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Wesley, un campione in divenire

di Federico Sarica - 25 Gennaio 2021

Veloce e tecnico, il terzino brasiliano è un campione in divenire: «A farmi fare il salto di livello è stato l’applicarmi al gioco mentalmente».

Quando incontriamo Wesley David de Oliveira Andrade detto Wesley, 20 anni compiuti lo scorso marzo, esterno destro oggi in forza alla Juventus Under 23, di cui si parla un gran bene in prospettiva futura, abbiamo subito l’impressione di un ragazzo che sa da dove viene e sa dove vuole arrivare. Ma partiamo dall’inizio, dal suo inizio, come ce lo racconta lui:

«Sono nato a Bahia, ma quando avevo 3 mesi ci siamo trasferiti con i miei a Rio de Janeiro. Da piccolo mi è sempre piaciuto giocare con la palla, in famiglia mi hanno incentivato, mi hanno sempre comprato un pallone per farmi giocare. Quando avevo 8 anni, un giorno stavo giocando con degli amici, è passato un tipo che allenava una squadra a Rio, mi ha dato il suo numero dicendomi di farlo richiamare dai miei genitori. Lo hanno contattato e ci ha detto che voleva che io facessi un test nella sua scuola, perché vedendomi giocare per strada aveva pensato che potessi avere un futuro. Sono andato a fare il test, a 9 anni ho iniziato da lui e appena un anno dopo è arrivata la proposta del Flamengo che ovviamente ho accettato. All’inizio è stato un po’ difficile, la mattina andavo a scuola e poi dovevo prendere tre autobus per andare ad allenarmi, perdevo due ore di viaggio al giorno.

Dopo un paio di mesi ho conosciuto Vinicius Júnior, che poi ha giocato con me per otto anni, e siccome lui viveva a solo mezz’ora di bus da casa mia e aveva un amico che lo portava agli allenamenti, ho iniziato ad andare con lui. È iniziato tutto da lì, nella difficoltà, poi piano piano ho incominciato a migliorare».

Abito Dsquared2, camicia e cravatta Versace. - Credits: Photo:Vanmossevelde+n

Il Vinicius Júnior di cui parla è l’astro nascente del Real Madrid, e con Wesley e un’altra manciata di giocatori fa parte di quella classe 2000 brasiliana che è dichiaratamente partita alla conquista dell’Europa. Sono qui, nei club più blasonati del mondo, per restarci: «Quando sono arrivato dal Brasile ho avvertito un po’ di difficoltà, come credo sia normale – racconta ad Icon Wesley – perché il calcio di qua è diverso, richiede più forza fisica, più attenzione, più lavoro tattico.Oggi sto bene, e mi ritengo migliorato come giocatore e come uomo. Avere un’occasione del genere, venire a giocare in Europa così giovane, per me è un sogno che si realizza».

Una tranquillità, quella di Wesley, che come ci ha raccontato prima, gli è data soprattutto dall’appoggio della sua famiglia, «fondamentale. La mia è sempre con me, dove vado loro ci sono sempre, mi appoggiano sempre». Hai detto poco. Fuori dal campo molta musica e molta playstation, ma è il campo l’ossessione di Wesley. Quando gli chiediamo se si diverta sempre a giocare a calcio, tutti i giorni, risponde così: «Sì, tantissimo. Sono felice quando gioco a calcio».

«A farmi fare il salto di livello

è stato l’applicarmi al gioco mentalmente».

Aspirante erede di una tradizione di terzini brasiliani tecnici – non a caso fra i suoi giocatori modello cita Dani Alves e Cafu – Wesley in Europa ha perfezionato l’arte della difesa senza dimenticare le origini, con il futsal, il calcio a cinque: «Me l’hanno insegnato quando ero piccolo due allenatori a cui devo molto. Lì ho imparato l’arte del dribbling, la tecnica. Anche se quello che mi ha fatto fare il salto di livello è stato l’applicarmi al gioco mentalmente, lavorare molto per migliorarmi, ogni giorno, provare a fare un passo avanti sempre».

E forse sta proprio in questo la differenza fra Wesley, campione in divenire, e gli amici con cui è cresciuto giocando sulla spiaggia: «Alcuni di loro erano forti. Quando vado lì giochiamo sempre insieme, ancora oggi sono al mio fianco, tifano per me». E fanno bene, visto che di Wesley sentiremo ancora parlare.

Fotografie: Vanmossevelde+n
Styling: Edoardo Caniglia
Grooming: Fabio Cicerale
Styling Assistant: Federica Arcadio
Location: Hom (homwarm.eu)

Si ringrazia Four Studios Communication (fourstudios.eu)

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