Con António Félix da Costa, TAG Heuer e Porsche dentro il domani
Credits: TAG Heuer & Porsche

Con António Félix da Costa, TAG Heuer e Porsche dentro il domani

di Digital Team

Il pilota portoghese di Formula E, primo campionato di monoposto elettriche, ci porta nel futuro prossimo. «Gareggiamo per vincere, certo, ma è bello far parte di un progetto che spinge avanti la tecnologia che sarà di tutti»

«Immagina il centro di Milano solo con macchine elettriche: sarebbe bellissimo, meno rumore, meno inquinamento». A invitarci a sognare è António Félix da Costa, pilota portoghese campione di Formula E nel 2020, new entry del TAG Heuer Porsche Formula E Team. Sembra esortarci a una visione, verso un tempo lontano, ma così lontano non è. La Formula E, campionato avveniristico e green, primo al mondo di corse automobilistiche completamente elettriche, è lì a dimostrarcelo. Alla sua nona stagione e in continua evoluzione, è l’acceleratore di tecnologie di mobilità innovative e sostenibili da portare dalla pista alla vita di tutti i giorni.

«La Formula E ha una curva di crescita enorme», spiega con entusiasmo da Costa. «Hai un’idea e magari dopo 2-3 mesi pam!, è già nelle macchine da gara, e da lì poi sarà nelle auto di strada per tutte le marche. Gareggiamo per vincere, certo, ma è bello far parte di un progetto che sta spingendo avanti la tecnologia che sarà poi per tutti». In prima linea, protagonista del cambiamento.

Porsche 99X Electric Gen3
Credits: TAG Heuer & Porsche
La nuova Porsche 99X Electric Gen3

Quando incontriamo il pilota portoghese è il giorno del grande evento: l’alzata di veli sulla Porsche 99X Electric Gen3, la nuova vettura del TAG Heuer Porsche Formula E Team per la stagione in arrivo, che si aprirà il 14 gennaio 2023 a Città del Messico. Al polso di António Félix da Costa, come pure del suo compagno di scuderia Pascal Wehrlein, un TAG Heuer Connected Calibre E4 Porsche Edition, l’orologio connesso ispirato al design della serie interamente elettrica Taycan di Porsche con esclusive funzioni Wear OS pensate per i proprietari di auto Porsche, che possono così visualizzare direttamente sul quadrante le informazioni della propria vettura. Il cinturino, al contempo sportivo ed elegante, richiama gli interni Porsche, stesso pattern usato per i cinturini delle edizioni speciali di cronografi TAG Heuer Carrera dedicati al legame con Porsche. Come il recentissimo TAG Heuer x Porsche Carrera Chronograph, tributo alla ricca storia delle due aziende nel mondo dei motori e all’avvio della loro partnership nel 2021.

«Come pilota sto vivendo un sogno. Sono arrivato nel TAG Heuer Porsche Formula E Team due mesi fa e sto imparando a conoscere tutto: ingegneri, meccanici, compagno di squadra, vettura, sponsor», ci dice António Félix da Costa. «È un sogno scendere in pista con Porsche: guardo la monoposto ed è il meglio che c’è, una delle migliori marche su strada; al polso ho TAG Heuer, uno dei migliori brand di orologi. Sento che qui c’è l’eccellenza. Poi la cosa più importante sarà vincere le gare. Il nostro obiettivo: conquistare il campionato. È stupendo quando ti poni avanti una nuova sfida».

TAG Heuer Connected Calibre E4 Porsche
Credits: TAG Heuer & Porsche
L'orologio TAG Heuer Connected Calibre E4 Porsche

La Carrera Panamericana, la corsa diventata mito, in Messico da frontiera a frontiera, è stato il primo punto di contatto tra Porsche e TAG Heuer. Nel 1954 Porsche partecipò con l’iconica 550 Spyder centrando una vittoria eccezionale, tanto che la Casa tedesca decise di chiamare il suo motore più potente dell’epoca Carrera. Un eco che risuonò presto sui segnatempo dell’azienda svizzera che nel 1963 creò il primo cronografo Heuer Carrera, progettato per permettere ai piloti di leggere l’ora con un solo colpo d’occhio nel vivo dell’azione. La prima congiunzione tra due brand che hanno nel tempo, da sfidare e scandire, un’ancestrale connessione.

E che rapporto ha con il tempo il loro pilota di punta vocato alla velocità? «L’António delle gare è professionale, cadenza tutto minuto per minuto: mi piace la giornata ben programmata, alle 9.05 vado qui, alle 9.22 faccio questo, tutto ben organizzato. Attitudine che porto anche a casa», racconta il campione 31enne. «Ora che sto diventando più grande sto però imparando a utilizzare il mio tempo in maniera più rilassata. Prima quando avevo una settimana per recuperare le energie mi svegliavo presto, volevo mantenere le abitudini dei giorni di gara: molto stress non necessario. Amo la pressione, ma sto iniziando a metterla via quando non serve. Quando presti meno attenzione al tempo i giorni sembrano più lunghi».

Quando nel settembre del 2014 scattava il primo E-Prix per monoposto elettriche, da Costa era lì, a sprintare al via. E c’era anche TAG Heuer, tra i primi brand a credere nella Formula E; Porsche è sopraggiunta nel 2019. «Ero lì dal primo giorno. Sta per iniziare la nona stagione e in soli nove anni abbiamo visto la Formula E crescere in modo incredibile: agli esordi avevamo bisogno di due auto per una gara, c’era meno potenza, la carica delle batterie era inferiore. Ora le auto sono più veloci, meno pesanti, percorrono molta più distanza senza ricaricare. Fare parte di questo sviluppo è stato impressionante».

António Félix da Costa
Credits: TAG Heuer & Porsche
António Félix da Costa a bordo della Porsche 99X Electric Gen3

Le nuove auto Gen3 come la Porsche 99X Electric Gen3 sono le vetture da corsa elettriche più veloci, leggere, potenti ed efficienti mai costruite prima. Sebbene la batteria si sia ridotta di dimensioni, è più performante. La quota di energia recuperabile è aumentata.
Non solo il campionato di Formula E, la collaborazione tra TAG Heuer e Porsche coinvolge anche la TAG Heuer Carrera Cup e va oltre i motori, spaziando su tornei di tennis e di golf. Un gioco a cui si sta avvicinando anche António Félix da Costa, grande sportivo che fatica a sedersi sul divano e riposare. «Da due mesi ho iniziato a giocare a golf: è una disciplina tutta di testa che mi sta insegnando tanto, di me e del mio corpo. E poi amo il surf, somiglia tanto alle gare a livello di aggressività: quando sono a casa è la mia grande priorità». La mattina dalla sua abitazione a Cascais, pittoresca cittadina costiera appena fuori Lisbona, controlla le onde: se sono buone afferra la tavola da surf, altrimenti la sacca da golf.

L’Italia vivrà la sua esaltante tappa di Formula E il 15 e il 16 luglio a Roma. L’occasione per vedere il domani da vicino. «Il nostro modo di gareggiare è diverso da tutti gli altri campionati di automobilismo: noi portiamo le gare alla gente, al centro della città in circuiti urbani. Siamo lì per quelli che amano le corse ma anche per chi non vuole essere disturbato dal rombo dei motori. Ad esempio, se la Formula 1 fa tappa a Singapore e non sei un appassionato, non riesci a dormire dal rumore; il potere delle auto elettriche invece è quello di essere silenziose».
L’immagine di ingegneri a bordo pista con tappi alle orecchie e cuffie isolanti? Fa parte del passato. «Essendo cresciuto in un’era di macchine dai motori rombanti, all’inizio mi sembrava avesse poco senso fare corse automobilistiche senza rumore. Ora è la cosa più naturale. I bambini di oggi e di domani, quando un giorno passerà davanti a loro un’auto che emette rumore, diranno “Che cos’è? Non ha senso”». Benvenuto futuro.