Oscar 2026, tutti i vincitori: trionfa Una battaglia dopo l’altra
Sei statuette al film di Paul Thomas Anderson. Ma il miglior attore non è Leo, bensì Michael B. Jordan. Gioia per Jessie Buckley che scoppia in una risata incontrollata sul palco del Dolby Theatre
Il vincitore degli Oscar 2026 è Una battaglia dopo l’altradi Paul Thomas Anderson. Nel duello con I peccatori, il frontrunner forte di 16 nomination, ne esce trionfante, portando a casa sei statuette.
La tragicommedia stramba – e fiacca – con Leonardo DiCaprio rivoluzionario fallito e ipocondriaco è il miglior film della 98^ edizione degli Academy Awards. Conquista anche altri Oscar di peso: miglior regia, sceneggiatura non originale e attore non protagonista a Sean Penn, oltre a montaggio e casting, nuova categoria aggiunta quest’anno.
Per l’horror tra musica blues e anti-razzismoI peccatori “solo” quattro statuette, secondo sul podio dei vincitori degli Oscar 2026.

L’orgoglio di Michael B. Jordan, il riso di Jessie Buckley
È il suo protagonista Michael B. Jordan, e non Leo, il miglior attore: «Dio è buono», ha esordito il trentanovenne afroamericano. «Io sono qui davanti a voi per le altre persone che mi hanno preceduto, Sidney Poitier, Halle Berry, Jamie Foxx, Will Smith. So che avete scommesso su di me, per questo ho continuato a provare. Grazie alle persone che hanno contribuito al mio successo».
Per I peccatori anche Oscar alla miglior sceneggiatura originale al regista Ryan Coogler, alla colonna sonora a Ludwig Goransson, al suo terzo Oscar, e alla fotografia a Autumn Durald Arkapaw, prima donna a vincere in questa categoria.
Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, è scoppiata in una risata incontrollata Jessie Buckley, con l’Oscar in mano come migliore attrice protagonista per la struggente interpretazione di madre amorevole e dolente in Hamnet – Nel nome del figlio. La statuetta più meritata. «È una cosa pazzesca grazie alla grandissima donna con cui ho lavorato (Chloé Zhao, ndr)», ha detto, emozionatissima. «Grazie ad avermi insegnato a sognare e a non farmi abbattere dalle sconfitte. Mia figlia ha 8 mesi: ti adoro, non vedo l’ora di sapere come sarà vivere accanto a te. Questo film è stato un viaggio per capire cos’è l’amore di una madre. Dedico l’Oscar allo splendido caos che è il cuore di una madre».

Terzo Oscar per Sean Penn grande solito assente
Tra messaggi contro la guerra e contro l’Ice, la polizia statunitense contro l’immigrazione, è stata una cerimonia di premiazione abbastanza snella e misurata, condotta per la seconda volta consecutiva da Conan O’Brian. Non poteva essere altrimenti vista la cappa nerissima che avvolge il mondo e la mano truce che ha l’America in tutto ciò.
Una battaglia dopo l’altra è un po’ lo specchio dell’America di oggi, tra ideali falliti e l’incapacità di cambiare davvero (positivamente) il mondo. Ed è anche lo specchio di un’edizione degli Oscar abbastanza incolore, con film poco significativi portati agli allori.
Forse ha ragione Paul Thomas Anderson, che aveva alle spalle ben 11 nomination ma che solo oggi alza l’Oscar: «Nel 1975 i film candidati erano Lo squalo, Quel pomeriggio di un giorno da cani, Qualcuno volò sul nido del cuculo… Che candidature! E ora io. Andiamo a prenderci un Martini perché è veramente incredibile». Una statuetta che sa di premio alla carriera.
Sean Penn, consueto grande assente, raggiunge Jack Nicholson, Walter Brennan e Daniel Day-Lewis come gli attori con più Oscar di sempre, con tre statuette a testa. «Non poteva o non voleva venire», ha detto Kieran Culkin accettando l’Oscar a suo nome.

Barbra Streisand e il ricordo di Robert Redford
Tra i vincitori degli Oscar 2026, dopo Una battaglia dopo l’altra con sei statuette e I peccatori con quattro, a ruota c’è Frankenstein di Guillermo del Toro, che si aggiudica tre premi tecnici.
Amy Madigan è la migliore attrice non protagonista per il suo ruolo in Weapons.
Fa festa Joachim Trier: è Sentimental value il miglior film internazionale (e purtroppo non il potente spagnolo Sirāt). Dal regista norvegese un discorso di ringraziamento alquanto sibillino, che ha citato la responsabilità degli adulti verso le nuove generazioni, chiudendo con: «Non votiamo politici che non prendono questa responsabilità sul serio».
Il miglior film d’animazione è KPop Demon Hunters. Il brano che attraversa il cartoon, Golden, è diventato la prima canzone K-pop a vincere un Oscar. Incredula ed emozionatissima la cantante sudcoreana Ejae, in lacrime: «Questo premio non è assegnato al successo ma alla resilienza».
La sua esibizione, prima di ricevere la statuetta, è stato uno dei pochi momenti di spettacolo e di vitalità durante la cerimonia. L’altro, toccante, è stato affidato a Barbra Streisand, che ha cantato The way we were e ha ricordato l’amico «cowboy intellettuale» Robert Redford.
L’iconico attore ha avuto una rievocazione speciale nel consueto momento In memoriam, dedicato agli artisti che ci hanno lasciato. Tra questi anche gli italiani Claudia Cardinale, Giorgio Armani e Gianni Quaranta. E poi Rob Reiner e sua moglie Michele Singer Reiner, Diane Keaton, Val Kilmer, Robert Duvall, Béla Tarr, Terence Stamp…
Tutti vincitori degli Oscar 2026
Oscar al miglior film
Bugonia di Yorgos Lanthimos
F1 di Joseph Kosinski
Frankenstein di Guillermo del Toro
Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao
Marty Supreme di Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho
Sentimental value di Joachim Trier
I peccatori di Ryan Coogler
Train dreams di Clint Bentley
Oscar alla migliore regia
Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio
Josh Safdie per Marty Supreme
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
Joachim Trier per Sentimental value
Ryan Coogler per I peccatori
Oscar al miglior attore protagonista
Timothée Chalamet in Marty Supreme
Leonardo DiCaprio in Una battaglia dopo l’altra
Ethan Hawke in Blue Moon
Michael B. Jordan in I peccatori
Wagner Moura in L’agente segreto
Oscar alla migliore attrice protagonista
Jessie Buckley in Hamnet – Nel nome del figlio
Rose Byrne in Se solo potessi ti prenderei a calci
Kate Hudson in Song Sung Blue
Renate Reinsve in Sentimental Value
Emma Stone in Bugonia

Oscar al miglior attore non protagonista
Benicio Del Toro in Una battaglia dopo l’altra
Jacob Elordi in Frankenstein
Delroy Lindo ne I peccatori
Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra
Stellan Skarsgard in Sentimental value
Oscar alla migliore attrice non protagonista
Elle Fanning in Sentimental value
Inga Ibsdotter Lilleaas in Sentimental value
Amy Madigan in Weapons
Wunmi Mosaku ne I peccatori
Teyana Taylor in Una battaglia dopo l’altra
Oscar al miglior film d’animazione
Arco di Ugo Bienvenu
Elio di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina
KPop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans
La piccola Amélie di Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Zootropolis 2 di Byron Howard e Jared Bush
Oscar al miglior film internazionale
L’agente segreto (Brasile)
Un semplice incidente (Francia)
Sentimental Value (Norvegia)
Sirāt (Spagna)
La voce di Hind Rajab (Tunisia)
Oscar alla migliore sceneggiatura originale
Blue moon, Robert Kaplow
Un semplice incidente, Jafar Panahi e collaboratori
Marty Supreme, Ronald Bronstein e Josh Safdie
Sentimental value, Joachim Trier ed Eskil Vogt
I peccatori, Ryan Coogler
Oscar alla migliore sceneggiatura non originale
Bugonia, Will Tracy
Frankenstein, Guillermo del Toro
Hamnet – Nel nome del figlio, Chloé Zhao & Maggie O’Farrell
Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson
Train dreams, Clint Bentley & Greg Kwedar
Oscar alla migliore fotografia
Frankenstein – Dan Laustsen
Marty Supreme – Darius Khondji
Una battaglia dopo l’altra – Michael Bauman
I peccatori – Autumn Durald Arkapaw
Train dreams – Adolpho Veloso
Oscar ai migliori costumi
Avatar – Fuoco e cenere – Deborah L. Scott
Frankenstein – Kate Hawley
Hamnet – Nel nome del figlio – Malgosia Turzanska
Marty Supreme – Miyako Bellizzi
I peccatori – Ruth E. Carter
Oscar alla migliore colonna sonora
Bugonia – Jerskin Fendrix
Frankenstein – Alexandre Desplat
Hamnet – Nel nome del figlio – Max Richter
Una battaglia dopo l’altra – Jonny Greenwood
I peccatori – Ludwig Goransson
Oscar alla migliore canzone originale
Dear me dal film Diane Warren: Relentless – Diane Warren
Golden dal film KPop Demon Hunters – EJAE, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon, Teddy Park
I lied to you dal film I peccatori – Raphael Saadiq, Ludwig Göransson
Sweet dreams of joy dal film Viva Verdi! – Nicholas Pike
Train dreams dal film Train dreams – Nick Cave, Bryce Dessner

Oscar al miglior casting
Hamnet – Nel nome del figlio – Nina Gold
Marty Supreme – Jennifer Venditti
Una battaglia dopo l’altra – Cassandra Kulukundis
L’agente segreto – Gabriel Domingues
I peccatori – Francine Maisler
Oscar al miglior documentario
The Alabama Solution di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman
Come See Me in the Good Light di Ryan White
Cutting Through Rocks di Mohammadreza Eyni e Sara Khaki
Mr. Nobody against Putin di David Borenstein e Pavel Talankin
The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir
Oscar al miglior montaggio
F1 – Stephen Mirrione
Marty Supreme – Ronald Bronstein, Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra – Andy Jurgensen
Sentimental Value – Olivier Bugge Coutté
I peccatori – Michael P. Shawver
Oscar alla migliore scenografia
Frankenstein – Tamara Deverell, Shane Vieau
Hamnet – Nel nome del figlio – Fiona Crombie, Alice Felton
Marty Supreme – Jack Fisk, Adam Willis
Una battaglia dopo l’altra – Florencia Martin, Anthony Carlino
I peccatori – Hannah Beachler, Monique Champagne
Oscar al miglior trucco e acconciatura
Frankenstein – Mike Hill, Jordan Samuel, Cliona Furey
Kokuho – Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino, Tadashi Nishimatsu
I peccatori – Ken Diaz, Mike Fontaine, Shunika Terry
The Smashing Machine – Kazu Hiro, Glen Griffin, Bjoern Rehbein
The Ugly Stepsister – Thomas Foldberg, Anne Cathrine Sauerberg
Oscar ai migliori effetti visivi
Avatar: Fuoco e cenere – Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon, Daniel Barrett
F1 – Ryan Tudhope, Nicolas Chevallier, Robert Harrington, Keith Dawson
Jurassic World – La rinascita – David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan, Neil Corbould
The Lost Bus – Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen, Brandon K. McLaughlin
I peccatori – Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter, Donnie Dean
Oscar al miglior sonoro
F1 – Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo, Juan Peralta
Frankenstein – Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke, Brad Zoern
Una battaglia dopo l’altra – José Antonio García, Christopher Scarabosio, Tony Villaflor
I peccatori – Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor, Steve Boeddeker
Sirāt – Amanda Villavieja, Laia Casanovas, Yasmina Praderas
Oscar al miglior cortometraggio documentario
All the Empty Rooms di Joshua Seftel
Armed Only With a Camera: The Life and Death of Brent Renaud di Craig Renaud
Children No More: Were and are Gone di Hilla Medalia
The devil is busy di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir
Perfectly a Strangeness di Alison McAlpine
Oscar al miglior cortometraggio (ex aequo)
Butcher’s Stain di Meyer Levinson-Blount
A Friend of Dorothy di Lee Knight
Jane Austen’s Period Drama di Julia Aks e Steve Pinder
The Singers di Sam A. Davis
Two People Exchanging Saliva di Natalie Musteata e Alexandre Singh
Oscar al miglior cortometraggio d’animazione
Butterfly di Florence Miailhe
Forevergreen di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears.
The Girl Who Cried Pearls di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski
Retirement Plan di John Kelly
The Three Sisters di Konstantin Bronzit