Ken compie 65 anni: cosa ha imparato la moda uomo dalla prima icona di stile?
Le lezioni di stile apprese da colui che da sempre è un punto di riferimento in fatto di abbigliamento. Al fianco di Barbie, ma non solo
Prima ancora degli influencer, delle celebrity ambassador e del concetto di "quiet luxury", c'era già Ken. Nato nel 1961, appena due anni dopo Barbie, il biondo più famoso della cultura pop compie oggi 65 anni e, guardando il suo guardaroba con gli occhi di un appassionato di moda, è difficile non riconoscergli un merito: aver raccontato l'evoluzione dello stile maschile con sorprendente precisione.
Per decenni è stato liquidato come "il fidanzato di Barbie", una figura secondaria rispetto alla rivoluzione femminile rappresentata dalla sua compagna. Eppure, mentre Barbie ridefiniva il ruolo della donna nella società, Ken mostrava un nuovo modo di essere uomo. Più morbido e meno legato agli stereotipi della virilità. Lo faceva arrivando sul mercato con un guardaroba pensato per raccontare diversi momenti della giornata e diverse personalità. C'è il costume da bagno, il completo elegante, l'abbigliamento sportivo, quello casual. Più che una bambola, è un piccolo manifesto di stile. In un'epoca in cui l'abbigliamento maschile era ancora fortemente codificato, suggerisce già un'idea di uomo che cambia, sperimenta e adatta il proprio modo di vestirsi alle occasioni.
Lo stile di Ken
Riguardando oggi il primo Ken, colpisce anche la sua essenzialità. Costume rosso, sandali in sughero, pochi accessori e linee pulite, ovvero un'estetica che, a distanza di oltre sessant'anni, ricorda sorprendentemente quel minimalismo sofisticato che oggi definiamo quiet luxury. Nessun logo vistoso, nessun eccesso, ma un'eleganza costruita sulla semplicità e sulla qualità dell'insieme.
Naturalmente il suo guardaroba non è rimasto fermo agli anni Sessanta. Come ogni vera icona di stile, Ken ha saputo evolversi insieme alla moda. Ha indossato jeans quando il denim è diventato simbolo di libertà, completi sartoriali negli anni del grande ritorno dell'eleganza maschile, fino ad arrivare alle collaborazioni con maison e designer come Emilio Pucci, Oscar de la Renta, Moschino e Gareth Pugh. Ogni nuova versione raccontava anche un diverso modo di interpretare la mascolinità.
È forse questo l'aspetto che rende Ken ancora così contemporaneo. Prima che si iniziasse a parlare di fluidità, di guardaroba senza etichette o di identità in continua evoluzione, lui cambiava mestiere, passioni e stile con assoluta naturalezza. Surfista, pilota, medico, atleta, rockstar, fotografo: ogni professione coincideva con un nuovo guardaroba e con una nuova narrazione, suggerendo che l'identità maschile potesse essere molteplice e mai definitiva.
Le lezioni di stile imparate da Ken
Oggi la moda uomo sembra aver abbracciato questa idea. Le collezioni alternano sartoria e sportswear, recuperano codici del passato e li contaminano con linguaggi contemporanei, mentre il concetto stesso di eleganza si è fatto decisamente meno prescrittivo. In questo scenario, Ken appare quasi come un precursore inconsapevole. E non perché abbia dettato le tendenze, ma perché ha sempre mostrato che vestirsi significa raccontare chi si è o chi si desidera essere.
Il successo del film Barbie lo ha riportato sotto i riflettori, consacrandolo anche come fenomeno modaiolo per una nuova generazione. La Gen Z, principalmente. Ma il suo rapporto con la moda viene da molto più lontano. Da oltre sessant'anni cambia guardaroba senza perdere la propria identità, dimostrando che lo stile non è una questione di età o di tendenze, bensì di evoluzione continua.
È questa la lezione, veramente utile, che la moda uomo può ancora imparare da Ken. Non esiste un solo modo di essere eleganti, così come non esiste un solo modo di essere uomini. E se oggi il menswear celebra la libertà di sperimentare, è perché qualcuno, con un costume rosso e nove cambi d'abito, poi diventati centinaia e centinaia, aveva iniziato a farlo molto tempo fa. Grazie a Mattel, la casa di produzione di Barbie prima e di Ken poi. Di loro, per sempre.