cose evolvano naturalmente. Parliamo con la persona che abbiamo davanti e cerchiamo di capire quale sensazione, quale emozione vogliamo catturare. Siamo molto istintivi e amiamo creare insieme, lasciando emergere qualcosa di unico da ogni persona che fotografiamo. Uno shooting può prendere una direzione completamente diversa quando incontriamo qualcuno, iniziamo un dialogo o semplicemente sentiamo che l’energia della giornata ci sta portando verso qualcosa di più autentico e interessante. È una sorta di caos controllato».

Avete fotografato icone come Madonna, Rihanna, Cate Blanchett, Naomi Campbell. Quando avete davanti qualcuno che tutti credono di conoscere, come riuscite a farvi sorprendere ancora?

LUIGI & IANGO: «Ogni volta proviamo sorpresa ed entusiasmo, perché ogni progetto è qualcosa di nuovo. Siamo fortunati: le persone che scelgono di collaborare con noi sono disposte a entrare nel nostro mondo. Sanno di trovarsi in un ambiente sicuro, dove verranno messe alla prova, ma anche sostenute e valorizzate. Allo stesso tempo, trovano un contesto ben organizzato, senza perdere il piacere e la spontaneità del processo creativo. Ci importa davvero di quello che facciamo, diamo sempre il 100 per cento e crediamo nella coerenza del nostro approccio. Pensiamo che sia una delle chiavi per una collaborazione di successo, soprattutto quando lavoriamo con grandi celebrity, che non vogliono sprecare tempo o energie, ma desiderano creare qualcosa di davvero memorabile».

Avete lavorato con così tante persone straordinarie. C’è uno shooting o una persona che ricordate in modo particolare perché è successo qualcosa di inaspettato?

LUIGI & IANGO: «Ogni shooting contiene un elemento di sorpresa e di magia, e siamo ancora entusiasti e stupiti da quello che può accadere. Siamo fortunati a poter scegliere i nostri progetti: fotografiamo persone che ci interessano davvero, che risvegliano la nostra curiosità e con cui sentiamo di poter creare qualcosa. Cerchiamo invece di evitare chi porta un’energia negativa o non ha la curiosità e la creatività necessarie per mettersi in gioco. Abbiamo realizzato così tanti shooting speciali e magici che sarebbe difficile sceglierne uno solo. Spesso lavoriamo più volte con le stesse persone e, più conosci qualcuno, più puoi andare in profondità. Puoi raggiungere una certa verità e creare con molta più libertà. Per noi è estremamente importante».

Dopo aver fotografato così tanta bellezza, che cosa vi sembra ancora davvero bello?

LUIGI & IANGO: «Le cose più belle sono spesso quelle invisibili o che non si rivelano immediatamente. Le persone più belle sono quelle che possiedono qualcosa di distintivo: intelligenza, personalità, stile. E molto spesso le cose più belle emergono in luoghi inaspettati o insoliti. È la curiosità, insieme all’ignoto e alla sfida, ciò che ci permette di scoprire la vera bellezza. È uscendo dalla propria comfort zone che a volte si incontra qualcosa di assoluto».

E cosa vi annoia, invece, della perfezione?

LUIGI & IANGO: «Ciò che è noioso è rifiutarsi di essere sorpresi, oppure non fare abbastanza per cercare qualcosa che possa sorprenderci e aiutarci a evolvere. C’è una certa banalità nella perfezione: può sembrare un fiume senza corrente. Noi abbiamo bisogno di correnti, turbolenze e vulcani. Siamo come due atleti: abbiamo bisogno di sfide, di eccessi, persino di momenti di cattivo gusto, perché è anche attraverso gli errori che cresciamo. Abbiamo bisogno di perseveranza. Quando tutto è già precotto e perfettamente preparato per te, non arrivi mai davvero ad assaporarlo».

Il corpo è al centro di Corpi speciali. Quando avete capito che non vi interessava più soltanto fotografarlo, ma capire cosa può raccontare di una persona?

LUIGI & IANGO: «Il corpo parla, rivela i suoi segreti e si espone. È come un linguaggio segreto che compone la colonna sonora delle nostre vite quotidiane. Osserviamo con grande attenzione chi abbiamo davanti: il modo in cui cammina, i gesti, la sensualità. La postura e il movimento traducono emozioni e intenzioni, riempiono uno spazio e danno forma a un’idea. Per questo lavoriamo intensamente su questi elementi durante lo shooting. Il corpo può rivelare una verità o nasconderla, e noi cerchiamo di esplorarla e cristallizzarla in un preciso momento, spazio e luogo».

Nelle vostre immagini il corpo può essere sexy, potente, fragile, monumentale. Vi interessa proprio quando non è più possibile definirlo in un solo modo?

LUIGI & IANGO: «Ci piace che i corpi nelle nostre immagini esprimano uno stato d'animo. Crediamo sia importante dare loro un significato o un'emozione. È essenziale che le persone che guardano le nostre immagini capiscano qualcosa, provino qualcosa o magari siano persino disturbate da ciò che vedono. Se il messaggio non è chiaro, si rischia di lasciare chi guarda indifferente, e crediamo che l'indifferenza sia la peggiore reazione possibile. Allo stesso tempo, abbiamo esplorato l'indefinibile e l'astratto, spingendoci verso territori affascinanti. Abbiamo ricoperto corpi con tessuti elasticizzati, trasformandoli in forme simili a pietre o rocce. Abbiamo cancellato l'identità immergendo le figure nella vernice, nel miele o nel fango, creando forme completamente nuove. L'importante è non imporsi mai dei confini».

Avete realizzato oltre 300 cover e il vostro lavoro è entrato nei musei. Vi sentite ancora fotografi di moda o ormai questa definizione vi sta un po’ stretta?

«Ci consideriamo fotografi. Punto. Amiamo la moda, ma soprattutto amiamo le persone che la indossano, quelle che sanno darle vita e che la vivono con libertà. Più di ogni altra cosa, amiamo le persone capaci di emozionarci, di toccarci profondamente e di sorprenderci. In ogni caso, siamo sempre stati degli outsider: non completamente parte del mondo della moda e nemmeno di quello dell’arte. E, in fondo, non abbiamo mai sentito il bisogno di appartenere davvero a uno dei due. Troviamo piuttosto snob questa necessità di schierarsi. Alla fine, moda e arte appartengono allo stesso universo, con gli stessi aspetti positivi e negativi, le stesse dinamiche di potere e politica, ma anche lo stesso bisogno di impegno, verità e passione. Per noi è, semplicemente, lo stesso viaggio».

Corpi speciali arriva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Cosa cambia quando una fotografia esce dal ritmo della moda e si trova appesa in un museo?

LUIGI & IANGO: «Un capitolo si chiude e un altro comincia. Un museo rappresenta una forma di riconoscimento, ma è anche un atto di esposizione. È un invito al dialogo, all’incontro e alla riflessione. In un certo senso, è come spogliarsi: presentare una visione e riaffermarla davanti a chi già conosce il tuo lavoro. Questa mostra ci permette di presentare una parte più intima del nostro percorso, con immagini meno conosciute e forse ancora più cariche di emozione. Ritraggono persone potenti e coraggiose, ognuna con una storia importante ed evocativa. Speriamo che le persone escano dalla mostra emozionate, ispirate e piene di energia».