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Organo da chiesa. Incenso nell’aria. Sacralità. Inizia così la sfilata di Alessandro Michele che non tradisce le aspettative e propone un uomo ancora più prezioso con richiami che dal lontano Oriente arrivano fino al caldo farwest. Optical jacquard per piped jacket adornate da gioielli-monili d’ispirazione XVIII secolo. Cappelli alti, bombati o berretti in angora con ricami preziosi per sherpa metropolitani. Il mondo di Gucci è ampio e visionario. Dalla cappa con ape gigante applicata sulla schiena al blouson college fino alla T-shirt con Snoopy e Woodstock. Ogni outfit è un viaggio tra i frammenti di una memoria collettiva che lo stilista individua all’interno di un campo di riattivazione poetica. Il gioco, anche anarchico, concede salti temporali e di latitudine. Compaiono broccati, pellicce cow e abiti in pitone così come le ormai iconiche pantofole con pelo di pelliccia ma in tessuto fiorato o micro check. E ancora: pressature ad arte, denim e cowboy boots fino al coat-vestaglia in velluto verde smeraldo. Sapiente fusione di colori dal rosa all’arancio, dal rosso al verde smeraldo per un color block sofisticato.
di Valentina Ardia
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