Icon fashion story: Madior Fall

Icon fashion story: Madior Fall

di Silvia Perego

Mentre lavora come modello per i marchi dell’alta moda, quasi per caso, entra nel cast di Zero, l’acclamata serie italiana firmata Netflix. Un’occasione d’oro visto che ha sempre sognato il cinema: «Bisogna crederci, fino in fondo». Ora dipende solo da lui

Madior Fall è un sognatore. Ama proiettarsi in vari immaginari futuri e, mentre studia Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano («i miei genitori vorrebbero che io studiassi e basta», racconta ridendo), oggi sa soltanto che vuole recitare. «Fin da bambino Will Smith è stato il mio idolo. Giocavo a interpretare i personaggi dei film, come capitan Jack Sparrow nella serie Pirati dei Caraibi. Ho sempre voluto fare l’attore ma non ho mai intrapreso concretamente questo percorso quindi, quando si è presentata l’opportunità di fare parte del cast di Zero, mi sono buttato e sono stato fortunato. Ora non posso fermarmi qui».

Fila 110th Anniversary Collection.

La serie Netflix, arrivata subito ai primi posti in Italia, riflette su cosa significa essere invisibili, una metafora fantasy per raccontare la realtà dei giovani che vivono nei quartieri della periferia di Milano, tra rapporti fraterni di amicizia e infiniti tempi di attesa per ottenere la cittadinanza. Madior Fall interpreta Innocent, o meglio Inno: «Ho cercato di trovare me stesso nel personaggio, nonostante il suo carattere sia molto diverso dal mio. Inno è scettico e diffidente, ma è anche molto legato alla famiglia, ed è fortemente motivato: è un calciatore provetto e, grazie a questo, vuole a tutti i costi cambiare la condizione sociale in cui si trova. Come lui, anche io sono convinto che l’unico modo per ottenere qualcosa sia crederci, fino in fondo».

Fila 110th Anniversary Collection

 Prima del debutto sullo schermo, infatti, ricorda quando a 18 anni ha iniziato a lavorare come modello: «La prima volta che ho provato a entrare in un’agenzia sono stato rifiutato. Il giorno dopo, però, mentre ero in metro, sono stato fermato da una scouting director. Nonostante l’orgoglio un po’ ferito (ora ci scherza sopra, ndr), ho deciso di riprovarci. Ho iniziato subito a lavorare, prima per alcuni servizi fotografici e poi sono arrivate le sfilate durante le fashion week. Negli ultimi anni un grande cambiamento sta coinvolgendo l’intero settore della moda. I brand hanno iniziato a essere più inclusivi, scegliendo per i casting volti sempre più diversi, specchio di una realtà, di una bellezza che è una miscela di culture differenti».

Fila 110th Anniversary Collection

Nato a Parigi da un padre di origini senegalesi e una madre romana, lui stesso è protagonista di questo cambiamento: «È vero, ma indirettamente», sottolinea. «Combatto per ciò in cui credo, ma lo faccio a prescindere, essendo me stesso e non sentendomi diverso da altri. Costruendo la mia carriera e facendo il mio lavoro, come tutti». Sempre con passione, tanto che sul set di questo servizio, quando gli abbiamo chiesto di accentuare i movimenti, si è cimentato in una serie di salti mortali – «sono cresciuto con la convinzione che sarei diventato un giocatore di basket. Ecco un’altra delle mie visioni sul futuro», racconta. E per assecondare questa vitalità servono capi di estrema qualità, come quelli che compongono la Fila 110th Anniversary Collection, che oggi celebra l’heritage del marchio italiano che ha scritto la storia dell’abbigliamento sportivo.

Fila 110th Anniversary Collection

I pezzi più rappresentativi dell’archivio sono stati selezionati dalla stylist britannica Katie Grand e sono stati reinterpretati, compresi quelli ispirati al mondo dello sci che, per l’occasione, sono prodotti in collaborazione con Piacenza Cashmere. Una serie limitata di 500 pezzi con un focus sulla maglieria, realizzata con il cashmere delle migliori filature biellesi, che ricorda i capi tecnici indossati per scalare l’Everest negli anni 70 e 80. Mentre la riedizione della celebre giacca colorata prediletta da campioni di sci come Alberto Tomba oggi si abbina a pantaloni dal taglio sartoriale perché, come dice Madior Fall, «ognuno può trovare se stesso nella moda».

Photos by John Balsom; Styling by Edoardo Caniglia

Grooming: Franco Chessa@Freelancer

Styling assistant: Federica Arcadio