Selezioni e riserve d’autore di Toscana, le 7 bottiglie da tenere in cantina

Selezioni e riserve d’autore di Toscana, le 7 bottiglie da tenere in cantina

di Penelope Vaglini

Consigliate dal Master of Wine italiano Gabriele Gorelli durante la prima edizione di Be.Come, queste etichette rappresentano un ottimo investimento grazie al loro potenziale di invecchiamento

Espandere i confini del vino per uscire dalla sua dimensione “esclusiva”, spesso riservata principalmente ad addetti di settore e tecnici, è l’obiettivo di Be.Come, evento che ha preso vita per la prima volta nel novembre scorso per contaminare il mondo enoico con le dimensioni del design, della moda e dell’arte. Nella due giorni che ha coinvolto trenta aziende toscane, rendendo Siena portavoce del buon bere, si sono alternate masterclass con esperti, chef e altri personaggi di rilievo che hanno esplorato le sfumature del vino che vanno oltre alla sua mera espressione nel bicchiere. A curare la selezione di etichette presentate nei diversi panel, oltre agli ospiti coinvolti nelle discussioni, è stato Gabriele Gorelli, primo Master of Wine Italiano originario di Montalcino, terra di Brunello: “Le aziende che hanno aderito a Be.Come hanno abbandonato quella lettura “esclusiva” a cui è abituato il settore del vino, rendendo la materia fruibile non solo ai wine lover (o “giratori di bicchiere”), ma anche a chi ha un’affinità elettiva e può permettersi di apprezzarne altri elementi di valore, che travalicano l’analisi organolettica”. Ecco perché, durante gli incontri della manifestazione senese, il Master of Wine ha dato dei preziosi consigli a chi vuole investire su selezioni e riserve d’autore prodotte in terra toscana, da conservare in cantina e lasciar invecchiare per esprimere il loro infinito potenziale.

Perché investire nei vini toscani e quali scegliere

La definizione di “selezione” rappresenta un contenitore esclusivo per chi ha l’ambizione di investire nel vino e porta con sé il concetto di scarsità, sia temporale che quantitativa” svela Gorelli. “Le Riserve sono prodotte in numero limitato e vengono rilasciate sul mercato per un periodo ben definito, per poi diventare introvabili. Puntare su queste etichette significa avere lungimiranza e comprendere come il tempo ne incrementerà il valore, rendendole migliori anche dal punto di vista qualitativo”. Il lungo affinamento rappresenta quindi un guadagno in termini sensoriali, trasformando le bottiglie in un patrimonio liquido. “Investire in un bene godibile come il vino è straordinario poiché, oltre a essere un'opportunità per monetizzare dopo un certo numero di anni, può diventare una gratificazione da portare a tavola e degustare con piacere”. Ma quali sono oggi le bottiglie toscane più interessanti su cui puntare? Qui abbiamo raccolto 7 vini tra selezioni d’autore e riserve, da conservare in cantina.

Chianti Classico Riserva 2018, Brancaia

Secondo Gorelli la Riserva 2018 di Brancaia, figlia di un’annata fresca, “coniuga alla perfezione la croccantezza del Sangiovese alla densità del Merlot affinato in barriques”. In effetti, questo Chianti Classico rappresenta l’impronta della natura e del territorio in cui Brancaia nasce, mostrando un’identità marcata e al tempo stesso estremamente armonica. La sua buona struttura e l’eleganza non tradiscono affatto le aspettative legate alla denominazione storica e il suo gusto rotondo conquista con sentori speziati, di cioccolato e piacevoli incursioni di ciliegia.

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Acciaiolo 2016, Castello di Albola

Questo vino spicca nel processo di scouting con cui Gabriele Gorelli ricerca etichette che avranno un futuro roseo dal punto di vista del collezionismo. “Acciaiolo è un Supertuscan in cui, al carattere assertivo del Cabernet Sauvignon, si aggiunge il gusto identitario del Sangiovese”, da acquistare oggi e conservare accuratamente in cantina. Si tratta di un Toscana IGT prodotto nelle antiche terre del Castello di Albola, zona particolarmente vocata del Chianti Classico che è stata la dimora di nobili casate come i Ginori Conti e gli Acciaiuoli, a cui è dedicata questa etichetta. Acciaiolo 2016 esprime la sontuosità dei suoli che circondano il castello e nasce da un unico vitigno antico, col suo corpo morbido ed elegante al palato e un seducente profumo che si perde nel suo sorso infinito.

Carbonaie 2015, Il Drago e la Fornace

“Investire in una grande annata come quella del 2015 è ideale, specialmente con un Supertuscan come Carbonaie de Il Drago e la Fornace, incentrato su maturità e concentrazione, sostenuto da un finale piacevolmente speziato” racconta Gorelli. Un 100% Sangiovese che matura in barriques per 18 mesi per poi affinare un anno in bottiglia, restituendo al naso la complessità di spezie dolci e l’intrigante sentore di cuoio e noci. I suoi tannini rotondi e vellutati avvolgono il palato con una beva ricca e dalla lunga persistenza, ammaliando il naso con note di piccoli frutti scuri e caffè tostato.

Galatrona 2019, Petrolo

Altra chicca individuata da Gorelli attraverso un processo di scouting, Galatrona 2019 è il “Grand Cru di Merlot di Petrolo che unisce ambizione, densità e concentrazione a una grande profondità e persistenza”. Proveniente dall’omonimo vigneto di cloni bordolesi, collocato su un terreno argilloso ricco di arenaria che concentra le componenti nobili dell’uva, questo rosso si distingue per il suo equilibrio, l’importante struttura e la piacevole persistenza. L’edizione 2019 diventa un’importante pezzo da collezionare poiché celebra i primi 25 anni del Galatrona e sull’etichetta raffigura un cuore volante realizzato dall’artista Sabrina Mirri.

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Camartina 2017, Querciabella

Un'espressione austera, verticale ed energica che trarrà beneficio dall'affinamento in bottiglia”. Secondo Gorelli l’unione di Cabernet Sauvignon e Sangiovese di Camartina 2017 è una delle bottiglie su cui investire, da acquistare oggi e conservare in cantina, con il suo potenziale di invecchiamento che supera i 20 anni. Si tratta di un Toscana IGT dall’ottima struttura, prodotto dal 1981 solamente quando l’annata si mostra di livello alto. Con il suo colore rubino, ha tutta l’intensità dei tannini decisi e si apre a incursioni di ribes, amarena e prugna, persistenti nel lungo finale. Disponibile in sole diecimila bottiglie, sull’etichetta riporta l’illustrazione di Bernardo Luino.

Riserva Ducale Oro 2015, Ruffino

Un classico della tradizione chiantigiana che non può mancare in cantina. Importante, dai tannini vellutati e dal finale persistente”. La Riserva Ducale Oro di Ruffino fa parte della selezione di etichette presentate da Gabriele Gorelli alla prima edizione di Be.Come. Con il suo blend di Sangiovese, Merlot, Colorino e la preziosa etichetta dorata, l’annata 2015 di questo Chianti Classico Gran Selezione impreziosisce la cantina e rappresenta un ottimo investimento grazie a un’incredibile potenzialità di invecchiamento pari a quella di altri classici vini Toscani.

Briareo Riserva 2015, Cantina del Redi

Vino Nobile di Montepulciano, Briareo è un’espressione generosa e vitale di una grande annata per il territorio nella provincia di Siena”. Secondo Gorelli questo vino ricercato è una delle Riserve toscane più interessanti da acquistare oggi. Prevalentemente Sangiovese, il suo colore rosso rubino rivela un bouquet intenso e complesso di frutti rossi maturi e sentori dolci di vaniglia. La beva è elegante, con una piacevole nota tannica e un finale estremamente armonico.