Le 10 Vespa più iconiche di sempre: modelli, curiosità e storie che hanno fatto epoca

Le 10 Vespa più iconiche di sempre: modelli, curiosità e storie che hanno fatto epoca

di Marco Coletto

Alla scoperta delle dieci Vespa più significative di sempre: dalla 98 del 1946 alla Pole Position passando per la mitica PX

La Vespa non è un semplice scooter: è un simbolo dell’Italia, un pezzo di storia industriale che ha attraversato generazioni trasformandosi in un oggetto di culto. 

Per celebrarne gli 80 anni siamo andati al raduno mondiale di Roma: tra scocche lucide e profumo di miscela abbiamo parlato con gli appassionati duri e puri. Tutti, senza eccezioni, ci hanno detto la stessa cosa: la vera Vespa è quella con il cambio manuale, il motore a due tempi sul lato destro e l’accensione a pedale. Un mezzo semplice, riparabile ovunque, capace di portarti lontano e di riportarti sempre a casa.

È ascoltando loro che abbiamo definito il criterio della nostra selezione: le dieci Vespa più iconiche di sempre devono avere almeno quarant’anni di vita. Qui sotto trovate i modelli che, più di tutti, incarnano l’essenza di un mito.

Vespa 98

Vespa 98 (1946)

Tutto comincia dalla Vespa 98, in un’Italia ferita e con una produzione che sembra quasi un atto di coraggio. Piaggio non ha le presse adeguate per realizzare le scocche e chiede aiuto all’Alfa Romeo per il primo lotto. Un debutto fragile ma proprio per questo irripetibile. La cilindrata ufficiale è 98 cc, anche se per l’estero si sale a 125: una scelta pratica che anticipa la vocazione internazionale dello scooter di Pontedera. Nasce già con due anime, una domestica e una globale. Due le versioni: la Normale è spartana, la Lusso aggiunge dettagli che oggi sembrano minuscoli ma allora erano status (manubrio cromato, guarnizioni in gomma per i listelli d’appoggio alla pedana e sella in pelle). La 98 è anche la Vespa che introduce un modo nuovo e democratico di muoversi: una promessa di modernità in un Paese che vuole rialzarsi.

Vespa Sport 6 giorni

Vespa Sport 6 giorni (1951)

La 6 Giorni è la Vespa che diventa “atleta”. Nasce per le gare di regolarità e lo dimostra in ogni centimetro: telaio rinforzato, motore più pronto ai bassi regimi e prima marcia corta per affrontare meglio le salite.

La pedana rialzata, le due ruote di scorta e il serbatoio raddoppiato raccontano un mezzo pensato per le lunghe tappe mentre il faro arretrato a periscopio evita la rottura nelle cadute.

Pirelli realizza pneumatici a tele rinforzate solo per lei mentre i tamburi dei freni crescono di dimensioni.

La Vespa Sport 6 giorni è un manifesto tecnico: dimostra che può uscire dalla città e affrontare sterrati, competizioni e imprevisti.

Vespa 125 U

Vespa 125 U (1953)

La Vespa 125 U è la versione essenziale: niente cromature, niente ammortizzatore davanti e niente molleggio anteriore della sella.

Un mezzo pensato per costare poco caratterizzato dal faro sul manubrio, dal cavalletto senza terminali in gomma e dall’acciaio utilizzato per il parafango, la sacca attrezzi e il cofano motore.

All’epoca piace soprattutto all’estero; oggi è molto ricercata dai collezionisti. Il segreto del suo fascino è la sua semplicità.

Si tratta della Vespa che ha accompagnato l'Italia con ancora pochi mezzi che voleva lavorare e crescere.

Vespa 150 GS

Vespa 150 GS (1955)

Con la 150 GS la Vespa cambia pelle trasformandosi da mezzo pratico a oggetto del desiderio. 

Il motore da 8 CV e i 101 km/h di velocità massima aprono la strada alla sportività mentre le ruote più grandi da 10” migliorano stabilità e presenza-

Senza dimenticare la sella biposto allungata che invita a partire in coppia.

Per la prima volta, con la 150 GS, la Vespa non viene comprata solo per muoversi ma per essere felici.

Vespa 150 VBA

Vespa 150 VBA (1959)

Con la Vespa 150 VBA arriva la distribuzione rotante che consente di usare la miscela al 2%.

Il carburatore passa sul carter, come sulla prima 150 GS, e l’erogazione è più fluida.

Piccoli passi avanti che, messi insieme, portano la Vespa verso la maturità.

La VBA, in pratica, è la Vespa che cambia la vita ai vespisti, rendendola più facile.

Vespa 50 (1963)

La Vespa 50 mette in moto un’intera generazione. Per la prima volta si guida senza targa e senza patente: un gesto di libertà che fa scoprire la città a tantissimi quattordicenni.

L’ultimo progetto dell’inventore della Vespa Corradino D’Ascanio ha un motore da 1,5 CV piccolo ma sufficiente per muoversi ovunque.

Per molti italiani è stata la prima forma di indipendenza e questo la rende eterna.

È stata anche un fenomeno culturale: la colonna sonora di chi è stato adolescente in Italia negli anni '60.

Vespa 180 SS (1965)

La Vespa 180 SS è una dichiarazione di velocità: 105 km/h, forme più squadrate e faro trapezoidale preso in prestito dalla GL.

È l’ultima con aspirazione controllata dal pistone e anche una delle più godibili.

La Super Sport (questo il significato della sigla SS) oggi è una delle Vespa più desiderate dai collezionisti.

Una Vespa senza compromessi, insomma, che punta più sulla rapidità che sull'eleganza.

Vespa 200 Rally

Vespa 200 Rally (1972)

Con la 200 Rally la Vespa porta tutto più in alto: cilindratra, potenza, velocità.

I 12 CV e i 110 km/h la rendono una compagna di viaggio solida e le strisce adesive sulle sacche e sul parafango le danno un carattere sportivo anche nell’estetica.

La novità tecnica più importante è però l’accensione elettronica: un salto tecnico che apre una nuova era.

Lei come poche altre definisce gli anni '70: un decennio che accelera e che guarda avanti.

Vespa PX

Vespa PX (1977)

La PX è la Vespa che attraversa le generazioni: cresce nelle dimensioni, nel comfort e nella presenza. La sella in poliuretano espanso cambia la vita ai vespisti: con lei si può viaggiare davvero.

È più moderna, più matura e anche più sicura: monta una sospensione anteriore con ammortizzatore telescopico che elimina l’affondamento in frenata.

Si tratta della Vespa più longeva e più amata di sempre: tutti la ricordano e tutti la rimpiangono.

Ha accompagnato e accompagna ancora oggi milioni di vite ed è presente in gran numero nei raduni.

Vespa T5 Pole Position

Vespa T5 Pole Position (1985)

Con la T5 Pole Position la Vespa strizza l’occhio al mondo dello sport e della modernità: cupolino, cruscotto digitale e motore 125 a cinque travasi.

All’epoca non ebbe il successo sperato: i giovani preferivano le moto carenate. Ma il tempo le ha dato ragione: oggi è rara e preziosa.

Il suo nome nasce da un’iniziativa di marketing: Piaggio nel Mondiale F1 1984 regalava una Vespa all’autore della pole position. Il brasiliano Nelson Piquet se ne portò a casa nove.

È il ponte tra due mondi: quello romantico della Vespa classica e quello più tecnico degli anni Ottanta. Nessuna ha osato più di lei.