Matt Mullican, l’arte dell’ipnosi


Una grande retrospettiva all’Hangar Bicocca di Milano

di Micol De Pas

Utilizza l'ipnosi come pratica performativa e il linguaggio come strumento per analizzare le relazioni tra realtà e percezione. E' Matt Mullican, artista californiano che da oltre 40 anni fa ricerca sulla rappresentazione del reale, attraverso una sua personale cosmologia di segni, strumenti, colori e opere, concepita con l'obiettivo di trovare una struttura per ogni aspetto della condizione umana.

Un progetto grandioso, che si articola in un campionario iconografico vastissimo articolato su media adiversi, basato su un ordine filosofico capace di classificare l'esistenza umana. Perché i colori che identificano i mondi che compongono il sistema Mullican identificano categorie precise: Verde per gli elementi fisici e materici; Blu per la vita quotidiana; Giallo per l'arte; Nero per il linguaggio e i segni; Rosso per la comprensione soggettiva. Mette a punto così un volcabolario con cui tradurre tradizioni, studi scientifici, credenze e culture di tempi e geografie differenti per interrogarsi sulle questioni esistenziali ed ermetiche della vita.

Il pubblico che visita le sue mostre si trova dunque immerso nelle opere di Mullican, diviene subito viaggiatore nella galassia dell'artista e si trova nei panni dell'esploratore, del cosmonauta, assorbito da paesaggi, visioni e informazioni da decifrare con cura.

Ma non è tutto. Mullican utilizza l'ipnosi come strumento creativo. Durante la trance, crea. Addirittura Mullican sostiene di diventare altro da se e chiama questa entità That Person, un essere senza età né sesso, ma capace di sensibilità artistica. Non solo. L'ipnosi è anche uno strumento performativo e durante le sue esposizioni Mullican si esibisce in stato di trance. E lo farà anche in questa mostra milanese nel giorno 26 maggio (ore 21, ingresso libero fino a esaurimento posti).

Ecco, tutto questo è in mostra con The Feeling of Things a cura di Roberta Tenconi dall'11 aprile al 16 settembre all'Hangar Bicocca di Milano, fino al 16 settembre.