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La danza, la musica, l’isolamento: il video-spettacolo The Other Side in onda su Rai5

di Valentina Lonati - 23 Giugno 2020

Un progetto ideato durante il lockdown che si muove tra danza, musica e arti visive. Strumenti per raccontare e superare la solitudine e dare sfogo al proprio bisogno di contatto fisico. E di amore.

Una video-creazione musicale e coreografica “time & site specific”. È il progetto The Other Side della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto di Reggio Emilia e La Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, realizzato in collaborazione con Collezione Maramotti, che andrà in onda in prima assoluta su Rai5 il 25 giugno 2020 alle ore 21.15.

Un progetto nato in piena pandemia e sviluppatosi in una ricerca stratificata sulle relazioni umane, sull'urgenza di comunicare utilizzando ogni mezzo possibile, il corpo, in primis, anche se la diffusione del Covid-19 ci ha chiesto di evitare il contatto, lo scambio fisico, l'abbraccio. Da qui nasce The Other Side, una storia di solitudini che si incontrano, di rabbia e di frustrazione, di dolore, di smarrimento e di amore, soprattutto. Immaginata dal drammaturgo Simone Giorgi e affidata al coreografo e danzatore della compagnia Aterballetto Saul Daniele Ardillo, ha come protagonisti 15 danzatori della compagnia – ognuno immerso nel proprio mondo, isolato, eppure connesso agli altri - e tre musicisti della Filarmonica Arturo Toscanini. A dialogare con loro è l'opera Love realizzata dall'artista Luisa Rabbia, messa a disposizione da Collezione Maramotti, nata proprio da una riflessione sulla connessione fra gli esseri umani e l'ambiente che li circonda.

«Siamo partiti da un’immagine semplice – racconta Simone Giorgi - un muro che separa due persone: due esseri umani in due stanze attigue ma non comunicanti. Due esseri umani vicinissimi eppure irraggiungibili l’uno all’altro. È un’idea che avremmo potuto realizzare in teatro, con un muro a separare due performer. Un’idea che, pensando a un prodotto audiovisivo, anche oggi, con le limitazioni che abbiamo, è realizzabile quasi come se quelle limitazioni non ci fossero, e che proprio in virtù di quelle limitazioni si carica di senso: sono gli occhi dello spettatore a tenere insieme ciò che insieme non è».

A irrompere nella coreografia di ciascun danzatore è la musica di Mihaela Costea (violino), Pietro Nappi (violoncello) e Orazio Sciortino (pianoforte): il repertorio scelto è un omaggio a Ludwig van Beethoven, lui che più di tutti ha sperimentato il senso fisico del limite e lo ha superato, insieme a un brano inedito commissionato appositamente al compositore in residenza de La Toscanini, Fabio Massimo Capogrosso.

«Paradossalmente, questa situazione di rallentamento, chiusura e isolamento ha creato un effetto contrario: ci ha insegnato a comunicare, quindi ha acuito l’ascolto e l’empatia. È “facile” ma soprattutto divertente insegnare movimenti in videoconferenza, per la gioia di farlo ma anche per la gioia di vedere empatia nel farlo. È proprio come ciò che si racconta sulla cecità: acuisce gli altri sensi», racconta invece il coreografo Saul Daniele Ardillo.

A intrecciare gli incontri immaginari dei danzatori è poi la filmmaker Valeria Civardi. Qui il trailer dello spettacolo:

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